Dopo l’articolo introduttivo sulla robotica umanoide, analizziamo KOID, l’ETF UCITS di KraneShares dedicato alla robotica umanoide e all’AI fisica. KOID nasce con questa ambizione: trasformare un ecosistema industriale complesso in un paniere investibile.

Da ottobre 2025 l’ETF Kraneshares Global Humanoid And Embodied Intelligence Index Ucits Etf è quotato anche su Borsa Italiana con ISIN IE000O6Z73N7. Secondo la scheda di Borsa Italiana, lo strumento ha ticker KOID, valuta di denominazione in dollari, dividendi capitalizzati e commissioni totali annue pari allo 0,69%.

KOID porta in Borsa il tema dell’AI fisica

KraneShares presenta KOID come un ETF esposto alla convergenza tra intelligenza artificiale, robotica umanoide e sistemi fisici intelligenti. L’idea di fondo è quella già vista nel primo articolo: l’AI non resta confinata a software, cloud e modelli linguistici, ma entra in macchine capaci di percepire, muoversi e manipolare il mondo reale.

Il produttore usa tre categorie per descrivere l’universo investibile: il “cervello” dei robot, cioè semiconduttori e tecnologia; il “corpo”, quindi attuatori, sistemi meccanici, sensoristica, percezione e materiali critici; gli integratori, cioè le società che progettano o producono robot umanoidi.

Questa impostazione è utile perché evita una lettura troppo stretta del settore. La robotica umanoide non è composta solo dai produttori finali di robot. Comprende aziende che forniscono magneti, riduttori, sensori, sistemi di controllo, bracci robotici, componenti termiche e tecnologie di movimento.

La versione quotata su Borsa Italiana

La scheda di Borsa Italiana classifica KOID come ETF indicizzato, con benchmark MerQube Global Humanoid and Embodied Intelligence Index. Il prodotto è ad accumulazione, quindi non distribuisce dividendi periodici ma li reinveste nel fondo secondo la struttura prevista.

Le caratteristiche principali da riportare sono:

  • ISIN: IE000O6Z73N7; ticker: KOID; emittente: KraneShares; commissioni totali annue: 0,69%; dividendi: capitalizzati; valuta di denominazione: USD; lotto minimo: 1 quota.

La quotazione a Milano rende il tema più accessibile per l’investitore italiano rispetto all’acquisto diretto di singole società globali, molte delle quali sono quotate in Asia o in mercati meno immediati da raggiungere.

L’ETF è in quotazione da ottibre 2025, quindi il nostro Trendycator® è ancora nella fase di calibrazione.

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
Kraneshares Global Humanoid And Embodied Intelligence Index Ucits Etf su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Cosa c’è dentro KOID

Un modo utile per capire KOID è guardare non solo alle prime posizioni del portafoglio, ma anche ai titoli che hanno contribuito di più alla performance dalla nascita dell’ETF statunitense.

KraneShares, in un approfondimento dedicato al portafoglio KOID, ha selezionato i 10 titoli con la migliore performance dal lancio del fondo USA, avvenuto il 4 giugno 2025, escludendo le quattro società già trattate nel precedente articolo dedicato alla filiera dei robot umanoidi: MP Materials, Rainbow Robotics, RoboSense Technology e UBTech Robotics.

La fotografia è riferita al 28 febbraio 2026 e va letta per quello che è: un dato storico su una finestra temporale specifica, non un’indicazione sui rendimenti futuri. Il valore editoriale, però, è molto chiaro. I titoli migliori non appartengono solo al mondo dell’intelligenza artificiale in senso stretto, ma soprattutto alla parte fisica del robot: materiali critici, attuatori, riduttori, sistemi meccanici, controllo del movimento e gestione termica.

1. China Northern Rare Earth

China Northern Rare Earth è una società cinese attiva nella produzione di concentrati, metalli, ossidi e materiali legati alle terre rare. Nel perimetro di KOID rientra nella categoria dei materiali critici, cioè nella base industriale necessaria per costruire componenti ad alte prestazioni.

Il collegamento con la robotica umanoide passa soprattutto dai magneti e dagli attuatori. KraneShares richiama una frase di Jim Litinsky, CEO di MP Materials, secondo cui i robot umanoidi potrebbero richiedere un contenuto magnetico doppio o triplo rispetto a un veicolo elettrico, perché ogni robot utilizza decine di attuatori.

Il punto non è solo la performance del titolo. È il ruolo dei materiali critici nella costruzione del “corpo” del robot.

2. Schaeffler AG

Schaeffler è una società tedesca specializzata in motion technology, cuscinetti, trasmissioni, riduttori e attuatori usati in ambito automotive e industriale.

Nel caso dei robot umanoidi, componenti come riduttori compatti, attuatori lineari e cuscinetti specializzati possono essere utilizzati in articolazioni come spalle, gomiti, polsi, ginocchia e anche. Sono parti meno visibili rispetto al software, ma decisive per ottenere movimento preciso, attrito ridotto e durata nel tempo.

Dentro KOID, Schaeffler rappresenta quindi la componente meccanica del movimento.

3. Doosan

Doosan è un gruppo industriale coreano con esposizione alla robotica collaborativa e all’automazione attraverso Doosan Robotics. I suoi bracci robotici e le sue piattaforme industriali non sono robot umanoidi in senso stretto, ma condividono molte tecnologie con quel mondo: attuatori, controllo del movimento, architetture di sicurezza e integrazione in ambienti produttivi.

Per KOID, Doosan si colloca tra integrazione industriale e corpo del robot. È un nome che aiuta a collegare la robotica umanoide alla fabbrica, alla logistica e agli ambienti dove l’automazione è già presente.

4. Lynas Rare Earths

Lynas Rare Earths è una società australiana attiva nell’estrazione e lavorazione di terre rare, tra cui neodimio e praseodimio, materiali utilizzati anche nella produzione di magneti permanenti.

Come MP Materials e China Northern Rare Earth, Lynas appartiene alla parte più a monte della filiera. Non produce robot, ma fornisce materiali che possono diventare essenziali per motori, componenti e sistemi di movimento.

La presenza di società come Lynas nel portafoglio mostra che KOID non guarda solo ai produttori finali, ma anche alle catene di approvvigionamento che rendono possibile la robotica avanzata.

5. Nabtesco

Nabtesco è una società giapponese specializzata nel movimento di precisione. È conosciuta in particolare per i riduttori di precisione utilizzati nei giunti dei robot industriali.

Questi componenti servono a trasformare la rotazione dei motori in movimenti controllati, stabili e ripetibili. In un robot umanoide, riduttori di questo tipo possono avere un ruolo nelle anche, nelle ginocchia e in altre articolazioni sottoposte a carichi elevati.

Nabtesco rappresenta una delle aree più tecniche del tema: la qualità del movimento.

6. Zhejiang Sanhua Intelligent Controls

Zhejiang Sanhua Intelligent Controls è una società cinese specializzata in componenti per la gestione termica, valvole, pompe, scambiatori di calore e moduli integrati utilizzati in elettrodomestici, veicoli elettrici e sistemi industriali.

La connessione con la robotica umanoide passa dal calore. Attuatori potenti, elettronica compatta, batterie e sistemi di calcolo generano temperatura. Se il calore non viene gestito correttamente, peggiorano efficienza, affidabilità e durata dei componenti.

Dentro KOID, Sanhua rappresenta quindi una parte meno intuitiva ma importante del corpo del robot: il controllo termico.

7. Leader Harmonious Drive Systems

Leader Harmonious Drive Systems è una società cinese focalizzata su riduttori armonici e componenti di precisione per il controllo del movimento.

I riduttori armonici sono importanti perché permettono di ottenere alta coppia, movimento preciso e ingombri ridotti. Sono caratteristiche particolarmente rilevanti per braccia, polsi, mani e articolazioni che devono muoversi in modo fluido e controllato.

Nel quadro di KOID, Leader Harmonious Drive Systems appartiene alla categoria degli attuatori e dei sistemi meccanici. È uno dei nomi che spiegano quanto la robotica umanoide dipenda da componenti altamente specializzati.

8. Moog

Moog è una società statunitense specializzata in sistemi di motion control e attuazione ad alte prestazioni. Opera in settori come aerospazio, industria, automazione e robotica avanzata.

I suoi sistemi di attuazione possono essere elettrici, idraulici o ibridi e sono progettati per applicazioni che richiedono controllo preciso di forza, posizione e movimento. Nella robotica umanoide, questo tipo di tecnologia può essere rilevante per gambe, braccia e sistemi che devono muoversi in ambienti non completamente prevedibili.

Moog rientra quindi nel blocco del corpo del robot, con un ruolo legato alla forza controllata e al movimento dinamico.

9. Magna International

Magna International è una società canadese nota soprattutto nel settore della componentistica auto. Produce sistemi per carrozzeria, telai, trasmissioni, illuminazione, sedili e altre parti utilizzate dall’industria automobilistica globale.

Il legame con la robotica umanoide passa anche dalla partnership e dall’investimento in Sanctuary AI, società canadese che sviluppa robot umanoidi general purpose. Magna ha avviato un percorso di collaborazione per testare l’impiego dei robot Phoenix nei propri stabilimenti.

Nel contesto di KOID, Magna è interessante perché collega la robotica umanoide al mondo industriale reale: fabbriche, automazione, componenti e possibili casi d’uso produttivi.

10. Jiangsu Hengli Hydraulic

Jiangsu Hengli Hydraulic è una società cinese attiva nella produzione di componenti idraulici, tra cui cilindri, valvole, pompe e sistemi per applicazioni industriali.

KraneShares collega la società anche allo sviluppo di attuatori lineari, componenti che possono trasformare energia rotazionale in movimento lineare preciso. Nella robotica umanoide questo tipo di soluzione può essere rilevante per giunti, arti e meccanismi sottoposti a carico.

Hengli rientra quindi nella parte più fisica della filiera: sistemi di movimento, attuazione e componentistica industriale.

Un ETF tematico che non si appiattisce sulle Big 7

Un elemento distintivo di KOID è l’assenza di Nvidia tra le principali posizioni del portafoglio UCITS al momento della rilevazione. È un dettaglio rilevante, perché molti ETF tematici legati all’intelligenza artificiale, alla tecnologia o all’innovazione finiscono per sovrapporsi ai soliti grandi nomi del mercato americano.

Il rischio, per l’investitore, è comprare un ETF tematico pensando di ottenere esposizione a un settore specifico e ritrovarsi invece con un prodotto molto simile a un paniere growth dominato dalle Big Tech.

KOID sembra costruito con una logica diversa. Il portafoglio cerca esposizione alla filiera della robotica umanoide: materiali critici, componentistica meccanica, attuatori, sensoristica, sistemi di movimento, semiconduttori e integratori industriali. Questo non lo rende automaticamente migliore, ma lo rende più coerente con il tema dichiarato.

La conseguenza è importante: KOID non è un modo indiretto per comprare Nvidia, Microsoft, Apple o le altre grandi piattaforme tecnologiche. È uno strumento più specializzato, con esposizioni meno familiari e quindi anche con rischi diversi.

Il tema dei materiali critici

Nel portafoglio KOID compaiono società collegate alle terre rare e ai materiali necessari per motori, magneti e componenti ad alte prestazioni. KraneShares cita, tra gli altri, MP Materials, China Northern Rare Earth e Lynas Rare Earth come esempi di esposizione alla base materiale della filiera.

Il tema è industriale e geopolitico. I robot umanoidi richiedono movimento preciso, forza controllata e componenti leggeri. Questo aumenta l’importanza di magneti, attuatori e sistemi meccanici affidabili. La disponibilità di materiali critici può quindi incidere sulla capacità di produzione, sui costi e sulla sicurezza delle catene di fornitura.

Per un ETF tematico, questa esposizione amplia il perimetro oltre i titoli più noti dell’AI.

Attuatori, giunti e movimento

La parte meccanica è una delle più sottovalutate dal grande pubblico. Un robot umanoide deve camminare, afferrare oggetti, ruotare il busto, piegare ginocchia e gomiti, mantenere equilibrio e ripetere movimenti in modo affidabile.

Per questo nel tema entrano società come Schaeffler, Nabtesco, Leader Harmonious Drive Systems, Moog e Harmonic Drive Systems, tutte collegate, in forme diverse, a motion control, riduttori, attuatori, cuscinetti, sistemi di trasmissione o componenti per il movimento.

Qui l’AI incontra il limite fisico della macchina. Il software può decidere un’azione, ma servono componenti capaci di tradurla in movimento preciso, continuo e sicuro.

Le previsioni di crescita vanno lette con prudenza

KraneShares richiama le stime di Morgan Stanley, secondo cui il mercato dei robot umanoidi potrebbe arrivare a 1 miliardo di unità e 5.000 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2050. Sono numeri molto rilevanti, ma vanno trattati come scenari previsionali di lungo periodo.

Da osservatori dei mercati, dobbiamo tenere insieme due piani. Sul piano umano e sociale, la prospettiva di un miliardo di robot umanoidi mi spaventa e non poco: lavoro, sicurezza, sostituzione di mansioni, autonomia delle macchine, rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Sul piano dell’analisi finanziaria, invece, sarebbe poco serio ignorare la portata industriale del tema.

Proprio questa tensione rende KOID interessante: non perché il futuro descritto sia automaticamente desiderabile, ma perché il mercato sta iniziando a prezzare la possibilità che una parte di quel futuro diventi reale.

L’analisi deve restare su questo terreno: capire se, dove e con quali tempi questa filiera potrà generare ricavi, margini e applicazioni industriali misurabili.

Cosa osservare su KOID nei prossimi anni

KOID è uno strumento interessante perché rende investibile un tema che, preso singolarmente, sarebbe complesso da costruire. Molte società della filiera non sono quotate negli Stati Uniti, alcune sono asiatiche, altre operano in segmenti tecnici difficili da seguire per il singolo investitore.

Gli elementi da monitorare sono chiari: evoluzione del portafoglio, concentrazione geografica, peso delle società cinesi, liquidità dello strumento, costi, andamento del benchmark, ricavi reali generati dalla robotica umanoide e distanza tra promesse tecnologiche e applicazioni industriali.

KOID non è una scommessa generica sull’intelligenza artificiale. È un ETF tematico su una sua possibile evoluzione fisica. Proprio per questo va valutato come prodotto ad alta specializzazione, adatto a una quota satellite del portafoglio e non come esposizione tecnologica di base.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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