Ieri sera alle 20 c’è stata la tanto attesa riunione FOMC: la Fed ha alzato i tassi d’interesse di 0,25 punti percentuali.
Questa è cronaca che ormai conosciamo tutti ma come hanno reagito i mercati? Quali prospettive si intravedono per i prossimi giorni?
Gli indici avevano già ampiamente scontato questo scenario, come fanno quasi sempre.
Non c’è stato dunque nessun dramma in Borsa, nemmeno durante la conferenza stampa.
Analisi Indice Nasdaq

Subito dopo l’apertura della conferenza di Warsh, gli indici americani hanno avuto un piccolo calo. Il Nasdaq è tornato per un attimo a scambiare sotto i 29.000 punti, con un minimo intraday a 28.799 punti, poi si è ripreso quasi subito, chiudendo la sessione appena sopra i livelli di partenza.
Il calo coincide con il tono più hawkish del previsto usato da Warsh in conferenza. Ha detto che i dati recenti sull’inflazione non bastano a segnalare che il trend di fondo sia davvero cambiato, pur riconoscendo che le letture estive di CPI e PCE erano state migliori delle attese. Non ha voluto dare indicazioni sulle prossime mosse, limitandosi a dire di restare impegnato sulla disciplina senza pregiudicare alcuna decisione. Il dot plot del board segnala comunque un solo altro rialzo entro fine anno, al 4,1%. È proprio lo scarto tra le attese di una pausa e questo tono da falco a spiegare il piccolo calo delle quotazioni durante la conferenza, riassorbito nel giro di pochi minuti.
Analisi Indice DAX
L’indice tedesco DAX, addirittura oggi 17 settembre 2026 ha aperto la mattina di contrattazione in Gap up, ovvero con un “buco” nei prezzi tra apertura di oggi e la chiusura precedente. A meno che non venga prontamente riassorbito nei primi minuti di contrattazione, questo è solitamente indice di forza per un indice.

Nei prossimi giorni sarà da monitorare se questi livelli tengono, sia sul Nasdaq che sul DAX.
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