Nel gennaio 2018 avevo passato in rassegna, in una serie di articoli ravvicinati, nove ETF short sulle obbligazioni disponibili per un investitore europeo. A distanza di anni il quadro è cambiato parecchio, e vale la pena aggiornarlo qui in un unico posto invece di lasciarlo sparso su sei pagine diverse.

Cosa sono gli ETF short sulle obbligazioni

Un ETF short sulle obbligazioni replica in modo inverso l’andamento di un indice obbligazionario. Sale quando i prezzi dei titoli di Stato scendono, cioè quando i rendimenti salgono, e viceversa. Esistono in due versioni: quella a leva singola, che segue l’inverso dell’indice uno a uno, e quella a leva doppia, spesso indicata come “daily double short”, che raddoppia il movimento inverso calcolato ogni giorno di negoziazione. Il loro uso tipico è duplice: coprire un portafoglio obbligazionario già in portafoglio, oppure prendere una posizione tattica su un rialzo atteso dei rendimenti.

Perché la maggior parte degli ETF Short su obbligazioni è sparita dal mercato

Dei nove strumenti censiti nel 2018 (Amundi e Xtrackers su indici obbligazionari governativi europei broad, più i Lyxor su BTP, Bund e Treasury decennale USA, poi confluiti in Amundi dopo l’acquisizione di Lyxor nel 2021) sei sono stati liquidati negli anni successivi. A sparire sono stati proprio i sei senza leva. Sono rimasti attivi solo i tre a leva doppia: quello su Treasury USA, quello su BTP e quello su Bund. Gli emittenti hanno evidentemente concentrato la liquidità sulle versioni a leva 2x, più scambiate e con masse più consistenti, lasciando morire quelle a leva singola per scarso interesse degli investitori.

I due ETF ancora investibili: Bund e BTP a leva doppia

Mi concentro sui due più rilevanti per un portafoglio orientato all’Eurozona.

L’Amundi German Bund Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc, ISIN FR0010869578, quotato su Euronext Paris con un costo annuo dello 0,20%, ha perso più della metà del proprio valore tra il 2018 e il 2021, scendendo da circa 65 euro fino a un minimo vicino ai 27,50 euro. È il periodo in cui i rendimenti tedeschi sono scesi verso lo zero e sotto zero, spingendo verso l’alto i prezzi dei Bund. Da quel minimo la traiettoria si è invertita, e il prezzo è risalito fino ai 46,04 euro attuali. L’Oscillator si trova oggi a 46,8, appena sotto la soglia dei 50 punti, un’area di equilibrio che non segnala né ipercomprato né ipervenduto. Il Trendycator®, dopo una lunga fase in territorio SHORT fino al 2021, negli ultimi mesi alterna segnali LONG e NEUTRAL, coerente con un trend di fondo ancora rialzista ma meno direzionale rispetto al biennio 2022‑2023.

Grafico settimanale dell'ETF Amundi German Bund Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc, ISIN FR0010869578, con indicatori Trendycator® e Oscillator, prezzo a 46,04 euro
Amundi German Bund Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc (FR0010869578), grafico settimanale con Trendycator® e Oscillator

L’Amundi Italy BTP Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc, ISIN FR0011023621, stesso mercato di quotazione e stesso costo annuo dello 0,20%, ha un percorso più mosso. Dal massimo di lancio intorno ai 27 euro è sceso fino a un minimo vicino ai 14 euro nel 2021, poi è risalito fino a un massimo vicino ai 24‑25 euro nel 2023, quando lo spread BTP‑Bund si è riacceso con il ciclo di rialzo dei tassi della BCE. Da lì il prezzo si è ridimensionato, tornando verso i 18,11 euro attuali dopo un lungo tratto laterale negli ultimi due anni. L’Oscillator è quasi esattamente sulla soglia dei 50 punti, a 49,6. Il Trendycator® mostra un quadro storicamente più SHORT che LONG, con finestre rialziste concentrate nei momenti di tensione sullo spread, e nell’ultimo tratto del grafico alterna ancora segnali LONG e NEUTRAL.

Grafico settimanale dell'ETF Amundi Italy BTP Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc, ISIN FR0011023621, con indicatori Trendycator® e Oscillator, prezzo a 18,11 euro
Amundi Italy BTP Daily (‑2x) Inverse UCITS ETF Acc (FR0011023621), grafico settimanale con Trendycator® e Oscillator

Leva doppia, decadimento giornaliero e uso corretto

Nel 2018 ero convinto che il ciclo dei rendimenti a zero fosse agli sgoccioli. Ci sono voluti altri tre anni perché quella lettura si materializzasse, e nel frattempo sei degli strumenti che avevo presentato hanno chiuso i battenti prima che il mercato desse loro ragione. È il rischio concreto di uno strumento a leva costruito su un tema di lungo periodo: la view può essere corretta e lo strumento sparire comunque, se manca liquidità o interesse nel frattempo.

La leva 2x di questi ETF si calcola ogni giorno, non sull’orizzonte temporale in cui li si detiene. Su un mercato che sale e scende in modo laterale, come il BTP negli ultimi due anni, questo meccanismo produce un decadimento che allontana la performance dello strumento dal semplice doppio dell’indice sottostante calcolato su periodi più lunghi. Sono strumenti pensati per posizioni tattiche o di copertura a orizzonte breve, non per essere tenuti in portafoglio per anni aspettando che una view di lungo periodo si realizzi.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata con strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->