Autore: Massimo Gotta

Dr. Massimo Gotta, giornalista-pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. Laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani, tra i fondatori del Circolo degli Investitori e ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario. Ha lavorato per il gruppo bancario Mediobanca e per Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. È stato docente per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino. Massimo Gotta è un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore, Class CNBC. È coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni” (TradingLibrary 2013) e autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock” (Experta 2006). Disclaimer: L’autore Massimo Gotta non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

Il Tesoro ha chiuso oggi alle 13 il collocamento dei due BTP Valore di ottobre e ha alzato i tassi garantiti il 16 ottobre. Il BTP Valore (codice ISIN IT0005735201) pagherà il 3,75% annuo nei primi due anni, il 4,20% nel terzo e nel quarto, il 4,75% nell’ultimo. Il BTP Valore Insieme (codice ISIN IT0005735227) pagherà alla scadenza, il 27 ottobre 2031, una cedola unica del 22,70% insieme al rimborso del capitale. Come funzionano i due titoli lo abbiamo spiegato nel primo articolo, mentre i conti sui tassi minimi sono nel secondo. Qui li rifacciamo con i tassi definitivi, che…

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Nella settimana appena conclusa, le obbligazioni USA hanno mostrato dinamiche diverse: i Treasury hanno recuperato terreno durante la pubblicazione di dati d’inflazione più elevati, mentre il debito di alcune società legate all’intelligenza artificiale ha subito pressioni. La distinzione tra andamento dei tassi e affidabilità dei singoli debitori aiuta a comprendere perché titoli appartenenti allo stesso mercato possano muoversi in direzioni opposte. L’inflazione americana torna ad accelerare Il dato sull’inflazione americana di settembre, pubblicato il 14 ottobre, registra un aumento dei prezzi al consumo dello 0,6% rispetto al mese precedente. Su base annua, l’inflazione sale al 3,7%, dal 3,4% di agosto.…

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Il Tesoro ha comunicato oggi i tassi minimi garantiti dei due BTP Valore che si sottoscrivono da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre. Il BTP Valore (codice ISIN IT0005735201), con cedole trimestrali, pagherà il 3,70% annuo nei primi due anni, il 4,10% nel terzo e nel quarto, il 4,70% nell’ultimo; il BTP Valore Insieme (codice ISIN IT0005735227) pagherà alla scadenza, il 27 ottobre 2031, una cedola unica del 22,25% sul capitale investito, insieme al rimborso. Sono tassi minimi: alla chiusura del collocamento il Tesoro può confermarli oppure alzarli, mai abbassarli. Come funzionano i due titoli lo abbiamo spiegato nell’articolo di…

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Dal 19 al 23 ottobre il Tesoro colloca per la prima volta due BTP Valore nello stesso momento: il BTP Valore con cedole trimestrali che crescono nel tempo e il BTP Valore Insieme, che paga tutti gli interessi in un’unica soluzione alla scadenza. Durano entrambi cinque anni, con scadenza il 27 ottobre 2031; si possono sottoscrivere in alternativa oppure tutti e due. I tassi minimi garantiti si conosceranno soltanto venerdì 16 ottobre, quindi oggi nessuno è in grado di dire quanto renderanno questi titoli: chi ne pubblica una stima sta facendo un’ipotesi. Quello che si può fare adesso è capire…

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La settimana si apre con i mercati obbligazionari non ancora tornati in una fase stabile. I rendimenti restano elevati, le banche centrali continuano a muoversi con cautela e gli Stati devono collocare grandi quantità di debito in un contesto meno favorevole rispetto agli anni dei tassi bassi. Il tema non riguarda solo una singola area geografica: negli Stati Uniti, i verbali della Federal Reserve confermano che la banca centrale non considera ancora chiuso il problema dell’inflazione, mentre in Europa, la Francia è diventata uno dei casi più osservati dal mercato, perché il tema dei conti pubblici non riguarda più soltanto…

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I rendimenti obbligazionari sono rimasti tra i focus degli investitori nell’ultima settimana, soprattutto negli Stati Uniti e nell’area euro. La situazione è ancora ben lungi dal trovare un vero equilibrio, a causa di tassi lunghi ancora elevati, dati macroeconomici contrastanti e l’acuirsi delle tensioni sul debito pubblico francese. Come già osservato da settimane a questa parte, il mercato obbligazionario si sta muovendo nervosamente tra le attese per la prossima decisione della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea e il peso del costo dell’inflazione. A questo si aggiungono le stime e le aspettative per la tenuta dell’economia, il livello del…

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In questo report analizziamo i nostri titoli di Stato governativi, BTP a tasso fisso, e cerchiamo di capire (suddividendoli per intervalli di scadenze) quali potrebbero essere più interessanti in termini di sottovalutazione relativa, rischio tasso e rendimento a scadenza. Tratto 0-3 anni Questa è la distribuzione dei rendimenti per il tratto di scadenze da zero a tre anni. Intanto possiamo osservare come la maggior parte dei BTP in questo intervallo temporale sia sopravvalutato in termini assoluti rispetto alla curva zero coupon di riferimento. Le scadenze da prendere in considerazione sono quindi quelle che girano con uno Z-spread positivo e si…

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Il Treasury sopra il 5% è il dato cruciale della settimana obbligazionaria. E, come ben sappiamo, il movimento dei rendimenti americani non riguarda solo chi compra titoli di Stato USA: influenza il prezzo delle obbligazioni globali, la valutazione dei BTP, il comportamento dei fondi obbligazionari e la concorrenza tra debito americano ed europeo. La settimana appena conclusa ha aggiunto due elementi al quadro: i PMI dell’area euro hanno mostrato un’economia più resistente del previsto e la Francia resta sotto osservazione sul fronte del rating. Il quadro che ne esce è la conferma di una fase perdurante in cui le obbligazioni…

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La settimana dei mercati obbligazionari si apre partendo da tre elementi: la decisione della Fed sui tassi, il dato sull’inflazione americana e la risalita dei prezzi nell’area euro. Tre dati diversi che fanno un unicum e fotografano lo stesso problema per il mercato obbligazionario: i rendimenti non dipendono più solo dall’attesa di futuri tagli dei tassi, ma anche dalla capacità delle banche centrali di riportare l’inflazione verso l’obiettivo senza perdere controllo sulla crescita. E in questo, purtroppo, la settimana dal 14 al 20 settembre 2026 non ha prodotto un segnale univoco, ma ha mostrato piuttosto un quadro in cui le…

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Il movimento delle obbligazioni della scorsa settimana non nasce da un singolo dato isolato, ma dall’incrocio tra la decisione della BCE e i numeri dell’inflazione statunitense. Il messaggio è piuttosto chiaro: la discesa dei tassi si allontana a grandi passi, dato che i prezzi continuano a mostrare pressioni rilevanti, mentre divampano le tensioni geopolitiche. La BCE alza i tassi e cambia il quadro europeo Il 10 settembre la BCE ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Dal 16 settembre, il tasso sui depositi presso la banca centrale sale al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali…

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