Una tesi che circola nei mercati

Negli ultimi giorni gli indici americani sembrano scricchiolare e subito ci si interroga sul rischio bolla. La tesi secondo me più realistica è quella secondo la quale si tratti di rotazione settoriale, nessun crollo diffuso: i capitali si spostano da un gruppo di azioni a un altro, e l’indice nel complesso resta stabile perché quello che perde una parte del mercato lo recupera un’altra. I dati delle ultime settimane offrono più di un riscontro a questa lettura.

Da inizio anno i magnifici 7 performano meno dell’S&P500, questo è un fatto storico.

Il grafico che segna la differenza

Indice S&P500 a confronto con i Magnifici 7 (MAG7) su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Da inizio 2026 al 6 luglio, l’S&P 500 guadagna il 7,50%. Nello stesso periodo il paniere dei sette titoli più grandi del mercato USA per capitalizzazione — Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Nvidia, Meta, Tesla, i cosiddetti Mag7 — è sostanzialmente piatto, a -0,20%. Ho messo a confronto le due serie su un grafico settimanale. La forbice si apre soprattutto da maggio in avanti — l’indice continua a salire, il paniere dei big tech resta fermo sullo stesso livello di inizio anno.

Perché il resto del mercato tiene

I restanti 493 titoli dell’S&P 500 mostrano una fotografia opposta, con una sovraperformance netta rispetto ai Mag7 da inizio anno. Anche i titoli a minore capitalizzazione, storicamente più sensibili ai cicli di liquidità, si muovono nella stessa direzione. È questo il motivo per cui l’indice nel suo complesso non riflette la debolezza concentrata nei sette titoli più pesanti.

Dispersione sotto la superficie

Anche dentro il gruppo dei titoli tecnologici più grandi, i movimenti individuali sono ampi mentre la volatilità dell’indice resta contenuta. Oracle, per fare un esempio, ha corretto del 44% dai massimi. Un mercato con questo tipo di dispersione tra i singoli titoli, a fronte di un indice tranquillo, è coerente con un riposizionamento interno più che con un aumento generalizzato dell’avversione al rischio.

La spiegazione nei flussi di liquidità

C’è anche una lettura sul lato della liquidità che aiuta a spiegare il momento. Le emissioni di credito corporate a giugno hanno toccato i 110 miliardi di dollari, il mese più forte da marzo e quasi il doppio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Da inizio anno il totale è arrivato a 685 miliardi di dollari. Un ciclo di credito in espansione tende a spingere capitali verso asset percepiti come a maggiore potenziale di crescita, e in questa fase il grosso di questi flussi sembra dirigersi verso l’infrastruttura legata al calcolo per l’intelligenza artificiale, più che restare concentrato sui nomi che l’hanno già cavalcata negli anni scorsi.

Analisi S&P 500 al 08-06-2026

Analisi dell'indice S&P 500 su scala weekly con il nostro indicatore Trendycator®.
Indice S&P 500 su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Al momento l’indice si trova in una fase di consolidamento, e sarà importante la tenuta del minimo dello swing precedente a 7.481 punti. Anche in caso di violazione di quel supporto, il quadro resta compatibile con un regime complessivamente rialzista, senza che questo implichi di per sé un’accelerazione della volatilità.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata con strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->