SoftBank Group oggi guadagna quasi il 7% e il Nikkei torna a guadagnare terreno moderatamente. Ma lunedì il titolo aveva perso tra l’11 e il 13%, la performance peggiore di tutto il listino giapponese.

Lo stesso giorno del rimbalzo, il gruppo di Masayoshi Son doveva saldare 25,9 miliardi di dollari di una linea di credito da 40 miliardi accesa per finanziare la scommessa su OpenAI. Tra tre giorni la Bank of Japan decide se alzare ancora i tassi, in una settimana in cui il carry trade sullo yen è già tornato al centro dell’attenzione.

L’allarme che ha acceso le vendite

Il 12 settembre Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha pubblicato un saggio dal titolo “We Must Pace the Frontier“. Chiede un rallentamento coordinato dello sviluppo dei modelli AI più avanzati, valutatori indipendenti dentro i laboratori e un accordo internazionale che includa anche la Cina. Lo stesso weekend OpenAI ha escluso una quotazione in Borsa nel 2026.

Sam Altman ha detto a Fortune che andare sul mercato adesso sarebbe prematuro, con le questioni di sicurezza e allineamento ancora aperte. Lunedì il mercato ha reagito a entrambi i segnali assieme: così stanno iniziando a soffrire i creditori dell’AI, SoftBank, che attorno a OpenAI ha costruito una scommessa vicina ai 100 miliardi di dollari.

Il conto da 25,9 miliardi

La linea di credito da 40 miliardi di dollari, il prestito interamente in dollari più grande mai acceso da SoftBank, era servita a finanziare l’investimento follow-on da 30 miliardi in OpenAI. Il saldo residuo, 25,9 miliardi, andava ripagato proprio il 15 settembre.

SoftBank non è arrivata impreparata. Ha già chiuso una nuova linea da 11,87 miliardi con circa venti banche, oltre il target iniziale di 10 miliardi, e sta sondando gli investitori a New York per un’emissione obbligazionaria in dollari tra 10 e 20 miliardi. L’investimento cumulativo in OpenAI dovrebbe salire a circa 64,6 miliardi entro ottobre, per una quota vicina al 13% della società.

Sul grafico, il Monkey Pattern su weekly e daily

Analisi titolo SoftBank su scala weekly e daily con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
Titolo SoftBank su scala weekly e daily. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Sul settimanale di SoftBank l’ultimo massimo di prezzo non è stato confermato dal nostro Oscillator, che ha segnato un massimo più basso. È la divergenza tra prezzo e Oscillator che al Circolo chiamiamo pattern Monkey.

Lo stesso pattern si era già formato sul daily prima del crollo di lunedì, seguito da un calo prolungato dei prezzi al momento contenuto dalla media mobile a 200 periodi.

Il vero banco di prova arriva venerdì

Il 17 e 18 settembre la Bank of Japan si riunisce per decidere sui tassi d’interesse. Gli swap monetari prezzano un rialzo di 25 punti base a 1,25%, con una probabilità vicina al 97%.

Il mercato si è già mosso prima della decisione. Giovedì scorso lo yen ha guadagnato oltre il 2% contro il dollaro, ai massimi da un mese, mentre gli operatori hanno iniziato a smontare posizioni di carry trade costruite indebitandosi in yen a basso costo per comprare asset con rendimenti più alti altrove. Le stime indicano circa 500 miliardi di dollari di posizioni ancora aperte.

Crypto, bond dei mercati emergenti ed equity a leva sono le categorie più esposte a uno smontaggio brusco. SoftBank sta dentro esattamente questo meccanismo, con debito in dollari, leva alta sulla scommessa AI e un rifinanziamento appena chiuso, tutto costruito in un mondo dove lo yen costava poco.

Al Circolo abbiamo già discusso del rialzo dei tassi giapponesi nel nostro Magazine mensile, proprio per questo effetto a catena sul carry trade globale. Venerdì il tono del governatore Kazuo Ueda in conferenza stampa peserà quanto il rialzo stesso: un messaggio aggressivo può trasformare uno smontaggio ancora sotto controllo in qualcosa di più brusco.

Si saprà venerdì se la Bank of Japan conferma le attese del mercato o rimanda ancora una volta la stretta.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
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Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata con strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->