Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, annunciando la scelta su Truth Social.
Nato nel 1970, formazione accademica tra Stanford e Harvard Law School, Warsh ha prevalso su altri candidati circolati nelle ultime settimane, tra cui Kevin Hassett, Christopher Waller e Rick Rieder di BlackRock.
Figura trasversale tra politica e finanza, ha iniziato la carriera in Morgan Stanley per poi entrare alla Casa Bianca e, nel 2006, nel board della Fed su nomina di George W. Bush, con il sostegno dell’allora presidente Ben Bernanke.
Durante la crisi del 2008 ha svolto un ruolo chiave nei rapporti tra banca centrale, Wall Street e G20. Oggi è affiliato alla Hoover Institution di Stanford e al Group of Thirty.
Storicamente considerato un “falco” sui tassi, negli ultimi mesi ha assunto posizioni più aperte a un allentamento monetario, in linea con la pressione esercitata da Trump contro l’attuale presidente della Fed Jerome Powell, accusato di mantenere una politica monetaria troppo restrittiva.
I metalli preziosi ritracciano mentre gli indici rimangono fermi
Oggi l’oro ritraccia di quasi il 7%, mentre l’argento ha una caduta addirittura del -20% forse anche spinto dai timori sulla redditività dell’AI di cui abbiamo discusso in questo articolo: Michael Burry e la bolla AI: perché è come il 2000

Le Borse americane restano in una fase laterale: l’S&P 500 ha segnato nuovi massimi mercoledì, per poi ritracciare con decisione nella seduta successiva.
Al momento il movimento non assume una valenza tecnica rilevante, finché i prezzi rimangono al di sopra delle medie mobili di breve periodo.

Nel complesso, il quadro resta coerente con una fase di assestamento: prese di beneficio marcate sui metalli preziosi, mercati azionari laterali e livelli tecnici chiave ancora intatti. In assenza di rotture strutturali, i movimenti osservati rientrano in una dinamica di breve periodo più che in un cambio di scenario.
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