Secondo l’autorevole REUTERS Goldman Sachs, la Banca d’affari più pessimista del 2024 ha abbassato le sue previsioni di recessione per gli Stati Uniti, portandole dal 45% al 35%, grazie all’ottimismo derivante dalla recente tregua commerciale tra USA e Cina. L’accordo prevede una riduzione significativa dei dazi per un periodo di 90 giorni: gli Stati Uniti abbasseranno i dazi sulle importazioni cinesi dal 145% al 30%, mentre la Cina ridurrà quelli sulle importazioni americane dal 125% al 10%.
In seguito a questo sviluppo, Goldman Sachs ha anche aumentato la sua previsione di crescita del PIL statunitense per il 2025 di 0,5 punti percentuali, portandola all’1% su base trimestrale.
La Banca prevede ora un solo taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel dicembre 2025, rispetto ai tre previsti in precedenza, con due ulteriori tagli previsti per marzo e giugno 2026.
Il motivo di questi tagli si sposta da una misura precauzionale contro le recessioni a una normalizzazione della politica monetaria, poiché la crescita economica rimane relativamente solida e l’urgenza di un supporto politico si riduce.
Resta però una domanda aperta:
Il “decennio perduto” tanto evocato da Sachs… si è forse trasformato in “cinque mesi perduti”?
Torneremo presto sull’argomento.
Intanto oggi, occhi puntati sull’inflazione USA: il dato è atteso per le 14:30 (ora italiana).
Il Nasdaq resta ancorato al 75% del recupero della precedente escursione negativa, livello che avevamo indicato come cruciale già a inizio aprile.

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