Venerdì 4 settembre alle 14:30, ora italiana, esce il report sull’occupazione USA di agosto.

È l’ultimo dato pesante prima della riunione della Fed del 15 e 16 settembre, quella con il nuovo dot plot.

Di norma un payrolls forte spinge le borse e uno debole le raffredda. Questa volta la sequenza rischia di ribaltarsi dopo il discorso di Kevin Warsh.

Il discorso che ha cambiato le quote

Il 28 agosto, nel suo primo intervento da presidente della Fed al simposio di Jackson Hole, Warsh ha tenuto un tono più duro di quanto ci si aspettasse dopo la riunione di luglio. Ha detto che i dati di CPI e PCE dell’estate, pur migliori delle attese, non gli dicono che le tendenze di fondo dell’inflazione siano migliorate in modo significativo. Non si è impegnato su una soglia precisa che farebbe scattare un rialzo, ma il mercato ha letto il messaggio come un avvertimento.

Le borse hanno chiuso una giornata sull’ottovolante con forti oscillazioni da ambo i lati.

Sulla parte a breve della curva dei Bond il movimento è stato più netto: il rendimento del Treasury a 2 anni ha guadagnato oltre 12 punti base, arrivando al 4,356%.

Le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre sono salite dal 35% al 57% nel giro di una seduta.

Perché un dato debole gli toglierebbe la scusa

Il report di luglio era già stato un problema per chiunque volesse argomentare a favore di un rialzo: payrolls a -23.000 contro un consensus che si aspettava +83.000, giugno rivisto al ribasso a +20.000, tasso di disoccupazione salito al 4,1% con la partecipazione alla forza lavoro scesa al 61,4%.

Un mercato del lavoro che si raffredda così in fretta rende molto difficile giustificare una stretta monetaria: il mandato della Fed include l’occupazione, non solo i prezzi.

Se il dato di agosto confermasse questa direzione, con un numero debole o addirittura negativo, per Warsh diventerebbe complicato insistere sulla necessità di alzare i tassi appena due settimane dopo. In quello scenario le probabilità di rialzo tenderebbero a scendere, i rendimenti a ritracciare, e le borse potrebbero interpretarlo come un sollievo, anche se il dato di partenza racconta un’economia più debole.

Perché un dato forte gli darebbe via libera

Il quadro però non è a senso unico. L’ADP di agosto ha sorpreso in negativo con un taglio di 10.000 posizioni nel settore privato, un dato insolito che di solito precede un payrolls fiacco. Ma il consensus raccolto da Capital Economics per il report ufficiale resta a +90.000, con la disoccupazione attesa stabile al 4,2%.

Se venerdì arrivasse un numero sopra le attese, magari con la disoccupazione in calo, Warsh avrebbe la copertura che gli manca per concentrarsi solo sull’inflazione. Potrebbe usare quel dato per sostenere la narrativa di un sistema del lavoro ancora resiliente, capace di assorbire un costo del denaro più alto senza rompersi. In quel caso le probabilità di rialzo salirebbero ulteriormente, i rendimenti si muoverebbero più in alto lungo la curva, e le borse rischierebbero di leggerlo come l’anticipo di condizioni finanziarie più restrittive.

Cosa guardare venerdì

Occhi puntati dunque venerdì sul dato NFP sapendo che, per assurdo, un dato positivo potrebbe far scendere le Borse e un dato negativo potrebbe farle salire.

Il FOMC del 15 e 16 settembre resta il vero appuntamento. Il payrolls di venerdì non decide la mossa della Fed da solo, ma restringe o allarga lo spazio in cui Warsh può muoversi.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
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Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->