La crisi dell’automotive si espande a macchia d’olio, o di benzina; dopo aver descritto la crisi di Volkswagen e di Stellantis oggi parliamo di Honda.
Honda ha deciso di cancellare parte dei piani sull’auto elettrica in Nord America.
Una retromarcia operativa, con impatto immediato e importante sui conti.
Il gruppo prevede:
- fino a 2.500 miliardi di yen di costi (circa 16,7 miliardi di dollari)
- svalutazioni e costi operativi tra 5,5 e 7,5 miliardi
- ulteriori perdite in Cina
L’utile atteso per il 2026 viene ribaltato: da +300 miliardi a una perdita fino a 690 miliardi di yen.
Le motivazioni ufficiali:
- domanda EV più debole negli Stati Uniti
- fine o riduzione degli incentivi
- contesto normativo meno aggressivo sui combustibili fossili
Senza spinta politica e fiscale, la domanda reale è diversa da quella prevista.
Gli ibridi tornano al centro delle strategie automotive
Honda sposta risorse sugli ibridi per rimanere aderente al mercato:
- costi più accessibili
- meno dipendenza da infrastrutture
- maggiore flessibilità geografica
È una scelta industriale seguita da tutti i grandi player del settore, anche le marche cinesi sono entrate prepotentemente sul mercato con l’elettrificazione ma adesso si sono spostate sull’ibrido.
In sintesi
- La domanda EV sta rallentando in alcune aree chiave
- Gli incentivi pubblici restano determinanti
- Gli ibridi tornano centrali come tecnologia ponte
- Le strategie industriali si stanno adattando rapidamente
- La transizione energetica è meno lineare di quanto raccontato
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
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