Stasera a Wall Street si concentrano in poche ore tre appuntamenti che di solito il mercato vede distribuiti su settimane diverse. Alle 19 italiane la Federal Reserve annuncia la decisione sui tassi. Dopo la chiusura arrivano i conti di Alphabet e Microsoft, con le conference call alle 21.30 e alle 22.30.
Domani mattina gli investitori avranno un quadro nuovo su due fronti, il costo del denaro e la corsa all’intelligenza artificiale, che oggi regge buona parte della Borsa americana.
Il precedente di Meta
Il 21 ottobre Meta ha presentato la trimestrale e ha alzato la soglia minima della spesa per investimenti del 2026, che ora sta tra 135 e 145 miliardi di dollari. Nel trimestre i soldi spesi in data center e server hanno superato la cassa prodotta dall’attività operativa, e il free cash flow è sceso sotto zero di 2,12 miliardi.
Il giorno dopo il titolo ha chiuso in calo di circa il 7%.
I ricavi crescevano a doppia cifra, eppure agli investitori è bastato vedere la spesa correre più veloce della cassa. Abbiamo raccontato il resto, dallo stop ai buyback alla nuova classe di azioni senza diritto di voto, in Meta ferma i buyback e mette la cassa nell’AI.
Microsoft e Alphabet davanti alla stessa scelta
Stasera Microsoft e Alphabet partono da qui, e tutte e due le strade che hanno davanti hanno un costo.
Se alzano ancora le previsioni di spesa, rischiano la stessa reazione vista su Meta. A differenza di Meta, però, tutte e due vendono a terzi la capacità di calcolo attraverso il cloud, e quindi possono mostrare un ritorno più diretto sugli investimenti. Per questo Azure e Google Cloud saranno i numeri più seguiti della serata.
Se tagliano, il segnale arriva a tutta la filiera. Chi produce chip, chi costruisce data center e chi vende energia ai centri di calcolo ha costruito i propri piani sugli ordini delle Big Tech. Un rallentamento della spesa toccherebbe molto più di due titoli.
Mi aspetto la scelta più prudente, cioè confermare le previsioni dell’ultimo trimestre senza ritocchi.
Su Alphabet c’è un segnale già visibile. Da due trimestri ha smesso di ricomprare azioni proprie, e quella cassa oggi finisce in data center e chip.
La Fed e la conferenza di Warsh
Sui tassi le sorprese dovrebbero essere poche. A settembre la Fed ha alzato di un quarto di punto, portando i Fed Funds al 3,75‑4%, e il mercato dà una pausa per probabile al 90% circa.
La serata si gioca nella conferenza stampa di Kevin Warsh. L’inflazione americana è tornata a salire e per dicembre i future scontano già un nuovo rialzo con circa tre probabilità su quattro. Se Warsh conferma questa direzione, i rendimenti dei Treasury possono risalire. I primi a risentirne sarebbero i titoli tecnologici, le cui valutazioni dipendono da utili lontani nel tempo.
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Tre esiti possibili per domani
Il primo è quello che il mercato prezza già. Spesa confermata e Fed in pausa senza toni nuovi, con una reazione probabilmente contenuta.
Il secondo è una spesa in aumento. In questo caso il confronto con Meta diventerebbe il tema della giornata e la pressione si sposterebbe sui titoli più esposti ai costi dell’intelligenza artificiale.
Il terzo è il più pesante, cioè tagli alla spesa oppure un Warsh più duro del previsto. A soffrire sarebbe l’intera catena dell’AI, dai semiconduttori ai fornitori di energia.
Domani all’apertura sapremo quale strada ha preso il mercato, e con quale velocità.
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
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