Borse che non hanno più paura di niente

La settimana si apre con un dato ormai scontato ma tutt’altro che irrilevante: la Federal Reserve taglierà i tassi.
Una decisione quantomeno irrituale, considerato che le Borse americane si muovono sui massimi storici e non c’è un’economia bisognosa di stimoli monetari.

In questa fase, con liquidità abbondante e rendimenti a due anni già prezzati intorno al 3,5%, l’effetto di un’ulteriore spinta espansiva rischia di produrre conseguenze imprevedibili.
Il mercato, però, non sembra preoccuparsene: ha già incorporato l’attesa di un secondo taglio e continua a correre, sfrontato e incurante di tutto.

La decisione della Fed, attesa per mercoledì 29 ottobre, sarà accompagnata dalla fine del Quantitative Tightening — il processo di riduzione del bilancio da 7.000 miliardi di dollari avviato nel 2022.

In soldoni, i titoli in scadenza che finora non venivano rinnovati torneranno ad esserlo, creando un effetto liquidità che incoraggia il sistema.


L’interruzione del ritiro di liquidità, combinata con un taglio dei tassi, rappresenta un doppio catalizzatore per i Treasury a lunga scadenza: una condizione potenzialmente favorevole per chi punta a un recupero dei bond dopo mesi di compressione.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la BCE (30 ottobre) non si muoverà: Francoforte resta in modalità d’attesa, in un contesto di crescita anemica e inflazione sotto controllo.

Trimestrali Big Tech in uscita

Dopo la deludente trimestrale di Tesla (22 ottobre), con utili inferiori del 10% rispetto alle attese, arrivano i conti delle altre “Big 7”: Microsoft, Alphabet e Meta il 29, Apple e Amazon il 30, e Nvidia il 19 novembre.

Nonostante alcuni numeri contrastanti, l’indice Nasdaq continua a festeggiare.
Tesla, per esempio, dopo la sorpresa negativa di aprile (–34% rispetto alle stime) è risalita del +119% in pochi mesi.

Esistono aziende con numeri decisamente peggiori che, nell’ultimo mese, hanno guadagnato oltre il 10% — in pieno stile dot-com — segnale che il mercato dispone di una vera marea di liquidità e la riversa ovunque.
Una dinamica che racconta bene il clima attuale: la marea rialzista alza tutte le barche, in un contesto nel quale le Borse sembrano prendere sempre più le distanze dai proclami di Trump.

Potenzialmente, tutte le trimestrali in arrivo saranno “fantastiche”. O forse no.
Ma quando l’hype è alto, un motivo per festeggiare si trova sempre.

Un rischio meno visibile: il credito privato

C’è però un fronte che merita attenzione: il mercato del credito privato (private debt).
Ogni anno sempre più imprese medio-grandi si finanziano tramite veicoli non bancari, spesso con leva elevata, clausole flessibili e poca trasparenza.
Questo segmento in crescita potrebbe costituire una zona d’ombra del sistema finanziario: se il ciclo si inverte o i tassi risalgono bruscamente, potrebbero attivarsi linee bancarie collegate, generando un effetto domino che coinvolge anche le banche tradizionali.

Le Banche Centrali sono consapevoli di questo rischio e hanno iniziato a chiedere agli istituti di analizzare in modo più approfondito le esposizioni e i rischi nascosti nei portafogli di credito privato.
Non un allarme immediato, piuttosto un warning: un segnale che la liquidità di oggi potrebbe trasformarsi nel punto debole di domani.

Conclusione
La settimana che si apre sarà piena di eventi importanti: la Fed apre la strada a una nuova fase espansiva, mentre la BCE che è partita prima adesso resta ferma.
La liquidità torna a crescere, le Borse restano euforiche e i bond — dopo mesi di attesa — potrebbero tornare al centro della scena.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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