Domani mattina Stellantis pubblica i conti del terzo trimestre e ci arriva con il titolo ai prezzi più bassi dalla fine del 2013.

Venerdì 23 ottobre a Piazza Affari è sceso fino a 3,50 euro, lunedì ha chiuso a 3,69. Il 28 maggio scambiava sopra i 7 euro.

In cinque mesi ha perso quasi metà del suo valore. Dal massimo di marzo 2024, a 27,35 euro, il calo supera l’85%.

I supporti rotti sul settimanale

Analisi titolo Stellantis su scala weekly con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
Titolo Stellantis su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Sul grafico settimanale l’ultima difesa rimasta era la fascia marrone tra 4,2 e 4,8 euro. Il titolo ci si era appoggiato nel 2014 e all’inizio del 2016, e da allora non era più sceso sotto.

A settembre il prezzo l’ha attraversata senza fermarsi. Il 25 settembre ha chiuso per la prima volta sotto i 4 euro.

Più sotto la serie storica offre pochi appigli. C’è un’area intermedia intorno ai 3,2 euro (i minimi del 2013), poi la linea arancione in zona 2 euro, che corrisponde ai minimi del 2012 sui prezzi rettificati.

Da 3,69 a 2 euro mancano circa il 45%.

Il Trendycator®, l’indicatore proprietario del Circolo degli Investitori che identifica il regime di mercato, sul timeframe settimanale è in SHORT da 39 settimane. Il segnale ribassista è partito a fine gennaio, quando il titolo valeva ancora più di 8 euro.

Tre appuntamenti, tre reazioni negative

Il 30 aprile Stellantis è tornata all’utile nel primo trimestre e il titolo ha perso il 6,5% in giornata, come avevamo raccontato qui.

Il 21 maggio Antonio Filosa ha presentato all’Investor Day il piano FaSTLAne 2030 da 60 miliardi; il titolo ha chiuso in calo anche quel giorno.

Il 30 luglio, con la semestrale, il ribasso è stato del 4,3%.

Ogni volta il problema era lo stesso: i volumi ripartono, i margini restano sottili. Nel secondo trimestre il margine operativo rettificato si è fermato all’1,8% (dato al 30 luglio, l’ultimo pubblicato), mentre negli anni buoni Stellantis viaggiava a doppia cifra.

Cosa “conta” nei conti di domani

Le consegne del terzo trimestre sono state comunicate il 13 ottobre. Per l’intero gruppo sono rimaste quasi ferme rispetto al 2025. L’Europa allargata è cresciuta, il Nord America è calato del 12% per i fermi produttivi programmati sui modelli Jeep.

Domani mi concentro sul Nord America. Lì Stellantis ha sempre fatto la maggior parte dei margini, e lì i volumi stanno scendendo.

Poi c’è la guidance. A luglio la società ha confermato per il 2026 un margine operativo a una cifra bassa e un flusso di cassa industriale in miglioramento. Se la guidance venisse tagliata, sotto i 3,50 euro il grafico ha pochi livelli capaci di fermare la discesa.

Cosa cambierebbe il quadro

Per cambiare lettura servirebbe una chiusura settimanale di nuovo dentro la fascia tra 4,2 e 4,8 euro, cioè un recupero di quasi il 14% dai prezzi attuali.

Fino ad allora il Trendycator® resta in SHORT, e il +3,8% di questa settimana è un rimbalzo dentro un trend che punta ancora verso il 2012.

In questi anni il Trendycator® ha salvato i risparmi degli abbonati al Circolo che non si sono fatti trarre in inganno dalle false ripartenze; per noi è sembra sbagliato comprare sulle aspettative, meglio attendere un segnale verde dell’indicatore per valutare un ingresso.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->