Questa sera la Federal Reserve riunisce il FOMC per l’ultimo meeting dell’anno, in un contesto che vede i mercati ormai schierati su uno scenario preciso: un taglio dei tassi da 25 punti base, con una probabilità attesa che questa mattina sfiora l’86% secondo tutte le stime reperibili online.

Un dibattito interno più sfumato di quanto appaia dai numeri

Le percentuali attese dai future ci raccontano la “lettura di consenso”, ma non devono essere confuse con la posizione interna del FOMC.
Alcuni membri, nelle settimane precedenti, hanno adottato toni più prudenti: per loro il recente rallentamento dell’inflazione non basta ancora a certificare un cambiamento strutturale.
Altri, invece, hanno segnalato apertura a un primo allentamento già entro fine anno, alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro e della dinamica dei prezzi.

Il taglio non è l’unico punto dell’ordine del giorno

L’appuntamento di dicembre include anche la pubblicazione del Summary of Economic Projections, con il nuovo dot-plot: è qui che i mercati cercheranno la vera indicazione sul 2026.

Tre elementi saranno centrali:

1. Le nuove previsioni sulla traiettoria dei tassi

Il focus non sarà tanto sul dato di oggi, quanto sulla pendenza della curva dei punti indicativi dei membri.
Un dot-plot più basso rispetto a settembre verrebbe interpretato come conferma della disponibilità a proseguire con ulteriori riduzioni.

2. Il giudizio sul mercato del lavoro

Dopo mesi di resilienza, alcuni segnali di rallentamento stanno emergendo. Se Powell definirà il mercato del lavoro come un’area sensibile, i mercati potrebbero leggere il commento come un’apertura a futuri tagli.

3. Il tema inflazione

Powell è consapevole del rischio di dichiarare “vittoria” troppo presto, dopo gli errori comunicativi del 2021.
Qualunque riferimento a rischi inflazionistici residui potrebbe essere interpretato come invito alla prudenza.

Un contesto economico complesso

La vera particolarità del meeting di oggi è che le condizioni macro non rendono scontata la scelta.
– Il mercato del lavoro rimane solido.
– La discesa dell’inflazione si sta consolidando, ma non abbastanza da chiudere la discussione.
– La crescita resta positiva, anche se meno brillante.

In questo quadro, un taglio sarebbe una scelta più orientata a prevenire un rallentamento eccessivo nei prossimi trimestri che a rispondere a una fragilità già evidente.

Gennaio: lo scenario che i mercati stanno già prezzando

Uno degli elementi meno discussi è la lettura dei future sulla riunione del 26 gennaio 2026.
Il mercato attribuisce maggiore probabilità allo scenario “taglio a dicembre + pausa a gennaio” rispetto a una sequenza consecutiva di allentamenti.
Una lettura coerente con un FOMC che potrebbe voler evitare una comunicazione troppo aggressiva verso un ciclo di tagli ravvicinati.

Cosa aspettarsi dalla conferenza di Powell

Come sempre, alla fine a contare saranno le parole e le espressioni passate al microscopio di Powell. Alle 20:00 verrà pubblicato il comunicato. Alle 20:30 Powell entrerà nel merito delle scelte.

Saprà essere convincente?

I punti chiave che i mercati passeranno sotto lo scanner:

Enfasi sui rischi: inflazione o mercato del lavoro?
Eventuali riferimenti alla politica fiscale: tema delicato, ma più volte evocato come variabile di contesto.
Indicazioni sul percorso dei tagli: Powell non anticiperà decisioni, ma la sua sfumatura linguistica sarà sufficiente a orientare i mercati.

Perché il meeting di oggi conta così tanto

Non è solo l’ultimo FOMC dell’anno, ma uno snodo che arriva in un momento in cui i mercati hanno già “prezzato” una parte del percorso di allentamento.
La Fed, questa sera, può:

– confermare la direzione immaginata dal mercato;
– correggerne la velocità;
– oppure mantenere una postura più prudente.

Per chi osserva i mercati obbligazionari e valutari, la reazione immediata sarà significativa. Ma come sempre, il vero impatto non sarà nel movimento delle 20:30: sarà in come la Fed incornicerà il 2026 nel dot-plot e nella narrativa di Powell.

Possiamo ben immaginare che il presidente della FED cercherà di rimanere più vago possibile, poi come il mercato prezzerà le sue parole nessuno lo può prevedere.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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