L’oro sta vivendo una delle fasi rialziste più rilevanti degli ultimi anni. Dall’inizio del 2025 il metallo ha guadagnato oltre il 50%, superando la soglia psicologica dei 4.300 dollari l’oncia e segnando un nuovo massimo storico.
Dopo un movimento così rapido, è fisiologico che il mercato cerchi equilibrio: ed è esattamente ciò che abbiamo visto nelle ultime settimane.
Il calo improvviso successivo ai massimi non ha cambiato il quadro di lungo periodo, ancora sostenuto da fondamentali solidi. Ma ha prodotto un elemento nuovo: il respingimento dl prezzo su un’area tecnica rilevante, che — come mostra il grafico settimanale — è stato testato e ha generato un primo rimbalzo.
1. I fondamentali che hanno sostenuto il rally
I driver strutturali restano intatti:
• Politica monetaria USA più morbida
Con i tassi Fed al 4%, i rendimenti reali tendono a ridursi e l’oro torna appetibile come riserva.
• Un dollaro più debole
L’indice del dollaro è tornato sui livelli minimi dal 2022: un fattore che storicamente sostiene la domanda di oro da parte di investitori non americani.
• Tensioni geopolitiche e commerciali
Le frizioni USA–Cina hanno riacceso la ricerca di asset rifugio, e l’oro rimane il principale beneficiario.
• Acquisti record delle banche centrali
Cina, India e Turchia continuano ad accumulare oro. Non cambia il trend: la diversificazione dal dollaro resta uno dei temi dominanti del 2025.
Questi elementi non garantiscono nuovi massimi — nessun dato lo garantisce — ma spiegano perché il quadro di fondo sia ancora coerente con un metallo forte.
2. Analisi grafica: cosa è accaduto dopo il massimo storico

Il massimo a circa 4.382 dollari ha coinciso con un rallentamento fisiologico. Il mercato ha lasciato scoperto un FVG daily nella zona dei massimi e, come spesso accade dopo rally verticali, è seguito un movimento di “raffreddamento”.
Successivamente il prezzo dell’oro è tornato a salire ma ha reagito violentemente sulla resistenza, senza superarla.
Generalmente questo tipo di respingimento può portare ad una prosecuzione del movimento ribassista che potrebbe ritornare anche sui prezzi d’ingresso ai quali abbiamo comprato nel portafoglio Circolo Pro Speculativo.
3. Il quadro tecnico aggiornato
EMA settimanali ancora in configurazione rialzista
Le EMA di medio-lungo periodo restano inclinate verso l’alto. Questo non implica automaticamente nuovi massimi, ma suggerisce che il contesto strutturale non è compromesso.
Il test del BPR
La reazione negativa sull’area BPR è un segnale di debolezza.
Possibile ritorno verso aree inferiori
Se il rimbalzo mostrato finora dovesse indebolirsi, è ragionevole prevedere che il prezzo possa tornare a cercare liquidità più in basso, fino ad allinearsi con le zone di equilibrio del trend precedente.
4. Cosa osservare nelle prossime settimane
Non è utile fare previsioni: è utile identificare gli elementi che faranno la differenza.
1. La tenuta del BPR appena testato.
La prossima settimana sarà fondamentale per capire se ci sarà un riavvicinamento sulla zona superiore del BPR o meno. Un riavvicinamento potrebbe quasi certamente portare a una rottura.
2. L’eventuale ritorno verso i cluster di prezzo inferiori.
La rottura del minimo di questa settimana, come detto porterebbe l’oro a direzionarsi verso una prosecuzione del trend ribassista almeno nel breve periodo.
3. Il movimento degli indici americani.
Negli ultimi giorni gli indici americani hanno iniziato una fase di storno dai massimi assoluti, se questo movimento ribassista dovesse perdurare, diventando strutturale l’oro potrebbe tornare a fungere da bene rifugio.
5. L’interpretazione complessiva
L’oro resta in una fase storicamente forte, sostenuta da fondamentali chiari.
La discesa dagli ultimi massimi non cambia l’impianto di fondo, ma introduce alcune variabili di cui abbiamo discusso in questo articolo e che vanno monitorate.
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