Autore: Walter Demaria

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

Il consiglio di amministrazione di Technoprobe ha approvato ieri i conti del primo semestre 2026 più che positivi, e la reazione del titolo lo conferma. Oggi le azioni Technoprobe aggiornano i massimi della settimana, sopra i 30 euro, con un progresso del 9,3% sull’ultima chiusura. Technoprobe, i risultati del semestre Technoprobe progetta e produce probe card, i dispositivi che testano il funzionamento dei chip prima e dopo l’assemblaggio. Un mercato che vive della crescita dei semiconduttori, e nel primo semestre 2026 quella crescita si vede tutta nei conti. I ricavi salgono del 42,4% a 464 milioni di euro. L’utile netto…

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Non si può mai stare tranquilli che esce sempre un nuovo dato, o indicatore a far serpeggiare il malumore fra gli investitori. Il Bull & Bear Indicator è l’indicatore di sentiment costruito dal team di ricerca globale di Bank of America per misurare quanto gli investitori istituzionali sono esposti al rischio sui mercati azionari. La scala va da 0 a 10 e si interpreta in chiave contrarian: più si avvicina agli estremi, più cresce storicamente la probabilità di un’inversione. Ecco cosa misura, come si interpreta e cosa dice il suo track record dal 2002 a oggi. La scala da 0…

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Sicuramente ricorderete la celebre frase di Enrico Beruschi “Porca loca sempre a me mi toca”. Non faccio in tempo a dire che non amo aprire posizioni nuove nel mese di agosto che il mercato mi castiga con un bel RAPTOR da manuale sul Nasdaq e non solo.. Ma visto che molti di voi saranno sotto l’ombrellone questa settimana vi propongo una lettura corposa. Da strategia decido di seguire questa indicazione sugli indici americani mantenendo un taglio prudenziale. Di seguito potete vedere il grafico dell’indice Nasdaq con ben evidente il motivo per il taglio prudente. Lo schema RAPTOR su weekly (a…

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Sanlorenzo ha confermato lunedì di sostenere l’offerta presentata dal consorzio Polo Nautico Carrara per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale di The Italian Sea Group, il cantiere concorrente entrato in crisi nei mesi scorsi. Il gruppo, quotato a Piazza Affari e presente nel nostro portafoglio speculativo dal 29 giugno, entrerà nella società veicolo con una quota di minoranza e ha rilasciato una lettera di patronage a garanzia fino al 10% del prezzo di acquisto. Cosa prevede l’operazione per Sanlorenzo Per Sanlorenzo l’esposizione economica diretta resta contenuta. La garanzia è limitata al 10% del prezzo e l’intera struttura è costruita per non caricare sul bilancio…

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Ieri abbiamo scritto perché la bolla dell’intelligenza artificiale potrebbe non scoppiare mai: è, semmai, il rischio più annunciato della storia dei mercati, esposto alla luce del sole al punto da poter sgonfiarsi lentamente invece di esplodere all’improvviso come Lehman Brothers nel 2008. Lo stesso schema vale anche per un rischio speculare, molto meno chiacchierato, che si sta accumulando dall’altra parte del mercato: quello energetico. Il rischio sta nel passaggio tra il barile e la pompa di benzina, non nel prezzo del greggio in sé, che a circa 84 dollari al barile per il WTI non spaventa nessuno. Il prezzo del greggio non spiega più quello del carburante Nessuno fa…

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In questi giorni tutti i mercati tecnologici sono entrati senza dubbio in contrazione ma parlare di crollo dei mercati o bolla AI è ancora prematuro soprattutto in un momento nel quale i numeri sono già chiari e disponibili al mondo finanziario e non costituiscono più un effetto sorpresa in grado di spaventare i mercati. È probabilmente la bolla più telefonata della storia: tutto quello che leggerai in questo articolo è di dominio pubblico da mesi, non l’effetto sorpresa che fece scattare un Lehman Brothers. E questo, paradossalmente, è già un motivo per non aspettarsi lo stesso esito. Attenzione: quanto scritto…

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A Veldhoven, una cittadina del Brabante olandese vicino a Eindhoven, ha sede l’azienda che progetta le uniche macchine al mondo capaci di rendere possibili i chip più avanzati del pianeta: si chiama ASML, è quotata sia ad Amsterdam sia a New York, e ieri il suo titolo ha perso terreno pesantemente in una sola seduta dopo la notizia di un primo concorrente cinese sulla fascia più matura della sua tecnologia. È un buon punto di partenza per capire cosa fa questa azienda, quanto è solido il suo vantaggio competitivo e cosa è cambiato con la scossa di ieri. Che cosa…

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Lunedì a Shanghai è successo qualcosa che non capita quasi mai su un mercato azionario di quelle dimensioni. CXMT, produttore cinese di memorie DRAM con sede a Hefei, ha debuttato sul listino tecnologico Star Market con un rialzo del 470% rispetto al prezzo di collocamento. Il titolo, quotato a 8,66 yuan nell’IPO, ha aperto a 49,50 yuan, portando la capitalizzazione della società a circa 3,3 trilioni di yuan, quasi 490 miliardi di dollari. In una singola seduta CXMT ha superato per valore la Industrial and Commercial Bank of China, diventando la società più capitalizzata dell’intero listino cinese onshore. Il collocamento…

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Come avevamo detto il 9 luglio, I costi dell’AI iniziano a incidere sui bilanci delle aziende americane in modo sempre più evidente, oggi è arrivato il temuto crollo in Borsa di Google. Ieri Wall Street ha chiuso in rosso, con il petrolio tornato a salire e i timori sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale di nuovo al centro della seduta. A pesare più di tutti è stato il comparto tecnologico: Google (Alphabet) crolla in Borsa nonostante un trimestre che, sulla carta, aveva sorpreso in positivo. Alphabet, la trimestrale che non convince il mercato Alphabet ha perso il 7,13% in borsa nella…

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