La maggior parte dei mercati dell’Asia e del Pacifico si trova sui massimi con un’importante fase rialzista iniziata dai minimi di marzo 2020.
Ecco alcune potenziali spiegazioni:
• La vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali statunitensi
• Migliori prospettive per i vaccini Covid-19
• La firma del più grande accordo di libero scambio al mondo, il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), da parte di 15 nazioni dell’Asia Pacifico.
I mercati tendono a promuovere la liberalizzazione economica e la dimensione del RCEP ha di fatto favorito una stabilizzazione economica dell’area. Il patto commerciale è stato concepito nel 2011 e le sue negoziazioni sono state formalmente avviate nel 2012.
Come vedremo in questo articolo quasi tutti gli indici di quella regione sono sugli scudi e stanno offrendo agli investitori ritmi di crescita elevatissimi. Ma attenzione come sempre quando i ritmi di crescita diventano insostenibili nel lungo periodo.
In questo articolo faremo il punto della situazione sui mercati asiatici con qualche digressione anche sull’America Latina per avere un quadro generale di quelli che un tempo venivano definiti mergenti.
Indici globali Asia Pacifico
Osservando graficamente l’indice MSCI Emerging Markets (Fig.1) notiamo come sia arrivato in prossimità del suo massimo storico. Una salita così repentina imporrebbe a questo punto una fase di consolidamento, a meno che non decida di rompere con violenza i massimi così come hanno fatto gli indici americani.
L’ETF Lyxor MSCI Emerging Markets Ucits Etf – EMKT FR0010429068 (Fig.2) è inserito in un trend positivo di lungo periodo iniziato nel 2009 e come di vede dal grafico, ha recentemente superato i massimi assoluti.

Facciamo una piccola divagazione geografica mostrando il grafico dell’indice MSCI Latin America (Fig.3) il quale è in fase calante dal maggio del 2008, ma nell’ultimo periodo è ben evidente una spinta impulsiva fatta di tre onde che potrebbero portare l’indice almeno a ridosso della trend-line di lungo periodo.

L’ETF Amundi Msci Em Latin America Ucits Etf (ALAT) LU1681045024 in Fig.4 permette di sfruttare a pieno questi mercati. Esprime anch’esso la debolezza dell’indice sul medio periodo ma è ben evidente l’impulso rialzista iniziato nella primavera di quest’anno che sta configurando un potenziale trend nascente.
Mercati Asia Pacifico
Iniziamo dunque la carrellata dei principali mercati asiatici dalla Cina, che a quanto pare sta ancora sperimentando un senso di crisi economica, evidenziato dal suo annuncio all’inizio di novembre che aumenterà l’età pensionabile. Anche per la Cina sembra dunque giunto il tempo di effettuare le sue prime riforme lacrime e sangue: attualmente gli uomini vanno in pensione a 60 anni, le donne impiegate a 55 e le donne operaie a 50 ma il governo cinese ha annunciato che aumenterà queste soglie quando svelerà i dettagli per il suo prossimo piano quinquennale nel marzo del 2021.
Cina
Quanto detto poc’anzi sulla Cina si riflette direttamente sull’andamento grafico dell’indice Shanghai composite index (Fig.5), il quale continua a salire portandosi ormai a ridosso della resistenza statica tracciata dai massimi del 2018 ma dal grafico è evidente la differenza di momentum (velocità nel salire) rispetto ad altri paesi che analizzeremo in seguito.
Hong Kong
“La perdita di autonomia di Hong Kong è un evento secondario per i mercati finanziari”, ha osservato Bloomberg il 12 novembre, notando una differenza rispetto all’inizio dell’anno, quando le azioni di Hong Kong sembravano aver intrapreso un trend discendente a causa della repressione da parte della Cina.
Francamente, seppur la fonte sia autorevole riteniamo che l’indice di Hong Kong (Fig.6), se visto in ottica di medio periodo, denoti una totale assenza di trend al momento. Gli sviluppi politici sono un fattore che l’investitore deve sempre tenere in considerazione perché spesso i mercati cavalcano queste situazioni a favore o meno, ma certamente un Paese politicamente instabile difficilmente potrà riflettersi in un indice con un trend rialzista consolidato.
Giappone
L’indice Nikkei (Fig.7), come segnalato nel nostro magazine di inizio dicembre, ha recentemente rotto i massimi storici. Dopo due anni nei quali non potevamo fare altro che commentare una perdurante, e noiosa, fase laterale, al terzo tentativo è finalmente riuscito a superare i massimi. Attualmente si nota come anche il momentum su questo indice sia molto forte, complice sicuramente il mercato manifatturiero che nel mese di dicembre è tornato in espansione toccando i massimi da aprile 2018.
India
L’indice Sensex (Fig.8)continua a crescere all’interno del suo canale rialzista ormai da anni e, a quanto pare, la recente ondata di ribassi causati dal Coronavirus hanno fatto sì che acquisisse ancora più forza. Quanto detto poc’anzi in merito ai Paesi politicamente instabili sembra, da sempre, non trovare un riscontro oggettivo di fronte a una crescita così lineare nel tempo.
Cross Dollaro Rupia
L’USD / INR (Fig.9) continua a salire lungo la sua linea di supporto di lungo termine tracciata dal 2011. Siamo scettici sul fatto che la rupia si rafforzerà dopo l’indebolimento che dura da molti anni, ma se decidesse di farlo, il momento è arrivato. Se il tasso registrasse una chiusura inferiore alla trendline, diciamo che potrebbero aumentare le probabilità di una inversione di trend.
Australia
L’Australian Stock Exchange (Fig.10) si sta consolidando lateralmente nelle ultime settimane ormai vicinissimo ai suoi massimi. Molti commentatori finanziari hanno recentemente citato statistiche che mostrano che i mercati azionari dell’Asia-Pacifico sono diventati ipercomprati di recente dal punto di vista dell’ampiezza, dello slancio o del sentiment, suggerendo che sono quindi a rischio di raggiungere il massimo.
In genere, questi studi mostrano dati basati su indicatori che hanno effettivamente segnato i massimi.

Vediamo riportato in figura 11 un esempio di un indicatore di breadth, che mira a registrare il “respiro” del mercato, preso dal sito elliottwave.com (Fig.11). Effettivamente sembrerebbe aver raggiunto un picco, ma quando ci si trova di fronte a grafici come quello dell’India ci si interroga sull’opportunità di indagare ulteriormente alcuni mercati dall’andamento inspiegabile. Tornando al grafico, tutti gli oscillatori hanno momenti di ipercomprato e ipervenduto, perché questo fa parte appunto del “respiro” del mercato, ma se il trend di fondo è forte, come appunto quello dell’India, succede che gli indicatori si scaricano in ipervenduto senza che però ci sia un reale crollo delle quotazioni, ma solamente una fase di consolidamento prima di un nuovo massimo. Esattamente come una molla che si comprime per trovare una nuova carica.
Le tensioni commerciali tra Cina e Australia sono continuate a novembre 2020 quando la Cina ha imposto dazi altissimi sulle esportazioni di vino australiano dopo che l’Australia si è lamentata con l’Organizzazione mondiale del commercio perché la Cina stava punendo ingiustamente gli esportatori australiani per motivi politici. Abbiamo modo di pensare che i continui attriti che la Cina sta ponendo in essere con moltissimi Paesi del mondo non giovino all’andamento della sua Borsa, forse anche per questo l’andamento oggi appare appannato rispetto al resto dell’Asia.
Sud Corea e Taiwan
Nelle figure 12 e 13 vengono mostrati i grafici di due paesi solitamente considerati minori e spesso trascurati perché difficilmente si investe direttamente su di essi prediligendo più gli USA. Va ricordato però che tali mercati sono osservati e sfruttati dai fondi che noi inseriamo in portafoglio, dunque, non è peregrina l’idea di fare il punto anche su questi due mercati.
Come si vede, sono in linea con il resto del mercato asiatico, entrambi hanno rotto i massimi e hanno un buon momentum.
Brasile
Il Brasile non è ovviamente in Asia, ma è un mercato spesso analizzato in parallelo in quanto parte dei famosi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Notiamo in figura 14 come l’indice Bovespa sia anch’esso arrivato velocemente a ricoprire il forte calo generato dal Covid e a riportarsi velocemente sui massimi dell’anno scorso.
Conclusioni su Asia Pacifico
In questo articolo abbiamo fatto una carrellata sui mercati di Asia e Pacifico. Abbiamo inoltre visto un paio di ETF con i quali è possibile continuare a beneficiare dei rialzi di questi mercati. Guardando ai fondi comuni che investono in questi mercati, facendo una selezione per la categoria “ Azionari Asia-Pacifico ex Giappone” mi è balzato all’occhio il fondo BNY Mellon Asian Equity C EUR IE0003852575 il cui grafico è rappresentato in figura 15.
E’ un fondo denominato in Euro, ce ne sono anche di migliori in USD, ma rimanendo sulla nostra valuta abbiamo trovato un buon fondo con un ETI di 16.4 e una interessante regolarità nel tempo che lo rende adatto in ottica di diversificazione di portafoglio.










