Il 14 ottobre la Fed ha pubblicato il nuovo Beige Book, il sesto del 2026. Raccoglie quello che imprenditori, banchieri e manager hanno riferito alle 12 Fed regionali fino al 5 ottobre, e questa volta la sintesi nazionale porta la firma della Fed di Philadelphia.

Lo seguiamo uscita dopo uscita. E rispetto a quello di settembre le cose si sono mosse nella direzione sbagliata: l’economia americana cresce un po’ meno, i prezzi corrono un po’ di più.

Cosa è cambiato da settembre

A settembre dieci distretti su dodici segnalavano un’espansione da lieve a moderata e due restavano fermi. Adesso quelli fermi sono tre.

Dei nove che crescono, solo Dallas e Richmond lo fanno a passo moderato. Atlanta, Cleveland e St. Louis crescono in modo modesto; Boston, New York, Philadelphia e Minneapolis appena. Chicago, Kansas City e San Francisco non registrano variazioni di rilievo.

Sui prezzi il movimento è opposto.

A settembre i rincari erano moderati nella maggior parte dei distretti. A ottobre tre li descrivono come robusti, otto come moderati e uno come modesti, e quattro dicono che il ritmo è aumentato rispetto al rapporto precedente.

Le imprese restano positive sui prossimi mesi, ma si aspettano una crescita lieve e concentrata soprattutto nella manifattura.

Consumi fermi, spendono i redditi alti

In quasi tutti i distretti la spesa delle famiglie è rimasta invariata o quasi. Le vendite di auto sono piatte o in calo modesto in cinque dei sei distretti che ne parlano.

A spendere sono soprattutto le famiglie con i redditi più alti. È lo stesso schema di settembre, quando i consumatori più attenti al prezzo avevano già tirato il freno.

Il turismo tiene. A Boston, Minneapolis e San Francisco però calano gli acquisti dei turisti canadesi, e sono tutti e tre distretti che confinano con il Canada.

Manifattura sola al comando

La manifattura cresce in sette distretti su dodici. Dallas è in testa con un’espansione robusta e diffusa a tutti i comparti, mentre negli altri cinque distretti la produzione è ferma o quasi.

Il resto dell’economia si muove poco. A Chicago la manifattura sale in modo modesto, ma un leggero calo di costruzioni e investimenti delle imprese basta a pareggiare il conto.

Qualche segnale positivo arriva dal distretto di Cleveland, dove sono ripartiti progetti edilizi che erano stati rinviati, trainati da lavori autostradali e data center.

Lavoro: l’AI entra nei piani di assunzione

L’occupazione si è mossa poco. Tre distretti segnalano aumenti modesti, cinque lievi, quattro nessuna variazione, e restano difficili da trovare tecnici specializzati e operai qualificati.

Il cambiamento più netto riguarda l’intelligenza artificiale.

A settembre il quadro era misto: alcune aziende assumevano profili legati all’AI, altre tagliavano ruoli amministrativi. A ottobre cinque distretti riportano imprese che dopo aver investito in AI per aumentare la produttività hanno ridotto il personale lasciando uscire chi andava via, rinviato assunzioni o previsto di creare meno posti.

Sono testimonianze raccolte tra imprenditori e manager, quindi aneddoti. Dicono però che una parte delle imprese americane usa già l’AI per contenere gli organici.

I salari crescono a ritmo moderato nella maggior parte dei distretti, spinti dalle richieste legate al costo della vita e dall’aumento dei costi dei benefit.

Il petrolio arriva in tutti i distretti

I prezzi più alti del petrolio compaiono nei rapporti di tutti e dodici i distretti. A settembre si parlava di offerta stretta per le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz; un mese dopo il rincaro è entrato nei conti delle imprese.

La strada è il gasolio. Diesel caro e supplementi carburante si trasmettono lungo le catene di fornitura, e a Kansas City i costi di trasporto e spedizione stanno già schiacciando i margini.

A Boston il gasolio da riscaldamento è salito in modo netto, a poche settimane dall’inverno.

All’energia si sommano materie prime, dazi e assicurazioni. Le aziende che vendono al consumatore finale si difendono con aumenti selettivi, promozioni mirate e menu ritoccati.

Diverse imprese si aspettano nuovi rincari nei prossimi mesi, man mano che rinegoziano i contratti legati all’energia e ai dazi. Una parte degli aumenti deve quindi ancora arrivare ai listini.

Cosa arriva sul tavolo del FOMC

La Fed si riunisce il 27 e 28 ottobre, con la decisione sui tassi il 28. Il Beige Book è il quadro qualitativo che i membri del Comitato hanno davanti prima di votare.

Sette distretti su dodici sono fermi o crescono appena, e intanto il petrolio spinge i prezzi in tutto il paese. È la combinazione più difficile da gestire per una banca centrale: tagliare i tassi con l’energia che alimenta l’inflazione è difficile da giustificare, e tenerli fermi mentre l’economia rallenta ha un costo.

Da questo rapporto esce un argomento in più per chi, nel Comitato, preferisce aspettare.

Il prossimo Beige Book è in calendario il 25 novembre. Lì vedremo se il gasolio è passato dai margini delle imprese ai prezzi pagati dalle famiglie.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->