Le memorie stanno diventando sempre più centrali nella filiera AI. Nei sistemi più avanzati non conta solo la potenza di calcolo, conta anche la capacità di trasferire dati ad alta velocità, gestire grandi volumi di traffico e sostenere carichi sempre più pesanti tra training e inference.

Ne abbiamo già parlato in Samsung alza le attese sul trimestre e il mercato la premia, dove il focus era sulla reazione positiva del comparto asiatico, e in Investire nei semiconduttori tra opportunità e rischi, dove il punto era la filiera nel suo insieme.

Ma se un investitore vuole esporsi a questo tema con un ETF quotato a Milano, quale strumento può guardare?

Perché le memorie pesano di più nella filiera AI

Quando si parla di AI il mercato tende a concentrarsi sui nomi più visibili, a partire dai grandi progettisti di chip. Ma abbiamo sottolineato più volte come la catena del valore è più ampia. La memoria ad alta banda, insieme ad altri segmenti legati allo storage e al trasferimento dei dati, è una componente decisiva dell’infrastruttura.

Questo aiuta a leggere meglio anche i movimenti recenti del settore. Se Samsung migliora le attese e il mercato reagisce bene, oppure se SK hynix e Micron restano osservate speciali, il punto non è soltanto il singolo trimestre. Il mercato sta cercando di capire quali anelli della filiera possano mantenere più a lungo potere di prezzo, visibilità sugli ordini e centralità industriale.

A Milano non c’è un ETF puro sulle memorie

Su Borsa Italiana, ad oggi 28 aprile 2026, non risulta un ETF puro costruito soltanto su HBM, DRAM, NAND e titoli legati alla memoria.

Negli Stati Uniti il mercato si sta già muovendo in quella direzione, con prodotti più verticali. A Milano, invece, chi vuole esporsi al tema deve passare da ETF più ampi sul comparto semiconduttori, scegliendo quelli che hanno una presenza significativa di società coinvolte anche nel business delle memorie.

Questo non è un difetto in assoluto. Vuol dire soltanto che l’esposizione è meno pura e più diversificata.

L’ETF da osservare è iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF

Lo strumento più adatto a questo taglio è l’iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF, ticker SEME, ISIN IE000I8KRLL9, quotato su Borsa Italiana.

Secondo la scheda di Borsa Italiana è un ETF indicizzato con commissioni annue dello 0,35%, struttura ad accumulazione e negoziazione sul mercato di Milano. Secondo i dati iShares, al 24 aprile 2026 il patrimonio era superiore a 3,4 miliardi di dollari.

Il punto interessante, per il tema di oggi, è la composizione del portafoglio. Tra le prime posizioni compaiono SK hynix, Micron, ASML, TSMC, NVIDIA, Broadcom, Lam Research, Applied Materials e AMD. Questo vuol dire che l’investitore non compra solo memoria, ma entra in una parte importante della filiera globale dei semiconduttori, dove la memoria avanzata occupa comunque uno spazio rilevante.

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
ETF iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF SEME ISIN IE000I8KRLL9 su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Neanche a farlo apposta il nostro Trendycator® ha segnalato due operazioni impeccabili ma adesso l’ETF è in ascesa verticale.

Meglio attendere?

Probabilmente in questa fase sì, era giusto cavalcare l’onda al momento della segnalazione di Trendycator® ma adesso potremmo anche scoprire di essere già sovradimensionati come abbiamo detto in questo articolo: AI e semiconduttori: se il rischio fosse l’eccesso di capacità?

Cosa compra davvero chi investe in questo ETF

Chi compra SEME non sta acquistando un ETF puro sulle memorie. Sta acquistando un ETF globale sui semiconduttori e sulle apparecchiature collegate, con dentro anche società che sono centrali nel tema AI memory.

Da un lato c’è un vantaggio evidente: l’investitore evita di concentrare tutto il rischio su una singola azienda o su un sotto-segmento troppo stretto. Dall’altro lato, il comportamento del fondo non dipenderà solo da Micron o SK hynix, ma dall’andamento più generale del comparto.

In pratica, SEME funziona come un proxy ordinato sul tema. Non è la replica perfetta della scommessa sulle memorie, ma è uno strumento coerente per chi vuole intercettare quella dinamica dentro un perimetro più ampio.

Il tema è forte, ma i rischi restano quelli del settore

Il fatto che le memorie siano tornate centrali non elimina i rischi classici dei semiconduttori. Parliamo di un comparto ciclico, esposto a valutazioni elevate, capex molto intensi, geopolitica e improvvisi cambi di aspettative.

Anche un ETF diversificato non cancella questa natura. La volatilità resta alta e il mercato può passare in fretta dall’entusiasmo all’assestamento. Per questo il tema va letto con disciplina: qualità industriale del segmento, peso già incorporato nei prezzi e capacità del mercato di sostenere valutazioni molto esigenti.

Il punto, oggi, è che le memorie non sono più un dettaglio laterale del racconto AI. Sono tornate a essere una parte visibile della tesi industriale. Per chi cerca un ETF quotato a Milano, SEME è una delle strade più concrete per esporsi a questo tema, pur senza la purezza di un prodotto costruito solo sulle memory stocks.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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