Autore: Massimo Gotta

Dr. Massimo Gotta, giornalista-pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. Laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani, tra i fondatori del Circolo degli Investitori e ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario. Ha lavorato per il gruppo bancario Mediobanca e per Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. È stato docente per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino. Massimo Gotta è un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore, Class CNBC. È coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni” (TradingLibrary 2013) e autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock” (Experta 2006). Disclaimer: L’autore Massimo Gotta non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

La Fed arriva alla riunione di oggi, mercoledì 29 aprile 2026, in un contesto che il mercato conosce bene: inflazione ancora da domare, petrolio alto e poche ragioni immediate per cambiare i tassi. Proprio per questo, però, la riunione rischia di essere letta in modo troppo meccanico. Il punto non è solo se la Fed lascerà invariato il costo del denaro. Il punto è che il vero peso delle parole di Jerome Powell si capirà già domani, giovedì 30 aprile 2026, quando uscirà una concentrazione rara di dati macro tra Stati Uniti ed Eurozona. Secondo il calendario ufficiale della Federal…

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Websim by Intermonte ha lanciato un nuovo bond decennale emesso da Societe Generale e legato al rendomento del BTP decennale, che punta a offrire cedole mensili fino al 6% annuo lordo. Il prodotto, quotato su Euro TLX con ISIN XS3337015450, si inserisce in una fase in cui il reddito fisso continua a cercare rendimento senza rinunciare del tutto a una logica di scenario sui tassi. La caratteristica che distingue questa obbligazione da un bond tradizionale è il meccanismo di calcolo della cedola. Non si tratta infatti di un tasso fisso pagato in modo lineare, ma di una struttura range accrual costruita…

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In avvio di settimana il mercato obbligazionario si presenta con un tono leggermente più cauto. I rendimenti governativi mostrano una modesta risalita sia negli Stati Uniti sia in Europa, mentre l’attenzione degli investitori si concentra sulle riunioni della Fed del 29 aprile 2026 e della BCE del 30 aprile 2026, oltre che sui nuovi test di domanda sul debito pubblico americano. Il punto non è la dimensione del movimento, almeno per ora contenuta. Il punto è ciò che questo movimento suggerisce: il reddito fisso continua a ragionare in termini di inflazione, prezzo dell’energia e tenuta della crescita, più che di tagli imminenti dei…

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I PMI flash pubblicati il 23 aprile 2026 su Stati Uniti, Eurozona e Germania offrono una lettura piu utile se messi insieme, non separati. Il segnale comune non e un semplice rallentamento: e una combinazione piu scomoda tra crescita debole o irregolare, pressione sui costi e aumento dei prezzi di vendita. In altri termini, il quadro resta esposto a un mix di bassa crescita e inflazione meno temporanea del previsto. USA: il rimbalzo c’e, ma la qualita della crescita resta fragile Negli Stati Uniti, in base al report di S&P Global, il PMI composito risale a 52,0 da 50,3. Il…

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Le tensioni tra Usa e Iran, che si riflettono sul mercato petrolifero, stanno riportando al centro una questione che molti investitori avevano accantonato: la persistenza dell’inflazione. Quando energia, logistica e costi industriali si muovono nella stessa direzione, la pressione sui prezzi tende a durare più a lungo. Questo scenario non richiede necessariamente nuovi massimi dell’inflazione complessiva – quella misurata dall’intero paniere – per creare problemi di portafoglio. Basta che il rientro rallenti e che la componente core – quella senza energia e alimentari – resti più rigida del previsto. Perché il petrolio è rilevante per l’inflazione di medio periodo I…

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Ad aprile 2026 il tema inflazione dell’eurozona è tornato al centro del quadro macro, con un tratto preciso: l’energia ha ripreso a spingere l’indice generale, mentre le banche centrali mantengono una postura prudente sui tassi. Per chi segue e investe in obbligazioni, il punto non è solo “se l’inflazione sale o scende”, ma come cambia la composizione dell’inflazione e come quel cambio si trasmette alla curva dei rendimenti. Inflazione eurozona: il dato di marzo riapre il tema energia Il 16 aprile 2026 Eurostat ha pubblicato il dato definitivo di marzo: inflazione annua dell’area euro al 2,6%, in aumento dall’1,9% di…

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Questo articolo spiega come usare la break-even inflation per valutare Btp Italia, Btp€i e titoli inflation linked, partendo dal problema concreto che oggi ci interessa come risparmiatori: capire quanta inflazione è già prezzata e quando ha senso pagare per proteggersi. Inflazione in risalita La guerra tra Stati Uniti e Iran ha riportato l’inflazione al centro della gestione obbligazionaria. Non come tema teorico, ma come rischio immediato: energia più cara, pressioni sui prezzi alla produzione, dati CPI e PPI di nuovo osservati dal mercato come variabili decisive per tassi, bond e allocazione di portafoglio. Il canale di trasmissione, ormai, è abbastanza…

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Il conflitto tra Stati Uniti e Iran – a seguito del fallimento delle trattative nel weekend – sta riportando pressione su petrolio, obbligazioni e inflazione attesa. In condizioni normali, davanti a uno shock geopolitico, alcuni investitori si aspettano una corsa verso i titoli di Stato considerati più sicuri, e rimangono spiazzati dalle dinamiche cui stiamo assistendo. Questa volta la reazione è più complessa. Quando la tensione geopolitica si traduce in rischio energetico, i bond non vengono letti solo come strumenti rifugio. Infatti, vengono valutati anche alla luce di un possibile ritorno dell’inflazione, di banche centrali più caute e di rendimenti…

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Negli ultimi giorni il rialzo dell’inflazione è stato letto soprattutto come effetto della crisi energetica e delle tensioni geopolitiche. È una chiave di lettura comprensibile, ma parziale. I dati e i segnali cui faremo riferiemento nell’articolo riguardano gli USA, ma è chiaro che le stesse considerazioni vaglono anche per Europa e Bce, non solo per la Fed. La questione centrale, oggi, è capire se le pressioni sui prezzi fossero già in risalita prima dello shock più visibile su petrolio e carburanti. Se la risposta fosse positiva, il quadro macro cambierebbe in modo sostanziale. Perché il mercato potrebbe stare semplificando il…

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Il discorso tenuto ieri, 2 aprile, da Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, non va letto come un’anticipazione meccanica sulla prossima mossa della BCE. Il punto più rilevante è un altro: il ritorno di un equilibrio scomodo per l’area euro, in cui lo shock energetico può alimentare l’inflazione proprio mentre la crescita perde slancio e i mercati obbligazionari diventano più sensibili. Per chi guarda alle banche centrali o ai titoli di Stato, dal discorso emerge un’indicazione rilevante. Il tema non è solo stabilire se i tassi debbano scendere prima o dopo. Il tema è che il contesto può diventare più…

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