Exxon ha chiuso il terzo trimestre con utili in crescita rispetto al secondo, mentre il greggio, nella media del periodo, costava meno che in primavera.
Perché un gruppo petrolifero guadagna di più quando il petrolio scende?
Questa distorsione è dovuta alla raffinazione. Tra luglio e settembre la divisione Energy Products (raffinerie e vendita di carburanti) ha prodotto utili rettificati per circa 9 miliardi di dollari, più del doppio del trimestre precedente.
L’upstream, cioè l’estrazione di petrolio e gas che normalmente è la prima voce dei conti di Exxon, il quale si è fermato a 7,3 miliardi.
Nel trimestre le raffinerie hanno guadagnato più dei pozzi.
Il diesel ai massimi spiega la trimestrale di Exxon
Exxon guadagna sulla differenza tra quanto paga il greggio e quanto vende benzina, diesel e carburante per aerei. L’estate scorsa, sul diesel, quella differenza ha toccato negli Stati Uniti i livelli più alti mai registrati.
Le guerre hanno tolto diesel al mercato da due lati: dal Golfo Persico ne parte molto meno di prima, e dalla Russia, che esportava circa metà del suo diesel ma dall’8 luglio ha bloccato l’export perché i droni ucraini continuano a colpire le sue raffinerie.
Le raffinerie americane lavoravano già vicino al limite e avevano poco spazio per produrne di più. Exxon dichiara di aver fatto girare al 100% gli impianti di distillazione sulla Costa del Golfo, con la seconda produzione di diesel più alta mai registrata in quell’area.
Chi aveva capacità disponibile in quei mesi l’ha venduta a caro prezzo.
Beaumont, una scelta di anni fa che rende adesso
Il vantaggio di Exxon nasce prima delle guerre. Darren Woods, l’amministratore delegato, collega il risultato a investimenti come l’ampliamento della raffineria di Beaumont, in Texas, che hanno portato la produzione di distillati del gruppo circa il 40% sopra i livelli del 2019.
La decisione di investire è di gennaio 2019, con il Brent intorno ai 60 dollari e quest’anno quella raffineria lavora con i margini più alti mai visti sul diesel.
Cosa cambia per un gruppo integrato come Exxon
Ad aprile, nel pieno del rialzo del petrolio, avevo scritto che nei gruppi integrati il conto è più articolato del prezzo del barile. Il trimestre di Exxon adesso lo mostra con i numeri.
Chi compra un titolo petrolifero integrato si porta a casa anche raffinerie, chimica e lubrificanti, e ognuna di queste attività segue un suo ciclo. Nello stesso trimestre la chimica ha perso terreno per margini più bassi, mentre i lubrificanti sono migliorati.
In Borsa il titolo ha guadagnato oltre il 50% da inizio anno e a fine ottobre ha aggiornato i massimi storici.
Quanto può durare la festa sui margini di raffinazione
I margini di raffinazione salgono in fretta quando impianti e rotte si bloccano, e possono scendere con la stessa velocità quando ripartono. A ottobre il Brent è tornato sopra i 110 dollari: per il quarto trimestre questo probabilmente sposta di nuovo il peso verso i pozzi, perché il greggio più caro è anche il costo principale di una raffineria.
Exxon ha già annunciato riacquisti di azioni proprie anche per tutto il 2027. Una parte della cassa che li finanzia arriva oggi da raffinerie che guadagnano sui blocchi degli altri, nel Golfo Persico e in Russia.

Graficamente il nostro Trendycator® è entrato in posizione il 3 novembre 2025 sul grafico settimanale e tutt’ora mantiene un orientamento Long pur considerando la volatilità non trascurabile del titolo americano.
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