Il trading system applicato ai fondi comuni di investimento nasce da un’idea rivoluzionaria del Circolo degli Investitori nel 2017, quando durante le nostre conferenze la stessa domanda tornava puntuale: ha senso applicare un trading system a uno strumento come il fondo comune, che già al suo interno incorpora un sistema di asset allocation gestito da un professionista? Era un’idea fuori dagli schemi per l’epoca, perché nessuno in Italia stava incrociando la gestione attiva dei fondi con la logica quantitativa del trading system. A quasi dieci anni di distanza aggiorniamo questa guida completa con tutti i dati che nel frattempo si sono accumulati.

La risposta resta la stessa di allora, ed è una risposta che si può misurare: sì, ha senso. I fondi comuni nel loro mandato hanno il compito di generare “alfa”, cioè di battere il mercato, ma nella pratica ci riescono in pochi. Io pago un gestore perché batta costantemente il mercato. Nella maggior parte dei casi questo non accade.

Uno studio Lyxor del 2017 aveva calcolato che solo il 19% dei fondi azionari batteva il proprio benchmark di riferimento, con un dato leggermente meno desolante nel terzo trimestre dello stesso anno, quando il 35% dei gestori azionari attivi era riuscito a sovraperformare l’indice. La stessa fotografia emergeva ogni anno dalla ricerca di Mediobanca Studi e Ricerche sul risparmio gestito. La spiegazione più semplice è anche la più solida: in un mercato efficiente e in un anno record per le Borse, generare alfa è complicato per chiunque, perché significa fare meglio di un mercato che sta già andando molto bene. I gestori più bravi a produrre valore aggiunto emergono in genere nei mercati meno efficienti, non in quelli calmi.

Il percorso che ha portato a queste conclusioni era diviso, all’epoca, in cinque articoli separati. Li abbiamo riuniti qui in un’unica guida, aggiungendo il portafoglio reale di fondi tematici che seguiamo dal 2006 e che oggi permette di verificare se il metodo ha retto nel tempo.

Il vincolo del mandato di gestione nei fondi comuni

Per capire dove un trading system può inserirsi utilmente, bisogna partire da un vincolo strutturale: i fondi comuni operano in base a un mandato di gestione che fissa a monte la percentuale di allocazione tra azionario, obbligazionario e liquidità. Il gestore non può discostarsi molto da queste percentuali, perché deve restare aderente al benchmark dichiarato. Quando un fondo azionario va male in un mercato ribassista, è la cosa più normale del mondo: il mandato lo obbliga a restare investito in quella direzione.

C’è un secondo aspetto, meno noto, legato all’ingegneria finanziaria: quando un fondo va particolarmente male, alle case di gestione conviene spesso chiuderlo e ripartirne uno nuovo con lo stesso team e un NAV azzerato, piuttosto che mantenere lo storico negativo. Per questo selezioniamo sempre fondi con uno storico non inferiore a tre anni, e dove possibile cerchiamo quelli che hanno attraversato la crisi del 2007-2008, anche se sono pochi.

Un esempio utile è Invesco Pan European High Income A Cap EUR (LU0243957239), uno dei migliori fondi bilanciati in circolazione. Il suo mandato impone almeno il 21% di azionario, e nel 2008 il grafico mostra una discesa evidente delle quotazioni, poco imputabile al gestore: se il mercato su cui è obbligato a investire scende, il NAV ne risente. La sfida più interessante per questo tipo di fondo arriva quando i tassi sulle obbligazioni salgono, dato che il mandato impone anche circa il 54% di obbligazionario.

Un caso storico: il segnale su Pictet Japanese Equity

Nel febbraio 2016, mentre la Banca del Giappone si apprestava a portare in territorio negativo il tasso su parte delle riserve bancarie, il Trendycator® segnò un END-BOTTOM sul fondo Pictet-Japanese Equity Selection-R EUR (LU0255975913), con possibile fine del trend negativo. L’indice Nikkei avrebbe toccato il proprio minimo solo qualche mese più tardi. Il fondo non è più tornato sugli stessi livelli di minimo, e ad agosto 2016 il Trendycator è diventato verde, anticipando con un discreto margine il rialzo della borsa giapponese rispetto alla manifestazione di forza sull’indice, arrivata solo a novembre 2016. In questo caso il gestore ha generato alfa reale, e uno strumento di lettura del trend lo ha reso visibile con anticipo.

Gli strumenti per leggere il trend di un fondo

Ogni fondo comune, come ogni ETF, ha le sue zone grigie. Il modo per difendersi non è indovinare, ma dotarsi di strumenti che leggano il trend in modo sistematico. Nel 2017 usavamo tre strumenti principali: le tabelle ETI, per trovare i fondi che battevano il mercato con volatilità contenuta; le tabelle Trendycator, per individuare trend di fondo e punti di svolta; e la selezione Migliori 50 fondi, per arrivare subito ai casi più solidi.

Oggi lo stesso impianto è confluito in strumenti aggiornati e consultabili direttamente sul sito: la pagina ETI e la pagina Trendycator, oltre a una Dashboard che permette di seguire posizioni, movimenti, cedole e titoli di un portafoglio in un unico pannello. Chi lavora professionalmente sull’asset allocation trova anche un tool dedicato, lanciato nel 2026: Asset Allocation. La logica di fondo resta quella del 2017: quando un trend inizia a dare segni di cedimento, la regola resta “vendi, incassa e pentiti”.

Il primo test: sette fondi deboli, statico contro dinamico

Per verificare se il metodo reggeva, nel 2017 avevamo costruito un paniere volutamente “inefficiente”: sette fondi comuni presi tra quelli con performance recenti non esaltanti, altrimenti sarebbe stato troppo facile vedere una curva di crescita a 45 gradi. Un fondo può scendere per due motivi distinti: uno congiunturale, legato al sottostante (i fondi commodity ne sono l’esempio tipico, vincolati per mandato a seguire un settore specifico anche quando scende per lungo tempo), e uno intrinseco allo stile di gestione, che porta il fondo a sottoperformare la propria categoria. A questi si aggiunge un terzo fattore, il sovradimensionamento: superata una certa massa in gestione un fondo diventa quasi elefantiaco nei movimenti, e alcune case smettono di accettare nuovi sottoscrittori proprio per questo.

Il paniere era composto da Templeton Africa A EUR Hdg, Templeton Emerging Markets Bond A EUR Hdg, Templeton Global Bond A Dis EUR Hdg, Templeton Frontier Markets A EUR Hdg, Carmignac Commodities A EUR Acc, Invesco Global Absolute Return E Cap EUR e Pictet-Global Bonds Fundamental R EUR, pescati tra obbligazionario, azionario e total return, con case di investimento scelte in modo casuale.

Con un capitale di 70.000 euro investiti il 2 marzo 2007, ripartiti in 10.000 euro per fondo, e nessuna movimentazione per dieci anni, il risultato al 2017 era un profitto di 3.094,17 euro, pari al 4,42% sul capitale iniziale, con un massimo drawdown del 20,16%. Applicando invece una regola elementare — entrare quando il Trendycator diventava verde, uscire quando tornava grigio, senza alcun rimaneggiamento discrezionale — lo stesso capitale e lo stesso paniere avevano prodotto un profitto di 10.627,59 euro, pari al 15,18%, con un drawdown massimo del 7,02%. Un ritorno più che triplicato, sopportando circa un terzo del rischio.

Vent’anni dopo: il portafoglio fondi tematici del Circolo

Quel test era un esperimento su un paniere scelto apposta debole, per non barare. Oggi possiamo mostrare qualcosa di diverso: cosa succede quando lo stesso approccio si applica a una selezione reale di fondi tematici, scelti nel tempo con l’ausilio combinato di Trendycator ed ETI e seguiti nella nostra Dashboard portafogli.

Il tracciamento parte dal 31 dicembre 2006, con un patrimonio iniziale di 25.000 euro. Al 16 luglio 2026 il patrimonio finale risulta di 131.286,06 euro, una performance totale di +106.286,06 euro e un rendimento cumulato del 425,14%, corrispondente a un CAGR dell’8,56% annuo. Il rendimento da inizio anno è del 5,08%, il massimo drawdown storico è del -19,65% e la volatilità annualizzata si ferma al 9,51%.

L’asset allocation racconta la logica del portafoglio: azionario settoriale informatica e tecnologia globale (16,1%), finanza globale (15,5%), robotica globale (11,3%), ecologia (10,7%), tematici socialmente responsabili globali (10,7%), farmaceutico e sanitario (10,1%), beni di consumo secondari incluso il lusso (9,7%), beni e servizi di consumo (9,6%), una quota obbligazionaria del 6,3% e liquidità pressoché nulla. È un portafoglio quasi interamente azionario, diversificato per settore, tenuto in vita per quasi due decenni proprio grazie alla movimentazione basata sui segnali di trend, non a un semplice “compra e tieni”.

Dashboard del portafoglio fondi tematici del Circolo degli Investitori dal 2006 al 2026, con rendimento cumulato e asset allocation
Il portafoglio fondi tematici del Circolo dal 31 dicembre 2006 a oggi: patrimonio, rendimento cumulato e asset allocation. Fonte: Circolo degli Investitori

Il caso Pictet Robotics: leggere un segnale in tempo reale

Per capire cosa significa in pratica, vale la pena isolare uno dei fondi di questo paniere: Pictet-Robotics R EUR Acc (LU1279334483), categoria azionario settore tecnologia/robotica globale.

Alla data più recente il fondo mostra un segnale Trendycator Long, trend definito Rialzista, con un ETI di 7,2. Il fondo si trova in stato Long da 56 settimane, e la watchlist ne descrive la fase di trend come Espansione, con un T-Force di 14 e un suggerimento operativo di “valuta ingresso o mantieni”. Il rendimento della posizione aperta al momento è del 31,7%, mentre il rendimento storico cumulato generato applicando il sistema — entrare e uscire seguendo i segnali, esattamente come nel test del 2007-2017 — è del 122,9%.

Watchlist Trendycator 2026 con i dati aggiornati sul fondo Pictet-Robotics R EUR Acc: segnale, ETI, T-Force e rendimento
La Watchlist Trendycator 2026 con lo stato aggiornato di Pictet-Robotics R EUR Acc. Fonte: Circolo degli Investitori

Il grafico weekly del fondo, letto dal 2015 a oggi, mostra una sequenza di cicli PEAK e BOTTOM alternati a ingressi (LNG/BUY) e uscite (STP/SELL): un END_PEAK seguito da una vendita nella fase 2021-2022, un nuovo minimo, e un rientro Long che ha accompagnato il fondo fino ai massimi più recenti del 2025-2026. È lo stesso principio della regola “verde dentro, grigio fuori” applicata nel 2017, solo che qui il fondo non è stato scelto per il test: è parte del portafoglio reale.

Grafico settimanale di Pictet-Robotics R EUR Acc con segnali Trendycator, Oscillator e cicli di picco e minimo dal 2015 al 2026
Pictet-Robotics R EUR Acc (LU1279334483): segnali Trendycator® e cicli di trend dal 2015 a oggi. Fonte: Circolo degli Investitori
Curva di equity del trading system applicato al fondo Pictet-Robotics, capitale nominale da 10.000 euro
Equity line del sistema Trendycator applicato a Pictet-Robotics R EUR Acc, capitale nominale di partenza 10.000 euro. Fonte: Circolo degli Investitori

Fondi comuni o ETF: il confronto sui costi

Si pensa spesso ai fondi comuni come a strumenti inefficienti e cari, ma la maggior parte dei broker online oggi permette di entrare e uscire senza alcuna commissione di ingresso o di uscita. La commissione di gestione, quando il fondo è ben gestito, è una spesa che ha senso sostenere. Il confronto va fatto con l’alternativa, non in astratto: replicare l’andamento di un fondo bilanciato usando solo ETF richiede l’acquisto di più strumenti insieme, il che genera una somma di costi di acquisto e di gestione che spesso pareggia o supera quella di un unico fondo ben scelto e ben movimentato.

Dove trovare oggi questi strumenti

Chi vuole applicare questo approccio ai propri fondi può partire dalla pagina ETI per individuare gli strumenti con il miglior rapporto tra rendimento e volatilità, e dalla pagina Trendycator per leggere trend, punti di svolta e permanenza del segnale. Per vedere come i segnali si traducono in un portafoglio reale, con posizioni, movimenti e rendicontazione, la sezione Portafogli modello mostra l’impostazione seguita dal Circolo. Chi opera a livello professionale sull’asset allocation può appoggiarsi al tool dedicato lanciato nel 2026, Asset Allocation.

In sintesi

  • Solo una minoranza di fondi azionari batte stabilmente il proprio benchmark: la causa principale è l’efficienza dei mercati, non l’incapacità dei gestori
  • Il mandato di gestione limita quanto un fondo può discostarsi dal proprio benchmark, anche nelle fasi peggiori
  • Un paniere di sette fondi deboli, tenuto fermo dal 2007 al 2017, ha reso il 4,42%; lo stesso paniere, movimentato secondo i segnali Trendycator, ha reso il 15,18% con un terzo del drawdown
  • Il portafoglio reale di fondi tematici del Circolo, attivo dal 2006, mostra un rendimento cumulato del 425,14% e un CAGR dell’8,56% al 16 luglio 2026
  • Un singolo fondo di quel paniere, Pictet-Robotics R EUR Acc, mostra oggi un rendimento storico cumulato del sistema del 122,9%, con un segnale Trendycator ancora Long

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Le bozze di questo articolo sono state preparate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente verificate e approvate dalla redazione. L’immagine di copertina è creata senza strumenti di intelligenza artificiale.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->