Questo articolo analizza le recenti dichiarazioni di Jamie Dimon sul rischio di comportamenti simili a quelli precedenti la crisi finanziaria del 2008, con l’obiettivo di inquadrarle nel contesto attuale del ciclo del credito globale.
L’analisi è di natura informativa e contestuale, non contiene raccomandazioni operative né previsioni di mercato.
Il contenuto è rivolto a investitori retail già attivi che desiderano comprendere le dinamiche sistemiche del settore finanziario.
Chi è Jamie Dimon
Jamie Dimon è dal 2005 amministratore delegato di JPMorgan Chase, il maggiore gruppo bancario statunitense per attivi.
Non è un commentatore esterno. È il vertice di una banca sistemica globale, con un ruolo centrale durante la crisi del 2008. All’epoca JPMorgan acquisì istituzioni in difficoltà come Bear Stearns e Washington Mutual, contribuendo alla stabilizzazione del sistema finanziario statunitense.
Quando una figura con questo profilo richiama il passato, il richiamo va contestualizzato.
Cosa ha detto Dimon
il 23 febbraio 2026 in occsione del company update o annual investor day, Dimon ha osservato che in alcune aree del settore finanziario stanno riemergendo dinamiche competitive simili a quelle viste nel periodo 2005–2007.
I punti chiave:
- Alcuni operatori stanno aumentando l’esposizione a prestiti più rischiosi pur di sostenere i profitti.
- Il ciclo del credito appare ancora solido, ma la competizione può deteriorare gli standard nel tempo.
- L’intelligenza artificiale potrebbe generare discontinuità in settori come il software, con effetti indiretti sul credito.
- JPMorgan mantiene un approccio prudente, pur restando competitiva nei grandi deal.
Non è stata annunciata alcuna crisi imminente. Non sono state indicate tempistiche. Il messaggio riguarda i comportamenti, non un evento già in atto.
Il confronto con il 2007
Nel periodo pre-crisi il sistema era caratterizzato da:
- Leva elevata.
- Espansione massiccia del credito subprime.
- Cartolarizzazioni opache.
- Standard di concessione progressivamente allentati.
Oggi il quadro è strutturalmente diverso:
- Requisiti patrimoniali più stringenti.
- Stress test periodici per le banche sistemiche.
- Maggiore trasparenza regolamentare.
- Vigilanza più articolata rispetto al pre-2008.
Certamente la struttura del sistema è diversa da quella di allora.
Il nodo reale: il ciclo del credito
Il credito segue sempre la stessa dinamica:
- Fase di prudenza dopo una crisi.
- Graduale aumento della fiducia.
- Compressione dei margini.
- Ricerca di rendimento.
- Allentamento degli standard.
Il problema nasce quando la competizione diventa più forte della prudenza.
Disclaimer: Le informazioni contenute nel presente articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio né consulenza personalizzata in materia di investimenti.
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