Il dato più importante della settimana, PCE Usa, è arrivato dagli Stati Uniti e ha lasciato poco spazio a ipotesi accomodanti sui tassi di interesse. Il PCE di maggio, una delle misure di inflazione più seguite dalla Federal Reserve, ha mostrato che la pressione sui prezzi resta elevata mentre consumi e redditi continuano a crescere. Per le obbligazioni, questo significa che il sollievo cercato dal mercato non è ancora arrivato. Sul lato europeo il quadro è meno netto, ma non più semplice. Il calo del petrolio ha aiutato a contenere parte della tensione sui rendimenti, tuttavia, il rischio che l’energia…
Autore: Massimo Gotta
Le ultime riunioni di BCE e Fed hanno evidenziato un messaggio meno lineare di quanto suggerisca una lettura superficiale dei comunicati. In entrambi i casi il problema centrale resta l’inflazione, ma il modo in cui questo problema si riflette sul mercato obbligazionario è diverso tra Stati Uniti e area euro. Per chi investe in obbligazioni, il punto non è fermarsi al fatto che la BCE ha alzato i tassi l’11 giugno 2026 e che la Fed li ha lasciati invariati il 17 giugno 2026. Il punto è capire che cosa queste decisioni stanno dicendo su rendimenti, curva e margine di…
Il Tesoro ha lanciato il BTP Italia Sì, una variante del BTP Italia classico con un meccanismo di indicizzazione diverso. Tasso fisso: 1,6% annuo. Scadenza: giugno 2031. In rete girano già confronti e opinioni, non sempre precisi sul funzionamento reale dei due strumenti. Vale la pena chiarire l’essenziale. Le caratteristiche principali Il collocamento è aperto dal 15 al 19 giugno 2026 (chiusura venerdì ore 13:00) tramite banche, uffici postali e home banking. Emissione alla pari, acquisto minimo €1.000. Le caratteristiche tecniche ufficiali comunicate dal MEF: La differenza che conta Il BTP Italia classico paga ogni semestre una cedola che cresce…
Il Tesoro ha emesso il BTP Italia Sì, una variante del BTP Italia classico con un meccanismo di indicizzazione diverso. Tasso ufficiale: 1,6% annuo. Scadenza: giugno 2031. Sui forum e in rete circola già qualche analisi, spesso imprecisa sul funzionamento reale dello strumento. Prima di capire se cambia qualcosa per chi investe, conviene capire esattamente cosa cambia nel meccanismo — e poi fare i conti. Come funziona il BTP Italia che conosciamo Il BTP Italia classico paga ogni semestre due componenti distinte. La prima è la cedola fissa rivalutata: il tasso fisso applicato non al nominale originale ma al nominale rivalutato…
Le obbligazioni europee, a inizio giugno 2026, si presentano ancora in cerca di un equilibrio, strette tra inflazione e crescita flebile. L’area euro non mostra un crollo dell’attività, ma nemmeno un’espansione abbastanza robusta da assorbire facilmente uno shock energetico e un’inflazione più alta. Per chi, come noi, investe prevalentemente in obbligazioni europee, il problema non è un solo dato, ma la combinazione tra crescita modesta, prezzi tornati aggressivi e una Banca centrale europea costretta a restare prudente. Il punto centrale è che il quadro macro dell’area euro non giustifica né ottimismo superficiale né allarme specifico. È una fase in cui…
Nell’area euro è tornata a imporsi una combinazione che i mercati obbligazionari seguono con particolare attenzione: inflazione in risalita e crescita meno robusta. Non è ancora una rottura strutturale del quadro macroeconomico europeo, ma è un segnale sufficiente per considerare in bilico la situazione in Europa. Il punto centrale emerge dall’incrocio di due elementi recenti. Da un lato, il dato finale di aprile diffuso da Eurostat mostra un’inflazione annua dell’area euro salita al 3,0%, dal 2,6% di marzo. Dall’altro, la Commissione europea ha rivisto il profilo del 2026 indicando una crescita più debole e un’inflazione più alta rispetto alle attese…
I rendimenti dei Teasury USA, nell’ultima asta del 13 maggio 2026, sono volati oltre il 5%, riportando al centro un tema che i mercati non possono trattare come un dettaglio. Infatti, il Tesoro statunitense ha collocato il bond trentennale con un rendimento del 5,046%, mentre due giorni dopo la serie ufficiale dei tassi giornalieri del Dipartimento del Tesoro indicava il rendimento del 30 anni al 5,14% sul mercato secondario. Non è solo una soglia psicologica. Quando il tratto lungo della curva americana torna sopra il 5%, cambia il costo del capitale, cambia il modo in cui vengono letti i deficit…
Lo shock energetico è tornato a spingere l’inflazione, e questa volta il rischio non riguarda solo il prezzo del petrolio. Il tema sta rientrando nei dati europei e italiani, nelle valutazioni della BCE e nelle proiezioni dell’EIA americana. Per questo non basta leggere il prezzo del barile come un indicatore di tensione geopolitica: bisogna guardare a come lo shock si trasmette a bollette, trasporti, alimentari e crescita. Il problema resta aperto anche perché la crisi che ruota attorno a Hormuz continua a pesare sulla logistica energetica globale. Finché quel canale di transito non torna a funzionare in modo stabile, il…
I Treasury USA e, in generarle, il mercato obbligazionario americano entrano in una delle settimane più sensibili di questo inizio maggio. Fra lunedì 11 e mercoledì 13 maggio 2026 il Tesoro USA colloca 125 miliardi di dollari di nuovi titoli, mentre martedì 12 arriva anche il dato sull’inflazione di aprile. Per i Treasury è un passaggio cruciale perché concentra, in pochi giorni, nuova offerta di debito e uno dei dati macro più osservati dal mercato. La questine è rilevante perché non riguarda solo la direzione dei tassi ufficiali. Riguarda anche la capacità del mercato di assorbire nuove emissioni in un…
Il mercato obbligazionario americano entra nella settimana con un equilibrio ancora precario. Il dato sul lavoro pubblicato venerdì 8 maggio ha segnalato un raffreddamento moderato dell’economia, ma non abbastanza netto da spostare, da solo, la dinamica dei rendimenti sui Treasury. Per questo il dato più importante resta quello sull’inflazione USA atteso per martedì 12 maggio 2026. La questione, per le obbligazioni, è semplice solo in apparenza. Se l’attività rallenta ma i prezzi restano troppo alti, il margine per un allentamento monetario resta stretto. È proprio questa combinazione a tenere il mercato in una situazione di volatilità, senza un segnale pulito…