Un’azienda di edge computing, non di intelligenza artificiale generica
SECO è una società italiana quotata su Borsa Italiana (Euronext Growth Milan, ticker IOT) con oltre quarant’anni di storia nell’integrazione hardware-software per il calcolo industriale.
Non produce cybersicurezza né applicazioni di intelligenza artificiale generativa: costruisce moduli, single board computer e sistemi embedded su cui altre aziende — dai produttori di macchinari industriali ai dispositivi medicali — costruiscono le proprie applicazioni, incluse quelle di intelligenza artificiale eseguita direttamente sul dispositivo invece che in cloud.
È l’AI vista da un’altra prospettiva, la parte meno visibile ma più concreta della filiera dell’intelligenza artificiale: non i modelli, ma l’hardware su cui i modelli girano nel mondo fisico.
Accanto all’hardware, SECO sviluppa Clea, la piattaforma software del gruppo che applica modelli di intelligenza artificiale alla manutenzione predittiva e al monitoraggio degli asset industriali.
È una divisione ancora piccola rispetto al resto del business, ma con una componente di ricavi ricorrenti che cresce più velocemente della media del gruppo.
I conti del primo semestre 2026
Nei preliminari diffusi il 15 luglio, i ricavi del primo semestre sono rimasti sostanzialmente stabili sull’anno precedente, con una crescita quasi impercettibile a livello di gruppo. Il dato aggregato nasconde però una composizione interna diversa da divisione a divisione: l’edge computing, il cuore hardware del gruppo, è cresciuto a un ritmo moderato, mentre Clea, la piattaforma software ancora minoritaria nel fatturato complessivo, ha accelerato di più, trainata da una componente di ricavi ricorrenti in crescita a doppia cifra.
Nel secondo trimestre la crescita dei ricavi si è leggermente rafforzata rispetto al primo. Il margine lordo è migliorato, di pochi decimi di punto, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È un recupero che arriva dopo un primo trimestre in cui la redditività aveva sofferto il rincaro dei prezzi delle memorie, con un margine operativo adjusted in flessione sull’anno. La società ha collegato il recupero alla gestione della supply chain e ad aumenti di prezzo selettivi verso i clienti.
La guidance che ha spostato l’attenzione degli investitori
Il dato che ha attirato più attenzione non riguarda il semestre appena chiuso ma quello che arriva. Per il terzo trimestre 2026 SECO indica un’accelerazione netta rispetto ai primi due trimestri, con una crescita a doppia cifra alta sull’anno precedente e quello che la società stessa descrive come un record trimestrale nella sua storia. Il mercato l’ha letta come una conferma: il rallentamento dei mesi scorsi sembra legato più al costo delle materie prime che a una perdita di domanda sull’edge computing.
La reazione in Borsa

Al 16 luglio il titolo, in fase di contrattazione, scambia a 3,345 euro, portando la performance a dodici mesi al 40% circa.
Sul grafico settimanale il rialzo ha portato il prezzo fuori dalla fascia di vuoto volumetrico tra 2,9 e 3,4 euro in cui il titolo si era mosso per diversi mesi. Trendycator® ha accompagnato quella fase laterale con un regime incerto: se la settimana in corso si chiudesse sui livelli attuali, sarebbe la prima settimana in regime rialzista da tempo, un elemento tecnico coerente con la reazione ai conti ma da considerare confermato solo alla chiusura di venerdì, non prima.
I conti del terzo trimestre, attesi in autunno, resteranno il vero banco di prova.
L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.
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