Ieri sera a Wall Street si sono chiusi i tre appuntamenti di cui avevamo scritto nell’articolo di ieri: la Fed, i conti di Alphabet e quelli di Microsoft.
Le due trimestrali sono andate in direzioni opposte.
Nel dopo mercato Alphabet ha perso circa il 10% e Microsoft ha guadagnato quasi il 3%; la differenza più netta sta nel rendiconto di cassa, alla riga dei riacquisti di azioni proprie.
Alphabet passa dai buyback alle nuove azioni
Tra luglio e settembre Alphabet non ha ricomprato nemmeno un’azione propria. È il terzo trimestre di fila, dopo anni in cui i buyback erano una voce fissa del suo bilancio.
Ha fatto l’operazione inversa. Con un programma che le permette di vendere azioni nuove sul mercato poco alla volta, ai prezzi del momento, ha incassato circa 12,4 miliardi di dollari.
E ha collocato nuove obbligazioni, tanto che il debito a lungo termine è quasi triplicato in un anno.
Il motivo sta nel free cash flow, negativo per 9,1 miliardi di dollari nel trimestre e peggiore del previsto. La cassa prodotta dall’attività non basta più a pagare data center e chip.
Per chi ha il titolo in portafoglio il conto cambia. Con i buyback la quota di ogni azionista cresceva un po’ ogni trimestre; con le azioni nuove la stessa torta viene divisa in più fette.
Il dividendo resta.
Una trimestrale forte che il mercato ha punito
I ricavi sono cresciuti a buon ritmo e Google Cloud li ha più che raddoppiati in un anno (spinto dalla domanda di capacità per l’AI e dalle vendite dei chip TPU).
La ricerca è cresciuta meno di quanto sperasse il mercato. Il management ha ammesso che le ricerche fatte con la modalità AI rendono ancora meno in pubblicità di quelle classiche.
Sulla spesa Alphabet ha fatto quello che mi aspettavo ieri e ha confermato la previsione per il 2026. Ma la direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha aggiunto che nel 2027 gli investimenti “aumenteranno in modo significativo”, con i dettagli rinviati ai conti di fine anno.
Più spesa, cassa in rosso, zero riacquisti.
Il -10% del dopo mercato è arrivato da qui.
Microsoft spende meno e continua a ricomprare
Microsoft ha chiuso il trimestre con Azure in accelerazione e una previsione per i prossimi tre mesi sopra le attese.
La sorpresa è arrivata dalla spesa per data center e server, più bassa di quanto il mercato avesse messo in conto. Nel dopo mercato CoreWeave e gli altri fornitori di capacità di calcolo hanno perso terreno (CoreWeave quasi il 5%).
Il free cash flow è sceso rispetto a un anno fa. Ma è ancora positivo, e Amy Hood, direttrice finanziaria del gruppo, ha detto che lo resterà per tutto l’esercizio.
Così Microsoft continua a pagare il dividendo e a ricomprare azioni proprie con la cassa che produce.
Chi paga l’AI con la propria cassa
La settimana scorsa era toccato a Meta, che ha fermato i buyback e spostato la cassa sull’AI e ha creato una nuova classe di azioni senza diritto di voto, utile per future emissioni.
Ora i grandi gruppi passati da questa prova sono tre. Meta e Alphabet cercano capitale fuori, con debito e azioni nuove; Microsoft finanzia la spesa con i ricavi del cloud.
Per adesso il mercato ha premiato la strada di Microsoft. Credo che nei prossimi trimestri questa differenza peserà sui titoli tecnologici più della crescita dei ricavi.
Per anni le società stesse sono state tra i compratori più costanti delle proprie azioni.
Cosa succede quando diventano venditori?
La Fed e i due voti per il rialzo
La Fed ha lasciato i tassi fermi al 3,75-4%, come atteso. Il voto è finito 10 a 2, con la governatrice Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack favorevoli a un rialzo immediato di un quarto di punto.
Per Cook è il primo voto contrario da quando siede nel board, nel 2022.
Il comunicato descrive la crescita come forte (a settembre era “solida”) e l’inflazione ancora elevata. In conferenza stampa Kevin Warsh non ha dato indicazioni sulla riunione del 9 dicembre, e gli indici hanno chiuso poco sopra la parità.
Due membri sono già schierati per il rialzo, dicembre resta un discorso ancora aperto.
Oggi arrivano la prima stima del PIL del terzo trimestre e l’inflazione PCE.
Stasera tocca ad Amazon, e l’informazione da cercare per prima nel suo rendiconto sarà la stessa: quanta cassa resta dopo i data center.
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