Lunedì il Nasdaq ha chiuso su un nuovo massimo storico e l’S&P 500 si è fermato a un passo dal suo. Con le valutazioni di questi mesi, la domanda che circola di più è una sola.
Siamo troppo in alto? Anzi, per qualcuno più che una domanda è un’affermazione.
È il rischio che vedono tutti, ed è anche quello su cui la storia ha dato torto più spesso a chi lo temeva.
Le cautele le abbiamo scritte anche noi: tre settimane fa il Buffett Indicator ai massimi storici, poi il Nasdaq sui record con i Treasury sopra il 5%.
Le valutazioni restano tirate ma i record esistono per essere battuti.
Un indice caro spesso viene assimilato ad un indice destinato a crollare domani ma è solo questione di percezione umana.
Cosa succede dopo un massimo storico
Un massimo storico arriva per definizione dopo una salita, ed è molto più frequente di quanto si pensi. Negli ultimi cento anni l’S&P 500 è rimasto sui massimi, o entro il 10% da lì, circa due terzi del tempo.
Anche i rendimenti successivi dicono poco di quel pericolo che tutti percepiscono. Tra il 1988 e il 2023 l’indice ha guadagnato in media l’11,9% su un periodo qualsiasi di 12 mesi, e il 13,4% nei 12 mesi successivi a una chiusura record.
Il 2024 è l’esempio più vicino.
A gennaio l’S&P 500 è tornato sui massimi dopo più di due anni di attesa. Chi in quei giorni ha venduto per paura del top ha visto l’indice segnare decine di nuovi record nei mesi successivi e chiudere l’anno molto più in alto.
Un mercato che fa nuovi massimi è, il più delle volte, un mercato in cui gli utili crescono. Per questo i record tendono ad arrivare sontuosi.
Quando il record non tiene
Poi ci sono le volte in cui va male, e vanno ricordate.
Il 24 marzo 2000 l’S&P 500 chiudeva sui massimi. Poi è scoppiata la bolla delle dot-com, e quei massimi sono stati superati solo nel 2007, più di sette anni dopo. Pochi mesi più tardi è arrivata la crisi del 2008, e per rivedere il record di ottobre 2007 si è dovuto aspettare il 2013.
Può succedere ovviamente.
Cosa vede il Trendycator® sui massimi
Il volore di avvalersi di un algoritmo imparziale come Trendycator® è che non pensa, non legge le news e non sa cosa sono i massimi assoluti.
In ogni epoca i massimi assoluti si sono rotti e hanno portato con sé fiumi di parole e di preoccupazioni umane. Il Trendycator è da oltre 20 anni al servizio del risparmiatore che vuole avere una guida, un faro sui mercati. Senza la pretesa di fare meglio, ma avendo ben presente e chiaro lo stato di forza dell’asset sottostante.
Prendiamo il Nasdaq di questi giorni.
La rottura dei massimi storici, per il cervello algoritmico di Trendycator, non è altro che una dimostrazione di forza.

Piano A e piano B
Se poi tutto crolla?
L’importante è avere sempre un piano A e un piano B, e seguire le regole. Se il mercato storna usciamo e aspettiamo il prossimo mega trend.
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