La Banca Centrale Europea si prepara al meeting del 24 luglio con un atteggiamento di pausa strategica. Dopo otto tagli dei tassi consecutivi nell’arco di poco più di un anno, il tasso sui depositi si ferma al 2,0%. Non si tratta di una sorpresa: già dall’ultimo incontro, Christine Lagarde aveva lasciato intendere che i prossimi passi saranno guidati da un’attenta valutazione dei rischi legati a inflazione e crescita. Il vero punto interrogativo è il dopo. I cosiddetti “falchi” di Francoforte vedono questa pausa come la fine del ciclo di allentamento, mentre le voci più accomodanti, come quelle di Olli Rehn…
Autore: Massimo Gotta
La pubblicazione dei verbali della Federal Reserve relativi al meeting del 18 giugno ha fornito indicazioni significative sullo stato attuale del dibattito interno al board e sull’evoluzione del contesto macroeconomico americano. La decisione di mantenere invariato il tasso sui Fed Funds nel range 4,25%–4,50% è stata presa all’unanimità, ma dietro l’apparente coesione emergono sfumature rilevanti. Alcuni membri hanno lasciato intravedere una disponibilità ad anticipare un primo taglio già nel prossimo meeting del 29–30 luglio, mentre altri – in posizione diametralmente opposta – ritengono più prudente lasciare i tassi fermi per tutto il 2025, citando ancora rischi “significativi” di pressioni inflazionistiche.…
Ormai sui mercati obbligazionari la noia regna sovrana, in attesa delle prossime riunioni di Fed e Bce, non ancora così imminenti, così il tema della spesa per la difesa torna a occupare una posizione centrale nel dibattito macroeconomico europeo. L’adozione del nuovo obiettivo Nato punta a portare il totale degli investimenti nel comparto al 5% del PIL entro il 2035, e di questa soglia, il 3,5% sarà destinato alle spese militari in senso stretto, mentre il restante 1,5% sarà riservato a infrastrutture e tecnologie strategiche, incluse telecomunicazioni e logistica. Secondo un’analisi di S&P Global Ratings, l’impatto potenziale sulle finanze pubbliche…
Il MEF ha comunicato la cedola minima del nuovo BTP Italia 2032 che sarà oggetto di collocamento dal 27 al 29 maggio prossimi. Con questa analisi, veloce ma completa – per darvi subito i principali punti di riferimento per valutarne la convenienza – cerchiamo di capire se è davvero l’occasione che in modo un po’ “markettaro” viene dipinta da giorni a questa parte da vari media. Ecco un’analisi completa per capire cosa offre e se vale la pena investirci. Caratteristiche principali Il nuovo BTP Italia 2032 ha le seguenti caratteristiche: Attenzione: le cedole partono solo dal 4 giugno, quindi l’acquisto…
I mercati obbligazionari europei sono stati travolti da una tempesta innescata da una decisione senza precedenti del governo tedesco. Il crollo del Bund, con un’impennata record dei rendimenti, ha mandato un chiaro segnale: il panorama economico sta subendo un cambiamento epocale. L’annuncio di un bazooka fiscale da 500 miliardi di euro, destinato a infrastrutture e difesa, ha rivoluzionato il mercato, facendo crollare i prezzi dei titoli di Stato tedeschi e aumentando drasticamente i rendimenti. La Germania, per decenni sinonimo di rigore fiscale, ha deciso di rompere gli schemi, eliminando di fatto il freno al debito. L’impatto si è propagato rapidamente.…
Il collocamento del nuovo BTP Più, titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori, si è chiuso con una raccolta pari a circa 15 miliardi di euro, superando di gran lunga i risultati ottenuti dalle precedenti emissioni retail, come il BTP Valore dello scorso maggio. Il ruolo della clausola di uscita anticipata Uno degli elementi distintivi di questa emissione è stata l’introduzione dell’opzione put, che consente il rimborso totale o parziale del capitale investito dopo quattro anni. Questo meccanismo pare aver riscosso particolare interesse tra gli investitori retail, permettendo loro di modulare la durata dell’investimento in base alle condizioni di mercato…
A partire da lunedì prossimo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) aprirà il collocamento del nuovo BTP Più, un titolo di Stato con durata 8 anni e una caratteristica peculiare: l’opzione per i sottoscrittori retail di poter richiedere il rimborso anticipatamente dopo i primi 4 anni al prezzo di 100. Il codice ISIN per il collocamento sarà IT0005634792 e le cedole minime comunicate sono: Questi tassi hanno attirato l’attenzione degli investitori retail, ma il vero quesito è: il BTP Più offre un rendimento tale da renderlo un’opportunità di investimento, oppure il suo premio di rendimento è sostanzialmente nullo? Rendimento…
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato il lancio della prima emissione del BTP Più, un nuovo strumento di investimento dedicato ai piccoli risparmiatori. Questo titolo, appartenente alla famiglia dei BTP Valore, introduce un’interessante novità: la possibilità di richiedere il rimborso anticipato del capitale investito dopo quattro anni. L’emissione partirà lunedì 17 febbraio 2025 e si concluderà venerdì 21 febbraio 2025 (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. Caratteristiche principali del BTP Più Il nuovo BTP Più si distingue per diverse peculiarità che lo rendono particolarmente attraente per gli investitori retail. Ecco i dettagli principali: La novità più…
Il mercato delle obbligazioni sta entrando nel 2025 con un vento favorevole, grazie a un contesto economico che sembra finalmente offrire una tregua dall’inflazione elevata e dai tassi di interesse estremamente restrittivi. Gli esperti di State Street Global Advisors prevedono rendimenti interessanti per i titoli di Stato nelle economie avanzate, mentre Eurizon Asset Management sottolinea l’attrattiva delle cedole, che continuano a offrire rendimenti superiori all’inflazione, almeno in termini nominali. Titoli di Stato: un’opportunità da cogliere Secondo Desmond Lawrence, stratega senior di State Street, il 2025 potrebbe rappresentare un periodo d’oro per i titoli di Stato. Con l’inflazione in calo, le…
I rendimenti dei titoli di Stato francesi hanno superato quelli greci, un fenomeno che riflette le tensioni crescenti attorno al debito sovrano di Parigi. Una situazione che potrebbe sembrare paradossale, considerati i profili economici di Francia e Grecia, ma che evidenzia il malessere che sta attraversando il mercato finanziario francese. Confronto tra rendimenti francesi e greci: cosa sta succedendo? La notizia è di quelle che fanno scalpore: i titoli di Stato francesi a 5 anni offrono un rendimento del 2,58%, superando il 2,40% degli equivalenti greci. Una dinamica impensabile fino a poco tempo fa. A giugno, prima delle elezioni europee,…