Con il termine fotonica si intende l’uso della luce per generare, trasmettere e processare informazioni. Nel contesto dei mercati finanziari sta diventando rilevante perché i data center per l’intelligenza artificiale hanno bisogno di spostare quantità crescenti di dati tra chip, server, rack e interi cluster.

Per mesi il tema AI è stato letto soprattutto attraverso tre parole: software, GPU e semiconduttori. Poi il mercato ha iniziato a guardare alla parte fisica della storia: data center, energia, raffreddamento, memorie ad alta banda, rete elettrica e materiali. La fotonica si inserisce in questo passaggio. Porta la luce dentro l’infrastruttura AI per aumentare velocità, banda e efficienza energetica.

Il ciclo AI entra nella terza fase

Il boom dell’intelligenza artificiale ha avuto una prima fase dominata dagli hyperscaler e dai grandi fornitori di cloud. Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta hanno aumentato la spesa per costruire capacità di calcolo e addestrare modelli sempre più grandi.

La seconda fase ha portato al centro le memorie e i semiconduttori. NVIDIA è diventata il simbolo più evidente del ciclo, ma intorno alle GPU si è allargato un ecosistema fatto di HBM (memorie ad alta larghezza di banda), packaging avanzato, foundry, equipment e chip specializzati. Su questo aspetto abbiamo già scritto nell’articolo dedicato a come investire nei semiconduttori e in quello sull’ETF sulle memorie e AI quotato a Milano.

La terza fase riguarda il collegamento tra questi elementi. Un data center AI è una macchina industriale distribuita, nella quale GPU, CPU, memoria, storage e switch devono comunicare a velocità elevatissima. Quando i cluster crescono, il collo di bottiglia può spostarsi dalla capacità di calcolo alla capacità di trasferire dati.

La fotonica nasce qui come tema di investimento: un’evoluzione dell’infrastruttura che permette ai semiconduttori di lavorare su scala sempre più ampia.

Perché i data center hanno bisogno della luce

Nei data center tradizionali molte connessioni avvengono tramite segnali elettrici. Il rame resta importante, ma quando aumentano distanza, velocità e densità dei collegamenti cresce anche il problema dell’energia dissipata e della latenza.

Il rame non scomparirà e continuerà ad avere un ruolo importante nell’infrastruttura elettrica e digitale. La crescita dei data center, dell’elettrificazione e delle reti manterrà alta la domanda complessiva. Nei collegamenti ad altissima velocità, però, una parte crescente delle connessioni potrà spostarsi verso soluzioni ottiche, soprattutto dove contano banda, latenza, distanza ed efficienza energetica.

Per questo la fotonica potrebbe diventare un trend strutturale dei prossimi anni. Non nasce solo come risposta al boom momentaneo dell’intelligenza artificiale, ma come possibile evoluzione dell’architettura dei data center.

La luce permette di trasmettere dati con maggiore efficienza su collegamenti ad alta velocità. Per questo il settore guarda con attenzione alla silicon photonics, cioè all’integrazione di componenti fotonici su piattaforme compatibili con la produzione dei semiconduttori. L’obiettivo è portare l’ottica sempre più vicino al chip, riducendo consumi e migliorando la scalabilità.

NVIDIA ha presentato soluzioni di co-packaged optics e silicon photonics per collegare AI factories su larga scala. Nelle comunicazioni ufficiali, la società indica miglioramenti rilevanti in termini di efficienza energetica e resilienza rispetto ai metodi tradizionali. Questo non chiude il tema tecnologico, ma spiega perché il mercato abbia iniziato a guardare con maggiore attenzione ai fornitori di ottica avanzata.

La domanda industriale è semplice da capire: se i modelli AI richiedono più GPU, più memoria e più data center, aumenta anche la necessità di spostare dati tra tutti questi elementi. La fotonica prova a risolvere questa parte del problema.

Schema della filiera AI che mostra la fotonica come livello di interconnessione tra compute, memoria e data center.
La fotonica interviene nel punto in cui i dati devono viaggiare tra chip, memoria, server e cluster: il possibile collo di bottiglia della nuova infrastruttura AI.

Fotonica e fibra ottica sono la stessa cosa?

A questo punto è legittima una domanda: stiamo solo dando un nome nuovo alla fibra ottica?

In parte sì, perché la trasmissione dei dati tramite luce non nasce oggi. La fibra ottica esiste da decenni ed è già alla base delle reti di telecomunicazione moderne.

La differenza è nella scala e nel punto dell’architettura in cui la luce viene portata. La fibra ottica collega da anni reti e grandi distanze. La fotonica di cui parla oggi il mercato riguarda invece anche l’integrazione di componenti ottici sempre più vicino a chip, switch e cluster AI.

Ovvero l’estensione dell’ottica dentro una nuova generazione di data center.

La fotonica è una filiera industriale

Chiaramente la fotonica attraversa più settori di Borsa. Dentro la stessa parola convivono attività diverse:

  • laser e sorgenti ottiche;
  • transceiver e moduli ottici;
  • componenti in indium phosphide e silicon photonics;
  • DSP e chip per elaborare i segnali;
  • switch, networking e interconnessioni;
  • foundry e piattaforme produttive;
  • sistemi ottici per telecomunicazioni, data center, sensoristica, industria e sanità.

Questa frammentazione rende il tema interessante, ma anche più difficile da analizzare. Alcune società hanno esposizione diretta ai data center AI. Altre sono legate a mercati più ampi, come telecomunicazioni, strumenti scientifici, diagnostica o automazione industriale. Un ETF sulla fotonica può quindi contenere aziende molto diverse tra loro, con esposizioni solo parziali al tema AI.

Il rischio è il solito di quando si approcciano gli investimenti tematici: comprare una parola, senza capire quale si stanno comprando sempre le stesse aziende. Poi, nella convinzione di avere tanti temi diversi in portafgoglio ci troviamo con una sovra esposizione ai soliti colossi Big Tech.

Le società più esposte alla fotonica

Le società da osservare con maggiore attenzione sono quelle che forniscono componenti ottici, laser, moduli e tecnologie di interconnessione per data center.

Coherent, quotato al NYSE, è uno dei nomi più diretti. Opera in materiali, laser, networking e componenti ottici. La società ha annunciato innovazioni per transceiver ad alta capacità, co-packaged optics e architetture ottiche per data center AI. La partnership strategica con NVIDIA ha aumentato la visibilità del titolo e ha reso Coherent uno dei nomi più seguiti nel tema.

Grafico giornaliero di Coherent con indicatore Trendycator® in trend rialzista e forte apprezzamento del titolo.
Titolo Coherent Corp. su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Il trend è ben visibile sul titolo da quando Trendycator® è diventato verde, in tempi non sospetti, nel maggio 2025. Oggi l’andamento rispecchia il momentum esplosivo dei titoli tecnologici americani.

Lumentum, quotato al NYSE, è un altro titolo centrale. Produce laser e componenti ottici avanzati. La società ha annunciato una nuova struttura produttiva negli Stati Uniti per laser destinati ai più grandi data center AI, con NVIDIA indicata come cliente della facility. Anche in questo caso il tema da seguire è duplice: crescita dei ricavi e capacità di trasformare la domanda AI in margini sostenibili.

Grafico giornaliero di Lumentum con indicatore Trendycator® in trend rialzista e forte crescita del titolo nel periodo analizzato.
Titolo Lumentum su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

L’andamento di Lumentum è esagerato, oggi il nostro AI Ranker lo cataloga come “Extended” per indicare un trend apparentemente senza fine iniziato a 67 dollari per azione nel maggio del 2025 e oggi si trova oltre i 900 dollari per azione.

Ciena, quotato al NYSE, ha un profilo diverso. È più legata alle reti ottiche e alla trasmissione dati su larga scala. La sua esposizione è meno concentrata sul singolo ciclo dei data center AI, ma resta rilevante per capire come la domanda di banda stia cambiando reti, cloud e infrastrutture digitali.

Grafico giornaliero di Ciena con indicatore Trendycator® in trend rialzista e lunga fase di forza relativa.
Titolo Ciena su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Il profilo aziendale è diverso ma l’andamento è il medesimo. Il titolo, dall’ingresso di Trendycator® a 65 dollari per azione oggi si trova oltre i 500 dollari per azione.

Fabrinet, quotato al NYSE, può essere valutata come società di produzione e assemblaggio per componenti ottici e soluzioni avanzate. È un nome meno presente nel dibattito pubblico, ma può comparire nella filiera come fornitore specializzato.

Grafico giornaliero di Fabrinet con indicatore Trendycator® in trend rialzista e titolo vicino ai massimi recenti.
Titolo Fabrinet su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

L’andamento di Fabrinet è simile ai precedenti ma la volatilità appare leggermente accentuata.

Nel perimetro europeo si può citare anche Prysmian, società italiana attiva nei cavi per energia e telecomunicazioni, nelle fibre ottiche e nelle soluzioni di connettività. Non è un nome puro della silicon photonics come alcuni fornitori di laser, transceiver o componenti ottici avanzati, ma rappresenta la parte più fisica della filiera: fibra, cavi, infrastruttura e collegamenti per reti e data center.

Prysmian va quindi letta come esposizione infrastrutturale al tema, più vicina alla costruzione delle reti ottiche che alla fotonica integrata nei chip. Questo la rende meno speculativa rispetto ad altri nomi, ma interessante per collegare il tema della fotonica alla parte industriale europea.

Grafico weekly di Prysmian con indicatore Trendycator® in trend rialzista e forte movimento del titolo nel 2026.
Titolo Prysmian su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

In questo mio precedente articolo avevo descritto Prysmian come la “NVIDIA italiana“. Da quell’articolo ad oggi devo dire che il paragone è ancor di più azzeccato. Negli ultimi mesi Prysmian ha avuto un andamento pressoché verticale, proprio come molti titoli del NASDAQ.

L’esposizione indiretta: semiconduttori, networking e foundry

La fotonica riguarda anche società di semiconduttori e networking che integrano l’ottica dentro piattaforme più ampie.

Marvell, quotato al NASDAQ, è uno dei casi più interessanti. La società è già presente nei chip per data center, nell’optical DSP e nel networking. L’acquisizione di Celestial AI aggiunge una piattaforma di Photonic Fabric pensata per le architetture di prossima generazione. Per l’investitore, Marvell rappresenta un’esposizione alla convergenza tra semiconduttori custom, networking e interconnessione ottica.

Grafico giornaliero di Marvell Technology con indicatore Trendycator® in trend rialzista e recente forte accelerazione del titolo.
Titolo Marvell su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Il 2025 ha mostrato un andamento grafico laterale, quando ormai anche il Trendycator aveva declassato l’ennesimo tentativo rialzista, il titolo ha trovato la forza per il balzo che lo ha portato a 168 dollari per azione.

Broadcom è un altro nome da monitorare. Ha un ruolo importante negli ASIC custom, nel networking e nelle infrastrutture per data center. L’esposizione alla fotonica è meno pura rispetto a Coherent o Lumentum, ma il peso del gruppo nella filiera AI resta alto.

Grafico giornaliero di Broadcom con indicatore Trendycator® in trend rialzista e prezzo vicino ai massimi recenti.
Titolo Broadcom Inc. su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Cisco e Nokia riportano il tema nel campo del networking. Cisco ha presentato soluzioni Silicon One per data center e reti AI. Nokia, dal lato europeo, sta lavorando su soluzioni ottiche applicative per reti nell’era dell’intelligenza artificiale. Sono società meno speculative rispetto ai nomi puri della fotonica, ma permettono di osservare come il tema entri nelle reti reali.

Grafico giornaliero di Cisco Systems con indicatore Trendycator® in trend rialzista e gap up evidenziato dopo i risultati trimestrali.
Titolo CISCO su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Il forte gap up di Cisco, visibile nel grafico, è arrivato dopo i risultati del terzo trimestre fiscale 2026, con ricavi record, utili sopra le attese e guidance rivista al rialzo. Il mercato ha letto soprattutto il dato sugli ordini AI dagli hyperscaler come conferma che Cisco sta tornando centrale nella nuova infrastruttura di rete per data center.

Il parallelo con il 2000: allora Cisco era il titolo simbolo dell’infrastruttura Internet, oggi prova a diventare uno dei nomi chiave dell’infrastruttura AI.

STMicroelectronics, altro titolo quotato in Italia, merita attenzione perché porta la fotonica su un piano europeo. La società ha annunciato la produzione in grandi volumi della piattaforma PIC100 basata su silicon photonics, destinata a interconnessioni ottiche per data center e cluster AI. Per un investitore italiano ed europeo è un nome da inserire nella mappa, pur con un’esposizione diversificata e più ampia della sola fotonica.

Grafico giornaliero di STMicroelectronics su Borsa Italiana con indicatore Trendycator® in fase neutrale dopo un forte rialzo.
Titolo STMicroelectronics su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Anche in questo caso, l’ascesa del titolo è quasi verticale e, fermo restando l’idea di investimento nel medio termine, ci si interroga sulla sostenibilità di un trend così forte, almeno nel breve termine.

Tower Semiconductor ha annunciato una collaborazione con NVIDIA su moduli ottici 1.6T per data center. Anche qui il tema è produttivo e tecnologico: la fotonica richiede capacità industriale, processi specializzati e foundry capaci di supportare volumi elevati.

Grafico giornaliero di Tower Semiconductor con indicatore Trendycator® in trend rialzista e gap up evidenziato sul titolo.
Titolo Tower Semiconductor su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Altro titolo dell’indice NASDAQ che ha visto un GAP UP sul weekly post trimestrale. Il timeframe settimanale (Quale timeframe scegliere per investire?) in teoria è abbastanza largo per nascondere i movimenti repentini dovuti a un eccesso temporaneo di euforia o pessimismo. Si dice che azzera il rumore del titolo, ma quando i movimenti sono di portata così ampia sono impossibili da inglobare in qualsiasi timeframe.

GlobalFoundries ha rafforzato la propria posizione con l’acquisizione di Advanced Micro Foundry, società specializzata in silicon photonics. È un segnale industriale importante: la fotonica sta diventando parte della strategia delle foundry e della produzione su larga scala.

Grafico giornaliero di GlobalFoundries con indicatore Trendycator® in trend rialzista dopo una fase prolungata di debolezza.
Titolo GlobalFoundries su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Fra tutti i grafici visti in questo articolo forse GlobalFoundries è quello che, expoit a parte, mostra un trend meno consolidato nel tempo.

ETF sulla fotonica: esistono?

Esisteva il L&G Optical Technology & Photonics ESG Exclusions ma è stato delistato.

Oggi purtroppo non esiste un ETF direttamente a tema fotonica acquistabile su Borsa Italiana.

Per chi preferisce usare ETF, dunque oggi la strada più pratica non è cercare un prodotto puro sulla fotonica ma guardare agli ETF sui semiconduttori o sulla tecnologia infrastrutturale. Non sono strumenti puri sulla fotonica, ma intercettano una parte rilevante della stessa filiera: chip, networking, data center, equipment, foundry e componenti necessari alla crescita dell’intelligenza artificiale.

In questo caso l’investitore deve accettare una cosa: l’esposizione alla fotonica sarà indiretta. Si compra un paniere più ampio, dentro il quale il tema ottico pesa insieme ad altri segmenti della catena AI.

A titolo di esempio si possono trovare i seguenti ETF tematici:

iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF IE000I8KRLL9 – SEME;

VanEck Semiconductor UCITS ETF IE00BMC38736 – SMH;

Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF LU1900066033 – CHIP;

Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data UCITS ETF IE00BGV5VN51 – XAIX con una lettura più ampia sull’AI

In tutti questi ETF troviamo sempre sia NVIDIA che Broadcom citati in questo articolo.

I rischi principali

Il primo rischio è il prezzo. Abbiamo visto dai grafici come quando un tema viene riconosciuto dal mercato, le valutazioni possono incorporare rapidamente aspettative molto aggressive. La partnership con un grande player come NVIDIA può migliorare la visibilità industriale di una società, mentre multipli elevati, margini compressi e cicli di investimento più lenti del previsto restano variabili decisive.

Il secondo rischio è la concentrazione della domanda. Molte società della filiera dipendono dagli hyperscaler e da pochi grandi clienti. Se la spesa AI rallenta, se i piani di investimento vengono rinviati o se cambia l’architettura tecnologica, la crescita attesa può ridimensionarsi rapidamente.

Il terzo rischio è tecnologico. Co-packaged optics, silicon photonics, optical I/O e nuove architetture di interconnessione sono aree in evoluzione. Il vincitore industriale di oggi potrebbe cambiare posizione nel tempo. Alcune tecnologie possono richiedere più anni per entrare in produzione su larga scala.

Il quarto rischio è il rischo cambio. Come abbiamo visto, a parte due azioni nostrane solo marginalmente impegnate sulla fotonica, le azioni sono tutte americane quindi i risultati possono essere influenzati nel tempo dal cambio tra euro e dollaro.

Come costruire una watchlist sulla fotonica

Un modo ordinato per seguire il tema è dividere la watchlist in quattro blocchi.

Il primo blocco include i titoli più diretti: Coherent, Lumentum, Ciena, Fabrinet.

Il secondo blocco include semiconduttori e networking: Marvell, Broadcom, Cisco, NVIDIA.

Il terzo blocco include le foundry e le piattaforme produttive: STMicroelectronics, Tower Semiconductor, GlobalFoundries.

Il quarto blocco potrebbe includere gli ETF collettivi ma sapendo di avere una esposizione marginale sul tema.

Questa separazione aiuta a distinguere esposizione tematica, esposizione industriale e qualità finanziaria. Una società può essere molto esposta alla fotonica e allo stesso tempo avere un prezzo già impegnativo. Un’altra può avere esposizione più indiretta ma bilanci più solidi, maggiore diversificazione e minore volatilità.

Per il nostro metodo, la parte fondamentale resta la combinazione tra analisi della filiera e comportamento del prezzo. La storia industriale serve a capire dove guardare. Il grafico, i volumi, la forza relativa e il nostro Trendycator® servono a capire quando il mercato sta confermando o respingendo quella storia.

Conclusione

La fotonica è una delle aree più interessanti della nuova infrastruttura AI perché lavora sul problema che arriva dopo la potenza di calcolo: collegare tutto con maggiore velocità, minore consumo e maggiore efficienza.

Il tema si inserisce dentro un filone già visibile: prima gli hyperscaler, poi i semiconduttori e le memorie, ora l’interconnessione ottica dei data center. È una progressione industriale che il mercato sta iniziando a prezzare.

Per investire sulla fotonica serve però una mappa precisa. I nomi puri offrono maggiore esposizione, ma anche maggiore volatilità. I gruppi di semiconduttori e networking sono meno diretti, ma spesso più solidi. Le foundry europee e globali mostrano che il tema sta uscendo dal laboratorio e sta entrando nella produzione. Gli ETF semplificano l’accesso, ma vanno controllati con attenzione.

La fotonica può diventare una componente satellite dell’esposizione all’intelligenza artificiale, soprattutto per chi ha già compreso il ruolo di semiconduttori, memorie, energia e data center. Il passaggio successivo è guardare chi vende cosa, a chi, con quali margini e a quale prezzo di Borsa.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Se vuoi scoprire come decidiamo noi quando investiamoCircolo Pro

Share.

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

Comments are closed.