A settembre l’economia americana ha creato 29.000 posti di lavoro, contro i 90.000 attesi. La disoccupazione sale al 4,2% e i salari orari crescono appena dello 0,1% sul mese.
Eppure mezz’ora dopo il dato il Nasdaq sale dell’1,17% e i rendimenti dei Treasury scendono.
Le revisioni pesano più del dato
Il Bureau of Labor Statistics ha rivisto anche i due mesi precedenti. Agosto passa da 162.000 a 133.000 nuovi posti, luglio da +21.000 a −10.000.
In due mesi mancano 60.000 posti rispetto alle prime stime.
Il dato forte di agosto era quello sul tavolo il 16 settembre, quando la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base al 3,75-4,00%. Il mercato del lavoro alle spalle di quella decisione era già più debole di come appariva.
Perché la borsa festeggia un dato brutto
Con la Fed in fase di rialzi, il nemico dei mercati è l’inflazione. Occupazione in frenata e salari quasi fermi tolgono argomenti a chi vuole stringere ancora.

Il dot plot di settembre indicava un altro rialzo entro fine anno. Dopo un dato così diventa più difficile da giustificare, ed è lo scenario che avevamo descritto a inizio settembre nel paradosso Warsh sui tassi: un dato debole che spinge le azioni.
Meno rialzi attesi vuol dire rendimenti più bassi. E con rendimenti più bassi gli utili futuri delle aziende valgono di più oggi, quindi il mercato è disposto a pagarli meglio.
A confermarlo ci sono i rendimenti dei Treasury in netto calo in questo momento: il 2 anni scende al 4,72% e il 10 anni al 5,16%, entrambi giù di 7-8 punti base.
Il future sui Fed Funds di dicembre
Il contratto sui Fed Funds con scadenza dicembre 2026 (ZQZ2026) quota 95,96, cioè un tasso medio atteso intorno al 4,04%.
Quindi una previsione di tassi fermi almeno fino alla fine dell’anno.

Abbiamo parlato a lungo di questo grafico nei nostri Mastermind mensili del Circolo Pro.
Il prossimo test è il dato sull’inflazione di settembre. Con salari fermi e occupazione in frenata, un CPI sotto le attese renderebbe il rialzo di fine anno ancora più difficile da sostenere.
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