Il petrolio è tornato intorno ai 100 dollari al barile e fa molto discutere in questi giorni. Il Brent li ha superati il 9 settembre per la prima volta da fine luglio, il WTI viaggia oltre i 95.
Il motivo è lo stesso da mesi: la guerra tra Stati Uniti e Iran, aperta il 28 febbraio, si è spostata dentro lo Stretto di Hormuz, con petroliere colpite nelle ultime settimane e una zona di restrizione annunciata da Teheran attorno allo stretto.
In questo articolo spieghiamo quali strumenti esistono in Italia per prendere una posizione al ribasso sul petrolio: ETC a leva inversa e certificati a leva come Turbo e Minifuture.
Il turbo BNP di marzo, +60%, ma era un long
Appena scoppiata la guerra insieme ai lettori del Circolo Pro avevamo usato un certificato Turbo BNP sul petrolio con ingresso intorno ai 67 dollari. Il primo target era area 84, poi il prezzo ha continuato a correre oltre i 100 e abbiamo chiuso l’operazione con un guadagno complessivo del 60%.
Era un turbo long, non uno short in quel caso.
Subito dopo il picco abbiamo iniziato a ragionare short
Il certificato short del mastermind Circolo Pro
Nei nostri mastermind del Circolo Pro, l’incontro mensile del terzo giovedì dove discutiamo il portafoglio a microfoni aperti con tutti i partecipanti, avevamo preso una decisione diversa poco dopo lo scoppio del conflitto, quando il petrolio era già sopra i 100. L’idea era comprare un certificato short, scommettendo che prima o poi sarebbe arrivato un gesto distensivo e i prezzi sarebbero scesi.
E ha funzionato anche questo.
Ma poi abbiamo smesso di operare.
Cosa è cambiato da luglio a oggi
Il 14 luglio avevo pubblicato un reel su Instagram dopo l’annuncio di Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La tesi era semplice: non aveva senso aprire una posizione, né long né short, su quella singola notizia.
Nel giro di poche ore lo stretto era passato da riaperto con un dazio del 20% sulle navi in transito, a coperto da accordi commerciali che avrebbero obbligato i paesi del Golfo ad aprire fabbriche negli Stati Uniti.
Il petrolio, nonostante l’annuncio di riapertura, aveva ripreso a salire.
Il punto di quel reel non era la singola dichiarazione. Era che il quadro cambiava troppo in fretta per costruirci sopra un trade con criterio, e quella logica sarebbe rimasta valida finché le dichiarazioni pubbliche avessero contato più dei dati.
Gli strumenti per andare short sul petrolio in Italia
Gli ETC short
L’ETC a leva inversa. Il WisdomTree WTI Crude Oil 1x Daily Short (ticker SOIL, ISIN JE00B24DK975) replica l’inverso della performance giornaliera del WTI: se il petrolio scende dell’1% in un giorno, l’ETC sale circa dell’1%, al netto dei costi di gestione. Attenzione al fatto che il sottostante non è direttamente il Petrolio ma l’indice WTI CRUDE OIL A MICRO CLASSIC SECURITIES (Borsa Italiana). È quotato in borsa come un ETF, si compra e si vende con un normale conto titoli, senza scadenza né rischio di estinzione anticipata. Il limite è nel ribilanciamento giornaliero: su periodi lunghi e mercati che oscillano molto senza una direzione netta, la performance può divergere anche significativamente dal sottostante.
Per saperne di più puoi consultare la nostra guida gratuita Come investire in ETF.

Per chi cerca più leva, di recente quotazione a Milano c’è anche il WisdomTree WTI Crude Oil 3x Daily Short (ticker 3OIS, ISIN XS2819844387): stessa logica del SOIL ma tre volte amplificata, -3 volte la performance giornaliera del WTI. L’ETC utilizza come sottostante l’indice SOLACTIVE WTI CRUDE (Borsa Italiana). Questo ETC è uno strumento tattico, da tenere per pochi giorni, non per mesi.

I certificati Turbo e Minifuture short.
Sono certificati a leva fissa, non a leva percentuale come gli ETC. Funzionano attorno a due livelli: lo strike, il prezzo di riferimento da cui parte il calcolo del valore, e il knock-out, il livello che se il sottostante lo tocca anche solo per un istante, anche in seduta, estingue il certificato. In un turbo short, il certificato guadagna quando il sottostante scende e perde quando sale: più il prezzo si avvicina al knock-out, più la leva (in percentuale) aumenta, insieme al rischio.
I Turbo hanno una scadenza, i Minifuture spesso no: in questo caso lo strike si aggiorna ogni giorno per riflettere i costi di finanziamento, al posto del decadimento temporale delle opzioni. Sul sito di BNP Paribas si sceglie il sottostante (WTI o Brent), la scadenza (o l’assenza di scadenza per i minifuture) e il livello di knock-out: una barriera più lontana dal prezzo attuale riduce la leva e il rischio di estinzione, una più vicina li aumenta entrambi.
Alcune Banche italiane come Fineco mettono a disposizione dei propri correntisti anche i propri certificati, con funzionamento molto simile.
In sintesi, le vie percorribili in Italia per una posizione short sul petrolio sono:
- ETC a leva inversa (es. WisdomTree SOIL su WTI)
- Certificati Turbo short, con scadenza
- Certificati Minifuture short, senza scadenza
In ultima istanza è sempre possibile utilizzare Futures o CFD ma con livelli di rischiosità maggiori per un investitore.
Il rischio da tenere a mente
Con un Turbo o un Minifuture, il rischio principale non è la direzione sbagliata di per sé, è il timing: un rimbalzo violento, anche intraday, può toccare il knock-out e chiudere la posizione a prescindere da dove arriva il prezzo dopo.
Ieri, alla vigilia di una tappa a Dallas per la convention di metà mandato, Trump ha dichiarato ai giornalisti che la guerra finirà solo subito dopo le elezioni del 3 novembre, aggiungendo che i prezzi del petrolio scenderanno una volta finita.
Questo significa ancora mesi di incertezza e di proclami che possono modificare pesantemente l’andamento dei Future sul Petrolio; per quello nel reel io facevo espressamente riferimento alla metafora del gioco del lotto.
Almeno altri due mesi di volatilità
Finché la data del 3 novembre resta il riferimento, ogni pausa nei combattimenti o ogni nuovo annuncio può ribaltare il quadro nel giro di un giorno, come è già successo a luglio.
Tolta la finestra iniziale dei primi giorni di conflitto, oggi faccio fatica a dire se 100 dollari sia il massimo, o se lo siano 120 o 130.
Gli strumenti per posizionarsi, al rialzo o al ribasso, ci sono tutti. Il tempo giusto per usarli resta un’altra questione.
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
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