Prysmian ha comunicato il 20 luglio un accordo decennale con Molex, il fornitore di componenti elettronici del gruppo Koch, per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center. È il genere di notizia che a un primo sguardo sembra tecnica, di nicchia, ma che racconta come uno dei colossi industriali italiani si sia posizionato dentro la corsa infrastrutturale dell’intelligenza artificiale.

L’accordo con Molex

Secondo il comunicato il contratto vale fino a 5,5 miliardi di euro e copre un periodo di dieci anni. Molex verserà un anticipo di 550 milioni di euro alla firma. L’oggetto della fornitura sono cavi in fibra ottica per il collegamento interno dei data center, il tipo di infrastruttura che permette ai server di scambiarsi dati alla velocità richiesta dai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale.

Il CEO di Prysmian, Massimo Battaini, ha descritto l’intesa come un momento di svolta per la divisione Digital Solutions del gruppo, paragonandola alla logica già seguita nel business della trasmissione elettrica, dove l’azienda investe insieme ai propri clienti per soddisfare la domanda. Dal lato di Molex, il CEO Joe Nelligan ha parlato di un’espansione strategica della capacità produttiva negli Stati Uniti, funzionale a sostenere la domanda crescente legata ai data center.

Gli investimenti e la nuova capacità produttiva

Prysmian ha annunciato un piano di investimenti da 1,25 miliardi di euro fino al 2031, distribuito tra Stati Uniti ed Europa. L’azienda prevede di più che raddoppiare la capacità produttiva di fibra ottica negli Stati Uniti e di creare oltre mille nuovi posti di lavoro nel mondo, di cui 600 negli USA. È un dettaglio che vale la pena sottolineare: quando un gruppo industriale mette sul tavolo un piano di capacità pluriennale invece di limitarsi ad annunciare un ordine, sta segnalando che considera la domanda strutturale e non un picco temporaneo.

Il quadro più ampio dei data center

Prysmian è oggi una delle sole tre aziende che producono cavi in fibra ottica negli Stati Uniti, e l’unico grande operatore domestico nella produzione di fibra in Europa. Sommando l’accordo con Molex ad altri contratti già in essere con hyperscaler e fornitori di infrastrutture per data center, il gruppo stima un valore cumulato superiore ai 10 miliardi di euro entro il 2035, con ricavi annui che potrebbero arrivare fino a 1,1 miliardi di euro a partire dal 2031.

Sono numeri che indicano gli obiettivi dichiarati dall’azienda, non dati già consuntivati: la visibilità pluriennale sulla domanda è reale, ma resta legata alla continuità degli investimenti in data center da parte dei grandi operatori tecnologici.

Cosa racconta il grafico

Analisi titolo Prysmian su scala weekly con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
Titolo Prysmian su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Sul grafico settimanale Prysmian in questo momento si trova in area 129 euro. Il titolo arriva da una fase di rialzo prolungata, passata da circa 90 a oltre 160 euro in poche settimane, seguita da un ritracciamento verso l’area attuale.

Il Trendycator® è in regime LONG in modo pressoché ininterrotto dalla seconda metà del 2023, con un’ottima performance per i lettori del Circolo.

Il titolo si trova ora in una nuova zona d’interesse: se il rimbalzo sulla media dovesse concretizzarsi, si verrebbe a realizzare una configurazione di tipo Raptor, lo schema mean reverting che il Circolo applica per individuare i ritracciamenti da comprare dentro un trend più ampio, invece di inseguire la forza del prezzo.

Le implicazioni per chi guarda il titolo

L’accordo con Molex non cambia da solo il profilo di rischio di Prysmian, ma aggiunge un tassello a un posizionamento che il mercato aveva già iniziato a premiare mesi prima dell’annuncio, come mostra la traiettoria del grafico.

Come avevo detto in un mio recente video sul Canale YouTube, in questo momento sono premiate maggiormente le aziende della filiera dei datacenter piuttosto che i proprietari degli stessi.

Il tema di fondo resta lo stesso che accompagna l’intero comparto legato ai data center: gli investimenti annunciati sono ingenti e le prospettive di ricavo pluriennali, ma la loro trasformazione in flussi di cassa effettivi si misurerà negli anni, non nei prossimi trimestri.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico‑finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
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Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata con strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->