Carel è quotata a Piazza Affari dal 2018, nell’indice STAR, ma la sua storia comincia molto prima, in un capannone a Brugine, in provincia di Padova.
Nel 1973 nasce come fornitore di componenti elettrotecnici per l’aria condizionata.
Otto anni dopo, nel 1981, progetta uno dei primi controlli elettronici a microprocessore in Europa per il settore della climatizzazione, poi lanciato sul mercato nel 1982 con il nome Miprosent.
È il tipo di tecnologia che negli anni Ottanta serviva soprattutto a un’applicazione precisa: il condizionamento di precisione delle sale calcolo, gli antenati dei data center di oggi.
Da Miprosent ai data center
L’azienda non costruisce server né infrastrutture digitali. Progetta e vende sistemi di controllo, regolazione e umidificazione per HVAC e refrigerazione, impianti che devono tenere sotto controllo temperatura e umidità in ambienti dove un guasto costa caro.
I data center sono uno di questi ambienti di applicazione dei loro sistemi, e la loro crescita si sta traducendo in ordini.
I numeri del primo semestre 2026
Il primo semestre, approvato dal consiglio di amministrazione il 4 agosto, lo conferma con numeri netti. I ricavi sono saliti a 370,1 milioni di euro, il 20,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+23% a cambi costanti).
L’EBITDA è cresciuto ancora più in fretta, a 83,1 milioni, il 42,7% in più, con un margine salito al 22,5% dei ricavi. Un’espansione di margine di quella dimensione in un semestre non è la norma per un’azienda industriale di climatizzazione: di solito arriva quando la domanda supera l’offerta e il mix di prodotto si sposta verso segmenti a marginalità più alta.
È esattamente quello che sta succedendo nel comparto Refrigerazione, dove i ricavi legati ai data center sono quasi raddoppiati nel semestre a cambi costanti, spinti soprattutto dal Nord America. Anche l’utile netto ha accelerato in modo marcato, e la struttura finanziaria è rimasta un punto di forza, con cassa netta positiva. Per il terzo trimestre il management si aspetta un proseguimento della crescita a doppia cifra, condizionato all’assenza di nuovi shock geopolitici.
Il driver che spiega l’accelerazione
Vale la pena guardare anche a cosa non sta succedendo. La crescita non è concentrata su un solo cliente o una sola area geografica. Nell’HVAC contribuiscono anche pompe di calore e applicazioni industriali e commerciali, non solo i data center.
Carel non è la solita scommessa a leva su un singolo trend legato all’AI, è un’azienda diversificata che in questo momento ha uno dei suoi mercati finali in forte accelerazione.
Il quadro tecnico sul grafico settimanale

Sul grafico settimanale il titolo Carel IT0005331019 (CRL) ha messo a segno un allungo importante nel 2026, con un nuovo massimo pluriennale in area 32-34 euro seguito da un ritracciamento fisiologico fino ai 27,90 euro di chiusura dell’ultima settimana, ancora sopra le medie mobili di riferimento.
Il Trendycator® resta impostato in regime LONG, coerente con un trend di fondo che dura ormai da diversi trimestri.
L’Oscillator, dopo aver toccato l’area di ipercomprato in corrispondenza dei massimi, ha smaltito parte della spinta senza scendere in ipervenduto: una fase di raffreddamento fisiologico dentro un trend che resta impostato al rialzo, non un segnale di inversione.
L’ETI, il nostro indicatore di rischio relativo (non di timing), segna 4,54 questo è dovuto essenzialmente alla volatilità che restituisce movimenti con escursione ampia.
In questo momento si sta configurando un Raptor sporco, non secondo i canoni perfetti di riuscita del pattern ma una chiusura sopra la media mobile a 20 periodi sarebbe certamente un sintomo di forza.
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata senza strumenti di intelligenza artificiale.
Se vuoi scoprire come decidiamo noi quando investiamo: Circolo Pro
