Le nuove posizioni di Burry
Michael Burry, il gestore noto al grande pubblico per la scommessa contro i mutui subprime raccontata in “The Big Short”, ha aggiornato il proprio posizionamento con alcune mosse che riguardano direttamente il comparto dell’intelligenza artificiale. La comunicazione è arrivata a fine giugno attraverso i suoi canali, e merita una lettura attenta perché modifica un quadro che lo stesso Burry aveva contribuito a costruire nei mesi precedenti.
Il movimento principale riguarda Microsoft. Burry ha acquistato opzioni call a lunga scadenza, con esercizio fissato a dicembre 2028 e strike nella fascia bassa dei 700 dollari. Ha indicato il livello dei 350 dollari come area che considera interessante per il titolo, scegliendo le opzioni anziché l’azione perché le ritiene convenienti rispetto alla sua aspettativa di rendimento. Si tratta di una posizione costruita su un orizzonte pluriennale, non di un’operazione di breve termine. Nello stesso aggiornamento ha incrementato l’esposizione long su JD.com e Adobe.
Lo short su Palantir ridotto a metà
La seconda mossa riguarda Palantir, uno dei titoli più rappresentativi del rialzo legato all’intelligenza artificiale. Burry ha chiuso metà della propria posizione ribassista a 107,15 dollari, mantenendo aperte alcune opzioni put. L’esposizione al ribasso resta, ma in misura dimezzata rispetto a prima. È un alleggerimento, non un’inversione completa.
Il contrasto con la reputazione costruita in questo ciclo è evidente. Nei mesi scorsi Burry aveva impostato posizioni ribassiste su titoli simbolo dell’AI, tra cui Nvidia e Palantir, accompagnandole con interventi pubblici scettici sui multipli di valutazione del settore. Quella sequenza ne aveva fatto, agli occhi di molti investitori retail, il volto del dubbio sull’intera traiettoria del comparto.
Una distinzione tra chi vende e chi spende
Nella nostra lettura, l’apparente contraddizione si attenua se si osserva la differenza tra i soggetti coinvolti. Le posizioni ribassiste colpivano in prevalenza titoli con multipli elevati costruiti sull’aspettativa di crescita futura. Microsoft occupa una posizione diversa nella catena del valore: è uno dei principali acquirenti di capacità di calcolo e uno degli operatori che monetizzano già oggi, attraverso il cloud e il software, la spesa che attraversa il settore. Lo scetticismo su chi vende l’hardware a valutazioni tese può quindi coesistere con un giudizio costruttivo su un operatore che incassa quella spesa.
Resta aperta una seconda interpretazione, altrettanto legittima: un semplice cambiamento di giudizio sui dati, che porterebbe ad archiviare la lettura del settore come fase prossima a una correzione generalizzata. Le informazioni disponibili al momento non consentono di stabilire con certezza quale delle due chiavi prevalga.
La questione del tempismo
C’è un ultimo elemento che vale la pena considerare, e riguarda il momento in cui questa rotazione avviene. La logica dell’investitore contrarian si fonda sul tempismo: assumere posizioni quando il consenso è opposto, non quando si è già formato. Buffett ha sintetizzato il principio nell’invito a essere avidi quando gli altri hanno paura e timorosi quando gli altri sono avidi.
Una posizione long su uno dei beneficiari più diretti della spesa in AI, costruita dopo un rialzo prolungato e in un clima di consenso ampiamente rialzista, espone a un interrogativo sul tempismo che merita di essere posto. L’orizzonte al 2028 lascia spazio a evoluzioni molteplici e rende prematuro qualsiasi bilancio. Il dato che resta sul tavolo è il segnale: uno degli scettici più seguiti del ciclo ha ridotto la propria esposizione ribassista sull’intelligenza artificiale.
Il tema riguarda il posizionamento collettivo più di ogni singola operazione. Quando le scommesse a forte convinzione convergono nella stessa direzione, il margine di errore si riduce. Lo si osserva su altri fronti, dalla fiducia incondizionata di Michael Saylor verso il Bitcoin alle posizioni più affollate del mercato azionario. Il momento in cui un osservatore scettico abbandona il proprio dubbio è quello che, storicamente, richiede maggiore attenzione.
L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.
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