Investire in borsa è spesso un’attività percepita come poco raccomandabile, a tratti sgradevole. Non a caso chi lo fa viene chiamato speculatore, un’etichetta che porta con sé un sospetto morale. Nella maggior parte dei casi si scommette su aziende i cui risultati migliori arrivano proprio quando succede qualcosa che fa male all’ambiente, quasi mai quando gli fa bene.

Con l’agricoltura il meccanismo è ancora più scoperto.

Chi investe in una commodity lo fa sperando che il prezzo salga.

Ma se il prezzo del caffè, del cacao, della soia o del cotone sale, quasi sempre significa che qualcosa è andato storto nei campi. Un raccolto compromesso, un evento climatico fuori scala, un parassita che si è diffuso più del previsto. Bene per chi ha comprato al momento giusto, male per chi acquista cibo tutti i giorni, e in generale un ingrediente in più per un’inflazione che fatica a tornare sotto controllo.

Un macrotrend che nasce dal clima

Oggi il tema agricoltura merita una menzione, e non per un motivo confortante. Il 2026 sta consegnando ai mercati agricoli una combinazione di fattori che raramente si presenta tutta insieme nello stesso anno: un’ondata di calore fuori scala in Europa e negli Stati Uniti, la spinta di un El Niño molto forte sulle piogge nelle aree di coltivazione chiave, e alcuni parassiti che continuano a espandersi in territori dove fino a pochi anni fa non erano un problema strutturale. Ognuno di questi elementi, da solo, sposterebbe già i prezzi di una o due commodity. Insieme, disegnano un trend che ha più probabilità di essere strutturale che episodico.

Un’estate di record, non nel senso buono

Il giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, con una temperatura media di 20,74°C, quasi tre gradi sopra la norma del periodo 1991-2020 e superiore al record che era stato fissato appena un anno prima. La Francia ha vissuto la giornata più calda della sua storia il 24 giugno, con una media nazionale di 30°C e punte locali fino a 43,8°C. A Barcellona l’osservatorio Fabra ha misurato 40,5°C l’8 luglio, il valore più alto in oltre un secolo di rilevazioni. Negli Stati Uniti oltre 200 milioni di persone sono finite sotto allerta per caldo estremo, con un indice percepito vicino ai 43°C in gran parte della costa orientale. L’ondata ha lasciato dietro di sé anche un bilancio umano pesante, con oltre 1.300 decessi collegati al caldo in Europa, e ha alimentato incendi in Spagna, Portogallo e Francia meridionale su terreni già indeboliti da mesi di siccità.

A questo quadro si aggiungono due minacce che con il clima estremo si intrecciano ma non coincidono. La Popillia japonica, lo scarabeo giapponese arrivato in Lombardia più di dieci anni fa, continua a espandersi nelle campagne piemontesi, dove attacca radici e apparati fogliari di decine di colture diverse.
In Piemonte nel 2026 sono a forte rischio i vigneti e i frutteti. Anche la cimice asiatica resta un problema strutturale per i frutteti del Nord Italia, con danni che si ripetono stagione dopo stagione. Nessuno dei due fenomeni è nuovo, ma entrambi si sommano a un contesto climatico che li rende più difficili da contenere.

Sullo sfondo pesa anche il Super El Niño di questo ciclo. Tra maggio e giugno i modelli climatici avevano già indicato una probabilità crescente dell’evento per il trimestre estivo, con l’indice Niño 3.4 salito sopra 1,7°C e una probabilità vicina al 98% di un fenomeno molto forte tra novembre e gennaio, come avevamo raccontato in Super El Niño 2026: caffè, cacao, zucchero. El Niño altera storicamente le piogge nelle principali aree di coltivazione di caffè e cacao, dal Sud America all’Africa occidentale, e i mercati agricoli si erano già mossi prima ancora che i danni ai raccolti comparissero nei dati ufficiali, un movimento che avevamo seguito da vicino in El Niño 2026: cacao e caffè accelerano.

Un paniere invece di una singola commodity

Restare esposti su una sola commodity agricola significa legare il proprio investimento a una singola variabile, il raccolto di un solo paese o l’andamento di un solo prodotto. Un ETC come AIGA di WisdomTree racchiude in un unico strumento un intero paniere di materie prime agricole, dal caffè al cacao, dal grano al cotone, passando per l’intero complesso della soia. Il vantaggio non è solo la diversificazione: comprare un paniere costa anche meno, in termini di commissioni, rispetto ad aprire dieci posizioni separate su altrettante commodity.

Stesso fondo, ticker diversi: come leggere le quotazioni di AIGA

Chi guarda i ticker di questo ETC per la prima volta trova una particolarità che genera spesso confusione. Su Euronext esistono sia AIGA sia AIGAP, entrambi quotati in euro. Sul London Stock Exchange esistono sia AIGA sia AGAP, il primo in dollari, il secondo in sterline. Sembra un errore, ma è il fondo stesso a funzionare così.

Dietro a tutte queste sigle c’è un solo fondo, identificato da un unico ISIN (GB00B15KYH63), gestito da WisdomTree Commodity Securities Limited e domiciliato a Jersey. Quello che cambia da una sigla all’altra è la sede di negoziazione. AIGA su Euronext Milan (l’ex Borsa Italiana, entrata nel gruppo Euronext nel 2021) è quotato in euro. AIGAP su Euronext Paris è quotato anch’esso in euro, ma su una piazza diversa. Sul London Stock Exchange AIGA è la riga in dollari, AGAP quella in sterline. Ogni singola riga di quotazione, anche a parità di fondo sottostante, riceve un proprio codice FIGI, perché il FIGI identifica la combinazione tra fondo, borsa e valuta, non il fondo in sé. L’ISIN resta lo stesso ovunque, il FIGI cambia a ogni piazza.

Cosa c’è dentro il paniere

Al 13 luglio 2026 la composizione del benchmark racconta bene quali colture pesano davvero sul prezzo di questo ETC. Le prime dieci posizioni coprono il 100% del paniere:

  • Soia 19,17%
  • Olio di soia 15,61%
  • Mais 15,01%
  • Caffè 9,83%
  • Farina di soia 9,5%
  • Grano di Chicago 9,1%
  • Zucchero 7,91%
  • Grano di Kansas 6,08%
  • Cotone 5,18%
  • Cacao 2,61%

Il complesso della soia da solo (fagioli, olio e farina) supera il 44% del paniere, seguito da mais e dai due grani. Caffè e cacao, i protagonisti del ciclo El Niño di cui abbiamo parlato negli articoli citati sopra, pesano insieme poco più del 12%. Chi si aspetta un ETC bilanciato tra tutte le commodity agricole in modo uniforme trova invece un paniere fortemente concentrato su soia, mais e grano.

Cosa dice il grafico

Analisi ETC Wisdomtree AIGA su scala weekly con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
ETC AIGA su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Sul settimanale, AIGA (quotazione AGAP in sterline sul London Stock Exchange) resta ancora dentro un canale di regressione lineare discendente aperto dal 2023. L’impulso delle ultime settimane è però tra i più marcati dell’intero canale, con il prezzo che sta spingendo verso il bordo superiore.

La stessa diversificazione elogiata poco sopra ha però un rovescio della medaglia. Soia e mais insieme pesano oltre un terzo del paniere, e quando queste due voci restano relativamente ferme frenano la performance complessiva dello strumento, anche se altre componenti del paniere, dal cacao al caffè, stanno correndo molto di più. Lo stesso meccanismo che smussa le perdite quando una singola commodity crolla smussa anche i guadagni quando è un’altra a correre da sola. È il motivo per cui AIGA nel complesso si muove meno rispetto a un investimento diretto sulla singola commodity più forte del momento.
Il punto di svolta più interessante è arrivato con il minimo di fine gennaio 2026. Da quella data il prezzo ha iniziato a costruire una microstruttura rialzista, con massimi e minimi progressivamente più alti. A confermare il quadro c’è il nostro Oscillator, attualmente a 59, che si trova in divergenza positiva rispetto al prezzo già dal giugno 2025: mentre il prezzo aggiornava minimi via via più bassi, l’Oscillator disegnava minimi crescenti, un comportamento che spesso anticipa un cambio di fase.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate, corrette, ampliate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata con strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->