C’era un tempo in cui la globalizzazione veniva vista come una forza positiva, capace di portare prosperità e scambi reciproci.
Oggi, però, ci troviamo in un mondo dove il surplus di produzione crea tensioni e contraddizioni, una realtà che denunciamo da anni.
La ritorsione, in questo contesto, era inevitabile: se tu blocchi le mie vendite, io faccio lo stesso con le tue.
Un gioco di chiusure e barriere che minaccia la cooperazione economica internazionale.
I nuovi dazi cinesi
La Cina sta studiando l’aumento dei dazi sui veicoli europei di grossa cilindrata come risposta alle tariffe UE sulle auto elettriche cinesi. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato misure antidumping sul brandy europeo, prevedendo che gli importatori forniscano un deposito cauzionale alle dogane. Tra le case più esposte vi sono Porsche, BMW, Mercedes e Volkswagen, che hanno subito cali in borsa. La Cina promette ulteriori indagini per difendere le sue industrie.
Misure di ritorsione e reazione del settore tedesco
Pechino sta considerando queste azioni per salvaguardare le sue industrie, soprattutto a seguito delle tariffe UE che hanno colpito i veicoli elettrici cinesi. Le case automobilistiche tedesche, particolarmente esposte sul mercato cinese, sono state tra le più critiche nei confronti delle misure europee, mostrando preoccupazione per una possibile escalation. I marchi di lusso, in particolare, potrebbero subire pesanti conseguenze.
Altre indagini in corso su nuovi dazi cinesi
Oltre ai dazi sulle auto, la Cina sta conducendo indagini su altri prodotti europei come carne di maiale e latticini. L’obiettivo dichiarato è di difendere gli interessi delle industrie cinesi.
Ma siamo davvero sicuri che bloccando l’importazione del Grana Padano o del Gorgonzola si tutelino gli interessi delle aziende cinesi?
