Comprare BTP attraverso un ETF è uno dei modi più comodi per investire in titoli di Stato italiani senza scegliere un singolo titolo. Dietro nomi quasi identici, però, possono esserci strumenti con un rischio molto diverso, e la differenza la fa la duration, cioè la sensibilità del prezzo ai movimenti dei tassi d’interesse.
Un esempio sono due ETF di Amundi quotati a Piazza Affari, l’Amundi Italy BTP Government Bond 1-3Y (ticker BTP13, ISIN LU1598691050) e l’Amundi Italy BTP Government Bond 10Y (ticker BTP10, ISIN LU1598691217). Hanno lo stesso emittente e lo stesso gestore e costano uguale. Investono però in BTP con scadenze diverse, e questo cambia il modo in cui i due fondi reagiscono quando i tassi si muovono.
Che cos’è la duration
La duration misura quanto varia il prezzo di un’obbligazione, o di un ETF che ne contiene molte, quando cambiano i tassi d’interesse. Il movimento va in direzione opposta ai rendimenti: se i tassi salgono il prezzo scende, se scendono il prezzo sale, e più alta è la duration, più ampia è l’oscillazione.
Un BTP che scade tra pochi anni si muove poco, perché il rimborso è vicino e il capitale torna presto disponibile per essere reinvestito alle nuove condizioni. Un BTP con scadenza lontana resta legato per molti anni al rendimento fissato all’emissione. Se il mercato offre rendimenti più alti, il suo prezzo deve scendere di più per tornare competitivo. Il calcolo lo abbiamo spiegato nella guida su duration e convexity.
BTP13 e BTP10, due modi diversi di investire in BTP
BTP13 investe in BTP con vita residua tra uno e tre anni, quindi ha una duration bassa e un prezzo che oscilla poco. Tra gli ETF sui BTP è quello che si avvicina di più a un parcheggio della liquidità in titoli di Stato, con un rendimento contenuto e una volatilità limitata.
BTP10 segue un indice costruito per mantenere una scadenza intorno ai dieci anni, e la sua duration è parecchie volte più alta. Quando i rendimenti scendono può guadagnare molto più di BTP13. Quando salgono può perdere nella stessa misura, e nelle fasi di forte rialzo dei tassi i suoi cali possono assomigliare a quelli di un titolo azionario.
Chi compra BTP10, oltre a incassare il rendimento dei BTP, prende anche una posizione sulla direzione futura dei tassi.
Gli ETF a scadenza fissa
Un ETF obbligazionario tradizionale vende i titoli vicini alla scadenza e ne compra di nuovi, così la sua duration resta più o meno costante nel tempo. Gli ETF a scadenza fissa tengono invece i titoli fino al rimborso: la duration si accorcia mese dopo mese e alla data finale il fondo chiude e restituisce la liquidità a chi lo possiede.
Sui BTP un esempio è l’Amundi Fixed Maturity 2027 Italy BTP Government Bond (ticker BT27, ISIN LU2780872128), che investe in BTP in scadenza nello stesso anno del fondo. Si comporta in modo simile a un singolo BTP tenuto fino alla fine, con il rischio distribuito su più titoli. Fino alla scadenza, però, il prezzo si muove con il mercato e l’importo finale dipende da rimborsi, cedole e costi. È lo stesso meccanismo degli iBonds, di cui abbiamo già scritto.
Cosa verificare prima di scegliere
La scelta tra queste famiglie di ETF dipende soprattutto da quanto tempo si pensa di restare investiti e da quanto si è disposti a vedere oscillare il prezzo nel frattempo. Nella scheda del fondo e nel factsheet mensile dell’emittente si trovano le informazioni che servono:
- la duration modificata, da confrontare con il proprio orizzonte di investimento;
- la politica sui proventi, perché un ETF a distribuzione stacca le cedole e il giorno dello stacco il prezzo scende di conseguenza, mentre uno ad accumulazione le reinveste nel fondo;
- il costo annuo, che sui titoli di Stato si fa sentire di più perché i rendimenti attesi sono più bassi rispetto ad altre categorie;
- il patrimonio e gli scambi in Borsa, perché sui fondi più piccoli lo spread denaro-lettera può essere più ampio.
Chi parte da zero trova le basi nella nostra guida su che cos’è un BTP.
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