Il 7 agosto SG Holding ha comunicato al mercato il lancio di un’Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria su Haiki+, la società quotata su Euronext Growth Milan attiva nella gestione dei rifiuti e nel recupero di materiali. L’obiettivo dichiarato è la revoca del titolo dalle negoziazioni.

SG Holding detiene già il 56,10% del capitale, pari a 72.422.784 azioni. L’offerta riguarda le restanti 56.663.249 azioni, il 43,90% del capitale, più fino a 3.011.239 azioni che potrebbero derivare dalla conversione dei warrant Haiki+ 2025-2026 tra il 5 e il 30 ottobre.

Il corrispettivo è di 0,90 euro per azione in contanti, cum dividendo. Rispetto all’ultimo prezzo ufficiale di 0,590 euro del 6 agosto, il premio è del 52,66%; sale al 66,16% sulla media dei prezzi degli ultimi sei mesi.

Per arrivare a squeeze-out e delisting automatico, SG Holding deve raggiungere il 90% del capitale. Sotto quella soglia può comunque proseguire con un quorum minimo del 66,67%, oppure percorrere la strada di un’assemblea straordinaria o di una fusione per il delisting, in entrambi i casi con il voto favorevole di almeno il 90% delle azioni rappresentate. L’operazione è finanziata con debito bancario, con una lettera di impegno già rilasciata da BPER Banca.

Cosa rendeva Haiki+ interessante prima dell’offerta

Il titolo aveva attirato l’attenzione nel mastermind del Circolo Pro già a fine luglio, un mese prima che l’operazione di SG Holding diventasse pubblica. Del business della società, nata a gennaio 2025 da uno spin-off di Innovatec, avevamo scritto quando è arrivata in Borsa. Le ragioni dell’interesse, allora, erano tecniche e fondamentali, non legate a un’ipotesi di operazione straordinaria sul capitale.

Sul fronte quotazioni, Haiki+ era partita a 0,78 euro subito dopo lo spin-off, toccando 1 euro in pochi giorni. Poi era scesa fino a rivedere quei livelli entro l’estate 2025, con un rimbalzo autunnale seguito da un nuovo ritracciamento. A marzo 2026 il prezzo aveva segnato un doppio minimo a 0,45 euro, sulla stessa area toccata nella primavera precedente. Da lì, minimi e massimi crescenti: una chiusura settimanale sopra la media mobile a 50 periodi veniva letta come il segnale tecnico da monitorare per un’inversione verso i massimi di settembre 2025.

Sul piano dei conti i dati disponibili restavano pochi, la società è quotata da meno di due anni, ma andavano nella stessa direzione: ricavi in crescita, stime di utile per azione in miglioramento per l’anno in corso, un organico cresciuto del 40% su cinque aree di business distinte.

L’analisi circolata nel gruppo restava esplicita su un punto: si trattava di una scommessa su una small cap con scambi settimanali sotto il milione di euro, non di una certezza. L’ipotesi era un’inversione tecnica sostenuta da fondamentali in miglioramento, non un’operazione di delisting.

Un’idea del mastermind, non una previsione sull’OPA

SG Holding indica come motivazione dell’operazione l’esigenza di accelerare lo sviluppo del gruppo senza i costi e i tempi di una società quotata. Non ha a che fare con il pattern tecnico o le stime di crescita discusse nel mastermind un mese prima.

Il collegamento tra le due cose mostra come lavora un gruppo che si confronta regolarmente su small cap poco coperte, prima che un evento esterno le porti all’attenzione di tutti. Un caso non fa una regola. La maggior parte delle idee discusse in un mastermind non produce un balzo del genere in poche settimane, e va trattato come tale.

Sul mercato, il titolo ha chiuso la settimana dell’annuncio a 0,890 euro, in rialzo del 51,88%, poco sotto il prezzo dell’offerta.

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Titolo Haiki+ su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Fuori da questo episodio, resta la domanda di fondo per chi guarda a small cap come Haiki+: la parte industriale del business, non il timing di un’operazione straordinaria, è quello che nel tempo giustifica o smentisce l’interesse iniziale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->