L’S&P 500 ha segnato un nuovo massimo storico. È il tipo di notizia che ci porta a pensare: se l’indice è sui massimi, il mercato è forte.

Questa volta il quadro è meno lineare.

Il grafico settimanale di INDEX:MAHP, che misura i componenti dell’S&P 500 su nuovi massimi a 52 settimane, mostra 21 titoli. Anche usando questa misura, la partecipazione resta molto contenuta: poco più del 4% dell’indice.

Grafico TradingView dell’indice INDEX:MAHP, che mostra il numero di componenti dell’S&P 500 su nuovi massimi a 52 settimane. Il valore visibile è 21, segnalando una partecipazione limitata al rialzo dell’indice.
Componenti dell’S&P 500 su nuovi massimi a 52 settimane: il dato resta contenuto nonostante l’indice sia tornato sui massimi storici. Fonte: TradingView, INDEX:MAHP.

Siamo alle solite: il mercato sale, ma lo fanno soprattutto pochi titoli. L’indice migliora, ma la sua struttura interna resta fragile.

Un mercato può restare concentrato, selettivo e guidato da poche grandi società per molto tempo.

Il prezzo dell’indice e la salute del mercato

Quando guardiamo un indice come l’S&P 500, vediamo un numero unico. Quel numero sintetizza centinaia di società, settori, modelli di business, valutazioni e aspettative diverse.

Il problema nasce quando il numero sale mentre la partecipazione si restringe.

Un rialzo diffuso segnala che molte aree del mercato stanno contribuendo al movimento. Un rialzo concentrato può invece mascherare debolezza, congestione o assenza di convinzione nel resto del listino.

Il massimo storico è un fatto. La bassa partecipazione è un altro fatto. Tenerli insieme permette di evitare una lettura troppo comoda del mercato.

Per questo il dato va rispettato, ma non idolatrato. Il trend dell’indice resta positivo, mentre la sua ampiezza interna racconta un mercato meno sano di quanto sembri guardando solo il prezzo.

In queste fasi non serve trasformare ogni divergenza in un allarme. Serve costruire un portafoglio che non dipenda dalla perfezione dello scenario: abbastanza esposto da partecipare se il rialzo continua, abbastanza protetto da non subire passivamente un eventuale deterioramento.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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