Ferrari arriva ai risultati del primo trimestre 2026 con una doppia aspettativa. La società ha chiuso il 2025 con margini molto elevati, un portafoglio ordini visibile fino alla fine del 2027 e una guidance 2026 ancora sostenuta dal mix di prodotto. Il titolo, dopo una fase difficile in Borsa, mostra anche un primo segnale tecnico da monitorare.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 5 maggio 2026, quando Ferrari pubblicherà i risultati del primo trimestre. Sarà un passaggio utile per capire se il mercato può tornare a premiare la qualità del modello o se continuerà a chiedere maggiore prudenza su valutazione, transizione elettrica e sostenibilità dei margini.

Il 10 febbraio Ferrari ha confermato la forza del modello

Il 10 febbraio 2026 Ferrari ha pubblicato i risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025. I numeri principali confermano una società capace di crescere mantenendo una disciplina molto stretta sui volumi.

I ricavi netti sono saliti a 7,146 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al 2024. L’EBIT ha raggiunto 2,110 miliardi, con un margine operativo del 29,5%. L’EBITDA si è portato a 2,772 miliardi, con un margine del 38,8%. Il free cash flow industriale ha raggiunto 1,538 miliardi, in crescita del 50% sull’anno precedente.

Il dato più importante, però, riguarda la qualità della crescita. Ferrari ha consegnato 13.640 vetture nel 2025, contro 13.752 nel 2024. La società ha descritto questa dinamica come sostanzialmente stabile e coerente con il cambio modello in corso. La crescita dei ricavi e dei margini è arrivata soprattutto dal mix, dalle personalizzazioni, dalle sponsorizzazioni e dalle attività legate al brand.

Per un investitore, questo è il cuore del caso Ferrari. La società può aumentare la redditività senza inseguire una crescita aggressiva delle consegne. Il valore nasce dalla scarsità controllata, dalla forza del marchio e dalla capacità di trasformare ogni vettura in un prodotto ad alta personalizzazione.

Il portafoglio ordini arriva verso fine 2027

Ferrari ha indicato che il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027. È un’informazione rilevante perché conferma la visibilità commerciale del gruppo in una fase macroeconomica complessa.

La domanda Ferrari resta molto resistente rispetto all’auto tradizionale. La società automobilistica è diversa da tutte le altre perché lavora su un mercato ristretto, composto da clienti con alta capacità di spesa, collezionisti e appassionati disposti ad accettare tempi di attesa lunghi pur di accedere a modelli selezionati.

Questa disciplina sostiene anche il valore residuo delle vetture e rafforza il senso di appartenenza alla comunità Ferrari. Nel piano al 2030 la società ha indicato 90.000 clienti attivi, in crescita del 20% rispetto al 2022, e nuove aperture Tailor Made a Tokyo e Los Angeles nel 2027.

La personalizzazione resta una leva centrale. Ferrari afferma che il 100% delle vetture dei clienti è personalizzato in modo unico. Questo permette di aumentare il valore medio per vettura e di proteggere i margini, mantenendo il posizionamento del marchio su un livello molto selettivo.

Il 5 maggio il mercato cercherà conferme su mix, guidance e ordini

Nei risultati del primo trimestre 2026 il mercato guarderà soprattutto alla continuità del mix. Dopo un 2025 sostenuto da modelli ad alta marginalità e personalizzazioni, gli investitori vorranno capire se la qualità dei ricavi resta solida anche all’inizio del nuovo esercizio.

La guidance 2026 fornita da Ferrari indica ricavi netti intorno a 7,5 miliardi di euro, EBITDA adjusted pari almeno a 2,93 miliardi, margine EBITDA almeno al 39%, EBIT adjusted superiore a 2,22 miliardi e margine EBIT almeno al 29,5%. Il free cash flow industriale è atteso almeno a 1,5 miliardi.

Sono obiettivi coerenti con la traiettoria già mostrata nel 2025. Il titolo, però, tratta ancora su multipli elevati rispetto al settore automotive tradizionale. Per questo il mercato potrebbe reagire con sensibilità anche a variazioni contenute sul mix, sui costi industriali, sui cambi o sulle prospettive legate ai nuovi modelli.

Il primo trimestre servirà anche a misurare il tono del management. La comunicazione su ordini, personalizzazioni, Stati Uniti, dazi e domanda cinese sarà probabilmente importante quanto i numeri del trimestre.

La Ferrari Luce apre il capitolo elettrico

La transizione elettrica resta il passaggio più delicato del piano industriale.

Ci eravamo lasciati il 13 ottobre con il crollo in Borsa seguito al Capital Markets Day e alla presentazione della prima Ferrari elettrica. In quell’occasione il management ha confermato di voler procedere con una strategia di neutralità tecnologica, senza rinunciare al contributo dei modelli full-electric nel percorso al 2030.

Il 9 febbraio 2026 Ferrari ha annunciato il nome della sua prima sportiva full-electric: Ferrari Luce. La première mondiale è prevista a Roma il 25 maggio 2026. La società presenta questo modello come l’inizio di un nuovo capitolo, inserito in una strategia di neutralità tecnologica che mantiene spazio per motori termici, ibridi ed elettrici.

Il punto industriale è chiaro: Ferrari vuole controllare internamente le componenti strategiche dell’elettrificazione. Nel piano 2030 la società ha sottolineato il ruolo dell’e-building di Maranello, dedicato alla progettazione, ingegnerizzazione e produzione di componenti elettriche fondamentali come batterie ad alta tensione, assali elettrici, inverter e motori elettrici.

Il punto commerciale resta più aperto. La Ferrari Luce dovrà dimostrare di poter essere percepita come Ferrari anche senza gli elementi emotivi storicamente associati al motore termico. Il mercato valuterà la ricezione dei clienti, la tenuta dei prezzi, la capacità di preservare il valore del marchio e l’impatto sui margini.

Il piano 2030 alza l’asticella

Il piano strategico al 2030 fissa obiettivi ambiziosi. Ferrari punta a ricavi netti intorno a 9 miliardi di euro, EBITDA almeno a 3,6 miliardi, margine EBITDA almeno al 40%, EBIT almeno a 2,75 miliardi e margine EBIT almeno al 30%.

Il free cash flow industriale cumulato atteso nel periodo 2026-2030 è di circa 8 miliardi di euro, a fronte di investimenti complessivi per circa 4,7 miliardi. La società ha previsto anche una remunerazione degli azionisti di circa 7 miliardi, divisa tra buyback e dividendi.

La crescita prevista non dipende solo dai volumi. Ferrari indica come leve principali l’arricchimento del mix, le personalizzazioni, i modelli a tiratura limitata, la continuità dei nuovi lanci e il contributo delle attività Racing e Lifestyle.

Questa impostazione rende il titolo molto diverso da un produttore auto tradizionale. Ferrari viene valutata anche per la capacità di difendere un capitale simbolico. La rarità resta una componente economica, oltre che identitaria.

Il nostro Oscillator segnala un primo miglioramento

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
Titolo Ferrari su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.


Sul grafico weekly Ferrari arriva da molti mesi con Trendycator® in rosso che ha aiutato l’investitore a rimanere prudente sul titolo. Il quadro di fondo resta quindi fragile dal punto di vista del trend. La novità è la divergenza positiva visibile sul nostro Oscillator, che per la prima volta dopo la fase di debolezza suggerisce un possibile miglioramento del momentum.

Il segnale merita attenzione perché compare mentre il titolo si avvicina a un appuntamento societario preciso: i risultati del 5 maggio. La coincidenza tra evento fondamentale e miglioramento dell’Oscillator può creare una finestra interessante da seguire, soprattutto se i conti confermeranno la qualità del modello.

Sul daily il quadro richiede ancora conferme. Prima di parlare di ingresso tecnico più ordinato, sarebbe preferibile vedere una rotazione delle medie veloci e una struttura di prezzo più solida. Il recupero recente è incoraggiante, ma il titolo deve ancora dimostrare di aver superato la fase di pressione.

Per ora Ferrari resta un titolo da osservare con attenzione: il weekly mostra un primo segnale sul momentum, il daily deve completare la conferma.

Prezzo esigente e margine d’errore ridotto

Ferrari resta una società di qualità elevata, ma il prezzo del titolo incorpora già una parte importante di questa qualità. Questo rende il margine d’errore più stretto.

La società stessa, nei documenti ufficiali, indica rischi legati alla domanda di beni di lusso, alla capacità di preservare il valore del brand, alla transizione elettrica, ai costi tecnologici, ai dazi, ai cambi e alla regolazione. Sono rischi normali per un gruppo globale, ma assumono più peso quando la valutazione di Borsa è già esigente.

Il 2025 ha confermato la forza del modello. Il primo trimestre 2026 dovrà mostrare continuità. Il mercato cercherà segnali su ordini, mix, personalizzazioni, costi e prospettive della Ferrari Luce.

La tesi di lungo periodo resta fondata su elementi solidi: scarsità, brand, disciplina produttiva, pricing power e ritorno agli azionisti. La fase di mercato richiede però conferme operative. Il 5 maggio sarà il primo test dell’anno.

L’articolo rientra nell’attività di analisi e informazione economico-finanziaria della redazione, impegnata da oltre vent’anni nello studio dei mercati e delle dinamiche industriali.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

Fonti principali: Ferrari FY 2025 Results Press Release, Ferrari 2026 Corporate Calendar, Ferrari Capital Markets Day 2030 Strategic Plan, Ferrari Capital Markets Day “Targeting New Heights”.

Ferrari Luce: https://www.ferrari.com/it-IT/auto/ferrari-luce

Immagine di copertina: elaborazione grafica realizzata con Canva.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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