Nel primo semestre 2026 il comparto memory chip ha prodotto i rialzi più vistosi di tutta Wall Street. SanDisk è salita di oltre l’860%, Micron del 304%, mentre in Corea SK Hynix ha guadagnato più del 280% arrivando a superare i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Quando guardo questi numeri in fila, la prima reazione è quella tipica di chi segue i mercati da tempo: un rally di queste dimensioni dovrebbe già scontare un pezzo enorme di ottimismo futuro, con multipli gonfiati a livelli da bolla.
| Titolo | Rally 2026 | P/E storico | P/E stimato (forward) |
|---|---|---|---|
| SanDisk | +860% (1° sem.) | ~57,8x | ~9-10x |
| Micron | +304% (1° sem.) | ~22,3x | ~10,5x |
| SK Hynix | +280% (da inizio anno) | ~10x | ~5-6x |
I dati raccontano il contrario.
SK Hynix scambia in Borsa a circa dieci volte gli utili, un multiplo compatibile con un’azienda ciclica in fase matura, non con il titolo che ha guidato il rialzo tecnologico dell’anno.
Micron tratta a circa 22 volte gli utili storici ma solo 10,5 volte le stime forward.
SanDisk mostra lo scarto più netto: quasi 58 volte gli utili passati, ma appena 9-10 volte gli utili attesi, grazie alla crescita esplosiva della domanda di NAND per i data center AI.
Lo scarto tra multiplo storico e multiplo forward è il vero segnale: il mercato prezza già una crescita robusta degli utili, ma continua a trattare quella crescita come temporanea.
SK Hynix ha aggiunto un capitolo a parte in questi giorni. La società ha raccolto 26,5 miliardi di dollari quotando le proprie azioni a Wall Street tramite ADR, la maggiore offerta di debutto mai realizzata da una società straniera negli Stati Uniti. Il titolo ha aperto in rialzo, è arretrato quasi fino al prezzo di collocamento nei giorni successivi, poi è tornato a salire con forza. Una sequenza che da sola descrive quanto resti nervoso il mercato attorno a questi nomi, anche mentre li premia.
Il motivo dello scetticismo è storico.
Il comparto memory è tra i più ciclici dell’intera industria tecnologica: momenti di prezzi alle stelle seguiti da crolli della domanda, margini compressi e, in più di un’occasione nel passato, fallimenti veri e propri tra i produttori più esposti. Wall Street ha imparato a diffidare degli utili dei chip di memoria proprio perché la storia recente insegna che raramente durano.
L’argomento a favore di un’eccezione stavolta riguarda chi compra.
Gli analisti che seguono il settore distinguono la domanda dei data center da quella tradizionale legata a smartphone e PC.
Un produttore di telefoni aveva un tetto preciso a quanto poteva pagare per la memoria, perché il consumatore finale non avrebbe accettato aumenti di prezzo illimitati sul dispositivo.
Un data center che alimenta carichi di lavoro AI risponde a una logica diversa: la memoria è un collo di bottiglia diretto della capacità di calcolo, non un componente intercambiabile, e chi la usa per addestrare o far girare modelli ha margini di spesa molto più ampi rispetto a chi la installava in un telefono.
È la tesi con cui alcuni analisti di settore, tra cui Mark Newman di Bernstein, spiegano perché il ciclo attuale potrebbe non seguire il copione dei precedenti.
Resta un argomento, non una certezza acquisita. Le stesse identiche parole — “questa volta la domanda è strutturale, non ciclica” — sono state usate in altri momenti della storia dei semiconduttori, e non sempre hanno retto alla prova del tempo successivo.
Il mercato sembra tenere entrambe le possibilità aperte: premia i titoli per la crescita già realizzata, ma si rifiuta di pagare in anticipo per una crescita futura che considera ancora tutta da dimostrare.
Per chi guarda a questi titoli con un orizzonte di investimento, lo scarto tra multiplo storico e multiplo forward è l’informazione operativa più utile dell’intera vicenda.
Un P/E forward basso non è di per sé un segnale di acquisto, ma indica quanto poco il mercato stia già scontando la tesi ottimista sulla domanda AI.
Se la tesi si conferma nei prossimi trimestri, lo spazio di rivalutazione resta ampio proprio perché i prezzi attuali non lo incorporano.
Se la domanda rallenta come nei cicli precedenti, il rischio è che gli utili attesi — su cui poggiano quei multipli bassi — non si materializzino, lasciando i titoli molto più cari di quanto sembrano oggi.
Così come avevamo già detto in questo articolo: Intelligenza Artificiale ma quanto mi costi?
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Fonti utilizzate:
– MacroTrends, Sandisk PE Ratio 2024-2026
– FinanceCharts, Micron Technology (MU) PE Ratio
– stockanalysis.com, SK hynix (KRX:000660) Statistics & Valuation
– GuruFocus, SK Hynix ADR Forward PE Ratio
– The Motley Fool, Micron, Intel, and Sandisk Are the Best-Performing S&P 500 Stocks This Year
