Quando avevo circa diciotto anni ho letto un libro che, senza che me ne rendessi conto subito, ha lasciato un segno profondo: Lo Zen e il tiro con l’arco.

Il libro racconta l’esperienza di Eugen Herrigel, professore di filosofia tedesco che, trasferitosi in Giappone negli anni Venti, desidera comprendere lo Zen non come concetto teorico, ma come pratica vissuta. Gli viene spiegato che lo Zen non si insegna attraverso spiegazioni astratte, bensì tramite discipline in cui da secoli trova applicazione concreta. Una di queste è il tiro con l’arco.

Herrigel inizia così un apprendistato lungo e frustrante. Per anni si esercita senza risultati apparenti. Ogni tentativo di “fare bene”, ogni sforzo consapevole per colpire il bersaglio, produce l’effetto opposto. Il maestro insiste su un punto che per una mente occidentale è difficile da accettare: non è l’arciere che deve scoccare la freccia, ma il gesto che deve accadere. Quando l’intenzione si ritrae, quando il controllo si allenta, allora il colpo arriva. Non per bravura, ma per allineamento.

Il libro non parla di tecnica nel senso comune del termine. Parla di tempo, di ripetizione, di disciplina silenziosa. Parla dell’impossibilità di forzare certi processi. E soprattutto dell’errore di confondere il controllo con la competenza.

Il collegamento con gli investimenti è meno astratto di quanto possa sembrare.

Ieri ho pubblicato un video sul nostro canale YouTube in cui racconto, in modo diretto, la difficoltà di interpretare il momento storico attuale. Non per mancanza di dati, ma per eccesso di segnali discordanti. Indicatori che suggeriscono prudenza convivono con mercati che continuano a reggere. Trimestrali che vengono interpretate dal mercato sempre a seconda della convenienza del momento. Ogni lettura sembra immediatamente smentita da quella successiva.

Guardando il video capirai perché oggi tutti hanno difficoltà interpretative nel leggere questo mercato

Alcuni lettori del Circolo Pro nei giorni scorsi ci hanno scritto manifestando confusione. È una reazione comprensibile. Oggi l’incertezza non nasce dall’ignoranza, ma dalla sovrabbondanza di interpretazioni. Il mercato, in questo senso, sembra riflettere il pensiero collettivo: frammentato, ansioso, contraddittorio.

Questo clima non resta confinato agli schermi. I post sui social sono spesso allarmistici. Sabato sera, a cena con amici, che fanno tutt’altro di mestiere e loro ne erano certi: “tra poco crolla tutto”.

Affermazioni ripetute con sicurezza, senza un vero ancoraggio ai fatti, ma cariche di convinzione. È così che si forma l’isteria collettiva, che poi si traduce in comportamenti disordinati anche sul piano degli investimenti.

Come possiamo diventare Zen negli investimenti

Il libro di Herrigel, letto oggi, suggerisce una lezione molto semplice e allo stesso tempo scomoda.

La tenacia e la caparbietà non coincidono con l’ostinazione. Non si tratta di forzare il risultato, ma di restare nel processo. L’arciere continua a tendere l’arco ogni giorno, anche quando non colpisce il bersaglio. Non perché si aspetti un premio immediato, ma perché sa che il gesto, ripetuto correttamente, prima o poi si compie da solo.

Negli investimenti vale una logica analoga. Il mercato sale e scende e non è governabile. Ogni tentativo di anticiparne i movimenti con certezza produce spesso l’effetto opposto. Quello che invece è sotto controllo è il passo. La capacità di non farsi trascinare dall’euforia né paralizzare dalla paura. La continuità nel metodo, anche quando il contesto sembra confuso.

Altre volte in passato ho raccontato questo aneddoto a me molto caro: se buchi una gomma cosa fai? Interrompi il tuo viaggio? No la cambi e riparti.

Restare al passo del mercato non significa indovinare ogni svolta. Significa accettare che alcune fasi richiedano attesa, altre adattamento, altre ancora semplice presenza. Come nel tiro con l’arco, il risultato non arriva quando lo si pretende, ma quando si smette di combattere contro il tempo e si rimane dentro il gesto.

Chiusura del mercato S&P 500 al 31 gennaio 2026

Il mercato, come si vede nell’immagine sottostante, nell’ultima seduta del mese di gennaio ha rimarcato il senso di confusione generale.

Una candela pessima sul weekly (a sinistra) che ha bucato i massimi ma poi ha ritracciato pesantemente, e una candela sul daily ( a destra) che, all’opposto, chiude per l’ennesima volta sopra la media mobile a 20 periodi.

Trendycator® – indicatore proprietario registrato UIBM (domanda n. 302024000182022). Strumento sviluppato dal Circolo degli Investitori per identificare trend e regimi di mercato su azioni, ETF e obbligazioni.
Indice americano S&P 500 su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Il mercato sale e scende e non lo possiamo governare ma possiamo restare al suo passo.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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