Un grafico che misura il ciclo, non l’umore dei mercati
Il tasso di disoccupazione statunitense viaggia oggi intorno al 4,3%, in risalita dal minimo di circa 3,4% toccato nel 2023. Sul grafico settimanale le bande grigie segnano le recessioni passate, e basta seguirle per cogliere uno schema regolare: ogni contrazione è stata preceduta da una disoccupazione molto bassa che, a un certo punto, ha smesso di scendere e ha iniziato a salire. È successo prima del 1990, prima del 2001, prima del 2008.

Fonte dati e grafica Tradingview.
Oggi siamo nel punto di svolta. La disoccupazione ha toccato il suo minimo — il mercato del lavoro al massimo della forza — e da lì ha invertito: meno occupati, più disoccupati. È quello che mostra la linea blu.
Perché “siamo come prima delle bolle” è un passo troppo lungo
La disoccupazione misura il ciclo economico, non lo stato di una bolla sui mercati finanziari. Recessione e scoppio di una bolla a volte arrivano insieme, ma sono due fenomeni distinti, e questo grafico parla solo del primo.
Il secondo motivo di cautela sta nei falsi segnali. Sullo stesso grafico si vedono risalite della disoccupazione che non hanno preceduto alcuna recessione:
- metà degli anni Ottanta, con il mercato del lavoro che si raffredda e poi riparte
- 1995-96, rallentamento di metà ciclo riassorbito senza contrazione
- 2016, breve risalita rientrata nei mesi successivi
Aggiungo un terzo elemento. Il livello assoluto resta basso. Un 4,3% è ancora un mercato del lavoro storicamente sano, lontano dai picchi del 6-10% raggiunti nelle recessioni vere. La direzione è quella che precede i guai, ma l’ampiezza del movimento, per ora, è contenuta.
Cosa osservare
Quando apro un grafico come questo, la prima cosa su cui mi fermo è la direzione più che il numero. Negli anni mi è capitato spesso di vedere clienti spaventarsi per un livello — “4,3% è alto?” — quando la domanda giusta è un’altra: da dove arriva e dove sta andando. Una disoccupazione al 4,3% che scende da 5 è una storia. La stessa cifra che sale da 3,4 è la storia opposta, e siamo nel secondo caso.
Detto questo, ho imparato a non trasformare un singolo indicatore in una profezia. Il mercato del lavoro è uno dei segnali di fine ciclo più affidabili che conosca, ma “affidabile” non significa “infallibile”, e il 2016 sul grafico è lì a ricordarmelo ogni volta.
L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
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