Domani sera, a mercato chiuso, Campari pubblica le vendite dei primi nove mesi del 2026 e ci arriva nel punto più delicato del suo grafico da quasi due anni a questa parte.

Il prezzo è tornato vicino a 6,8 euro, il tetto della lunga fase laterale iniziata a inizio 2025; è la quarta volta che tenta l’assalto a quel livello.

I primi tre tentativi sono finiti con un ritorno verso il basso. Questa volta sul grafico settimanale ci sono un paio di dettagli diversi, e li abbiamo messi in fila prima che arrivino i numeri.

Quasi due anni chiusi tra 5,1 e 6,8 euro

Grafico titolo Campari su scala weekly con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
Titolo Campari su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Campari valeva quasi 10 euro a inizio 2024. Dopo la discesa, da febbraio 2025 il titolo si muove dentro un rettangolo abbastanza preciso.

Il pavimento è nato nella settimana dei dazi di aprile 2025, con un minimo a 5,07 euro. Da lì i minimi successivi sono arrivati un po’ più in alto, prima in area 5,3 a fine settembre 2025 e poi di nuovo tra maggio e giugno di quest’anno. Unendoli si ottiene una linea leggermente crescente, quella viola nel grafico.

Il tetto invece è piatto. Agosto 2025, 6,83 euro. Febbraio 2026, 6,77. Aprile 2026, 6,82. La settimana scorsa, 6,79.

Minimi che salgono sotto un massimo che resta fermo sono la forma classica di un’accumulazione: chi compra entra ogni volta un po’ prima, chi vende difende sempre lo stesso prezzo. Prima o poi uno dei due cede.

Le due medie mobili più veloci hanno girato verso l’alto e passano intorno ai 6 euro, con il prezzo sopra entrambe. La più lenta sta poco sopra 7,2 euro ed è ancora inclinata verso il basso (è il primo riferimento sopra il tetto, se il tetto dovesse saltare).

Le tre volte precedenti

Ad agosto 2025 il Trendycator® era in regime LONG da luglio e il nostro Oscillator era salito intorno a quota 90. Il prezzo ha toccato 6,83 e in sei settimane è tornato a 5,3.

Il secondo tentativo, a febbraio, l’abbiamo vissuto in posizione. L’ingresso era sulla rottura del massimo di ottobre, il target del 10% su Campari è stato raggiunto e abbiamo chiuso metà della posizione, lasciando correre il resto. A inizio marzo, con il portafoglio Raptor già in posizione prima dei conti annuali, il titolo ha fatto circa il 9% in una sola seduta dopo i risultati (ne avevamo scritto qui).

Poi aprile. Il prezzo torna a 6,82, ma l’Oscillator si ferma molto più in basso rispetto ad agosto, sotto quota 80. Disegna massimi decrescenti mentre il prezzo resta sullo stesso livello.

La forza si stava esaurendo prima dei numeri.

Il 7 maggio la trimestrale delude e il titolo perde circa il 13% in una giornata. La settimana chiude con il volume più alto degli ultimi due anni, oltre 95 milioni di azioni. Il Trendycator passa in SHORT e ci resta fino a luglio.

Cosa c’è di diverso questa volta

Sul pannello dell’Oscillator abbiamo tracciato una trendline sui massimi decrescenti, dal picco di settembre 2025 a quello di febbraio. In queste settimane la linea è stata rotta verso l’alto e l’indicatore sale verso 80, dove comincia la zona di ipercomprato.

L’Oscillator l’abbiamo costruito per intercettare i movimenti con cui gli operatori più grossi entrano o escono da un titolo. Ad aprile stavano uscendo mentre il prezzo saliva; adesso la forza torna insieme al prezzo.

Il Trendycator® è passato da NEUTRAL a LONG da una settimana , dopo tre mesi di attesa seguiti alla fase SHORT. È la stessa sequenza di febbraio, quando il titolo è arrivato al target.

C’è anche un altro elemento interessante: nella settimana del 14 settembre 2026 il titolo ha segnato un gap up sul settimanale, sintomo di forza che sta tornando sul titolo; proprio quella forza intercettata dall’oscillator.

Cosa può muovere il titolo domani sera

Dal 2026 Campari pubblica nel primo e nel terzo trimestre solo le vendite nette e le prospettive, senza conto economico. Domani quindi il mercato avrà in mano la crescita organica dell’estate, l’andamento per marchi e mercati e l’eventuale conferma dell’obiettivo annuale.

L’estate è la stagione dell’Aperol. Dagli Stati Uniti, a luglio e agosto, sono arrivati segnali di vendite al dettaglio migliori del mercato per Aperol e per la tequila Espolón. In Europa ci sono i primi riscontri sui formati alla spina e in lattina.

Il settore ha già dato un primo segnale. Il 15 ottobre Pernod Ricard ha pubblicato un primo trimestre fiscale con un calo delle vendite più contenuto del previsto e ha confermato le stime sull’anno; nella stessa seduta Campari ha chiuso in rialzo e la settimana è finita quasi a +9%.

Dall’altra parte c’è AQR. Il 20 ottobre il fondo americano ha comunicato alla Consob una posizione corta pari allo 0,5% del capitale di Campari, la prima sopra la soglia di comunicazione dal 2020. Un hedge fund che scommette sul ribasso proprio mentre il prezzo prova a uscire dal rettangolo.

E poi c’è quello che è successo quest’anno. A marzo i conti hanno spinto il titolo del 9%, a maggio lo hanno affondato del 13%. Su Campari la reazione ai numeri è stata forte in entrambe le direzioni.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione.

Share.

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->