L’oro arriva a questo momento di mercato dopo un rally tra i più estesi degli ultimi anni, poi bruscamente interrotto da una correzione che ha rimesso in discussione il momentum di breve termine. La domanda che i lettori mi rivolgono più spesso è: il ribasso recente ha aperto una vera inversione strutturale, oppure tornerà presto sui massimi? Rispondere in modo definitivo non è possibile. Ma leggere i grafici con attenzione può aiutare a costruire un quadro analitico più ordinato.

Cosa è cambiato nel Gold dopo il sell-off

La correzione che ha colpito il metallo giallo nelle ultime settimane è stata rapida e tecnicamente significativa. Eppure, la lettura più diffusa tra le fonti credibili non è quella di un collasso dei fondamentali. Ciò che appare prevalente nelle analisi più circostanziate è piuttosto una lettura dell’evento come deleveraging: uscita accelerata da posizioni speculative accumulate durante il rally, flussi in uscita dagli ETF sull’oro, presa di profitto da parte di operatori che avevano costruito esposizione nei mesi precedenti.

Questo tipo di correzione ha una natura diversa rispetto a una vendita guidata da un cambio strutturale nel quadro macro. In un caso si tratta di posizionamento che si normalizza, nell’altro di una rivalutazione del ruolo stesso dell’asset. Le due dinamiche producono prezzi simili nel breve, ma implicazioni molto diverse nel medio termine. Il COMEX aveva accumulato un positioning netto long significativo durante la fase di ascesa: parte di quella esposizione è stata smontata, e questo spiega in larga misura l’intensità della discesa senza che sia necessario invocare un deterioramento delle ragioni fondamentali per possedere oro.

L’Oscillator in iper venduto non implica per forza inversione immediata

Sul piano tecnico, la correzione ha riportato il nostro Oscillator in zona di ipervenduto.

Nel recente passato l’oro ha impiegato settimane o anche mesi a costruire una base, muovendosi in modo laterale e volatile prima di riprendere una direzione chiara. La lateralizzazione, in questi contesti, è semplicemente il modo in cui il mercato assorbe l’eccesso.

Altri elementi a sostegno di uno scenario laterale

Il contesto macroeconomico attuale offre una lettura coerente con uno scenario di congestione. Il World Gold Council, nelle sue analisi più recenti, contempla esplicitamente la possibilità di un mercato dell’oro che si muove in un range definendolo uno scenario “rangebound“. I motivi che si stanno delineando: crescita globale incerta ma non in flessione, Federal Reserve meno restrittiva rispetto al picco del ciclo ma non in modalità espansiva aggressiva, dollaro stabile, domanda strutturale.

Questi elementi, presi insieme, non disegnano un ambiente favorevole a un’accelerazione rialzista lineare nel breve, ma nemmeno un potenziale collasso. La domanda ufficiale da parte delle banche centrali, che ha sostenuto il mercato per diversi trimestri, non ha mostrato segnali di inversione strutturale. Questo è un fattore di supporto di fondo, ma va letto con cautela: la domanda strutturale di lungo periodo non si traduce automaticamente in un floor di breve termine capace di impedire ulteriori ribassi temporanei.

I livelli e i fattori da monitorare per capire se il range regge

Chiunque voglia seguire questo mercato con attenzione dovrebbe identificare con chiarezza quali segnali potrebbero invalidare la tesi della lateralizzazione.

Alcune delle variabili da tenere sotto osservazione:

Il dollaro. Un rafforzamento deciso e sostenuto pesa sull’oro in modo quasi meccanico, soprattutto se accompagnato da un movimento nei rendimenti reali. Se il dollaro riprendesse slancio, la tesi del range diventerebbe più fragile.

In questo momento graficamente il dollaro è stabile perché contenuto in un range laterale da circa un anno. Il primo tentativo, due settimane fa, di sfondare area 100 ha fallito con un ritorno repentino nella zona centrale del range.

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
Future Dollaro su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

I rendimenti reali. I Treasury inflation-protected, e più in generale i tassi reali USA, hanno una correlazione inversa storica con l’oro. Un aumento ulteriore rappresenta uno dei fattori di pressione più diretti sul metallo.

I flussi ETF. Se i deflussi dagli ETF sull’oro continuassero in modo persistente, significherebbe che la liquidazione non è ancora esaurita e che il mercato potrebbe non essere ancora pronto a costruire una base.

Le vendite da stress di liquidità. Un rischio meno probabile ma non ignorabile: in fasi di stress globale, l’oro può essere venduto non per ragioni intrinseche ma per necessità di cassa da parte di investitori istituzionali. Monitorare se emergono segnali di questo tipo è parte della lettura corretta del contesto.

I livelli tecnici chiave. Al momento dal grafico è possibile osservare come il future Gold sia tornato al di sopra della media mobile a 20 periodi sul settimanale, sintomo di forza. Ma come detto, l’oscillator è entrato in zona di iper venduto. Se si osserva i due precedenti, questo evento grafico ha portato a circa 17-18 candele settimanali di lateralità.

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
Future Gold su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Conclusione

Il quadro che emerge da una lettura acritica appare incerto. Non ci sono oggi elementi sufficienti per affermare che il trend di fondo sia definitivamente compromesso. Così come non ci sono per affermare che nuovi massimi siano imminenti.

La lettura più onesta, quella che meglio incorpora le evidenze disponibili, è che il mercato si trovi in una fase di assestamento: ha scaricato leva, ha rimosso l’eccesso di momentum, e ora sta decidendo se trasformare quel sell-off in una base laterale oppure in una correzione più profonda.

L’esito dipenderà dall’evoluzione di variabili che nessun modello può prevedere con certezza: il percorso della Fed, la traiettoria del dollaro, il comportamento dei flussi istituzionali. Il compito dell’analisi, in questo momento, non è indicare la direzione. È descrivere con precisione il terreno su cui il mercato si muove.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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