Questo articolo analizza alcuni segnali di contesto emersi tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, con l’obiettivo di inquadrare il clima di mercato attuale e distinguere tra elementi strutturali, rumore mediatico e implicazioni operative.
L’analisi è di natura contestuale e interpretativa: non fornisce indicazioni operative né previsioni sull’andamento dei mercati.

Segnali di contesto emersi negli ultimi mesi

Durante il Mastermind di giovedì 22 ci siamo lasciati con una domanda volutamente secca: che cosa potrebbe andare storto sui mercati nel 2026?

Una possibile fonte di criticità, lo abbiamo detto, è il castello di carte costruito intorno al tema dell’intelligenza artificiale. Ma c’è un altro elemento, meno discusso, che rende questo 2026 molto simile a gennaio 2025.

All’inizio dello scorso anno commentavamo un fatto oggettivo: diversi grandi azionisti e fondatori americani avevano ridotto in modo significativo l’esposizione sulle proprie società. Da Bezos (Amazon) alla famiglia Walton (Walmart), fino a Zuckerberg (Meta).

Ne avevo parlato a dicembre 2024 in questo articolo: Outlook 2025: davvero stanno per crollare i mercati?

Anche Mackenzie Scott, ex moglie di Bezos, ha venduto una parte rilevante delle partecipazioni nel corso dell’estate 2025.

Operazioni pianificate o sanno qualcosa che noi non sappiamo?

Tutto è possibile.

Il quadro, nel suo insieme, meritava attenzione.

Durante il Mastermind ho accennato al fatto che alcuni movimenti, oggi, sembrano avvenire sotto la superficie del mercato.

In questo contesto si inserisce anche il rinnovato interesse mediatico per Michael Burry, noto per le sue posizioni ribassiste e per il caso raccontato in The Big Short.

Sul suo profilo X, “Cassandra Unchained”, il tono è esplicitamente pessimista.

Se la prende un po’ con tutti ma in uno degli ultimi interventi ha definito Tesla “ridicolmente sopravvalutata”.

Profilo X di Michael Burry, noto investitore statunitense, con intestazione “Cassandra Unchained” e impostazione grafica essenziale.
Profilo X di Michael Burry, noto investitore statunitense, con intestazione “Cassandra Unchained”.

Questo investitore è diventato noto anche per aver annullato completamente l’esposizione direzionale long sul mercato americano, convertendo una parte rilevante del portafoglio in opzioni put sugli indici USA.

Vale però la pena chiarire un punto: la rappresentazione semplificata che spesso circola sui social è fuorviante.

Nel corso del 2025 Burry ha più volte rimodulato queste posizioni short, spostando strike e scadenze sempre più in alto, senza mantenere un’esposizione statica.

NOTA metodologica per il portafoglio speculativo

I mercati, del resto, nel 2025 non sono crollati. Anzi.

Questo è il motivo per cui continuiamo a ribadire un principio semplice: non facciamo previsioni e non possiamo irrigidire l’operatività sulla base di scenari ipotetici.

Al momento, i crolli di mercato restano tali: ipotesi.

Per questo oggi passo ad analizzare alcuni titoli che stiamo osservando.

L’unico elemento su cui continuo a insistere è il peso da assegnare agli ingressi. Il sistema segnala ancora operatività prudente, con allocazioni dell’1% del capitale, perché il contesto resta fragile: i mercati sono in laterale da mesi e non è ancora chiaro da quale lato usciranno dalla congestione.

Qualche settimana fa, parlando con Marco, un abbonato Pro, è emersa un’obiezione legittima: con pesi dell’1% il capitale risulta molto frammentato, quindi io non li seguo.

Qui entra in gioco un aspetto fondamentale del Circolo: quello che vedete è ciò che produce il metodo, in modo trasparente.

Le scelte operative personali di ciascuno, invece, restano tali.

Ognuno è quindi libero di adattare i pesi in base alla propria struttura di portafoglio e alla propria tolleranza al rischio, così come di decidere se seguire o meno i segnali del sistema.

Disclaimer
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Non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazioni personalizzate di investimento.
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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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