La resurrezione dei mercati obbligazionari è alle porte

Se non l’avessimo vissuto, stenteremo a credere che sulle obbligazioni si possano ottenere rendimenti negativi. Eppure, è successo e l’anomalia è durata anche a lungo.

Negli anni dei Quantitative Easing forsennati, cioè con le politiche monetarie non convenzionali ed ultra-espansive delle Banche Centrali, siamo arrivati al paradosso di pagare il nostro debitore anziché ricevere da lui degli interessi.

Di fatto, c’erano investitori che erano disposti a perdere soldi pur di essere investiti su titoli governativi di Germania o Francia, solo per citare un paio di casi.

Per capire la portata di questa aberrazione basti pensare che persino i nostri Bot annuali sono stati collocati con un rendimento negativo pari al -0,105% nell’asta di aprile 2022. E nell’asta precedente, riferita al mese di marzo il rendimento era addirittura crollato a -0,436%.

Oggi un Bot con scadenza annuale ha un rendimento netto vicino al 3%.

È normale che, stanti quelle condizioni, moltissimi investitori abbiamo via via abbandonato i mercati obbligazionari, passando dal disinteresse alla disaffezione. Tanto da dimenticarsi l’importanza di questo asset per i propri investimenti.

Poi, vi sono altri motivi: in molti ritengono le azioni preferibili alle obbligazioni, sia in termini di potenziali guadagni sia in termini di valutazione, che sia con l’analisi tecnica o con l’analisi fondamentale.

Di questo (e di come tale percezione sia totalmente errata) parleremo nella mail di domani, nella quale impareremo che ogni aspetto delle obbligazioni è calcolabile con certezza in ogni momento di mercato a differenza delle azioni.

Un altro motivo per cui in moltissimi non stanno prestando attenzione a ciò che sta accadendo sui mercati obbligazionari è la convinzione che i rendimenti siano ancora bassi, per cui non vale la pena dedicare tempo alle obbligazioni.

Tuttavia, gli investitori abili e preparati sono già tornati ad investire sui mercati obbligazionari e hanno già iniziato ad attrezzarsi per cogliere appieno quella che sarà la resurrezione delle obbligazioni.

Non considerare questo fatto e non rendersi conto che in molti casi i rendimenti dei titoli obbligazionari sono tornati interessanti è il modo migliore per arrivare in ritardo alla ripartenza del mercato.

Sì, perché a tutti gli effetti stiamo per entrare nella fase del ciclo economico e finanziario favorevole alle obbligazioni e questo è il momento migliore per imparare a lavorare sui mercati obbligazionari. Infatti, le politiche monetarie ultra-espansive con tassi a zero sono ormai un ricordo.

Con il nuovo ciclo di tassi al rialzo, necessario per combattere l’elevata inflazione e in fase già avanzata, si stanno creando le premesse che preludono all’inizio del nuovo ciclo favorevole alle obbligazioni. Capirlo ora e attrezzarsi per essere pronti quando accadrà significa mettersi nelle condizioni di cogliere un movimento al rialzo sulle obbligazioni come non si vedeva da tempo. Dopo sarà tardi.

Come possiamo esserne sicuri?

Semplicemente perché l’economia e la finanza, da sempre, si muovono in cicli. Cicli composti da fasi espansive e fasi recessive. Nelle fasi espansive, per opera delle politiche monetarie delle Banche Centrali, i tassi si abbassano, mentre nelle fasi recessive i tassi si alzano.

Nelle fasi espansive il taglio dei tassi stimola l’economia e sia le azioni sia le obbligazioni vanno al rialzo, seppur con uno sfasamento temporale. E per quanto possa sembrare strano, le obbligazioni partono prima delle azioni. Nelle fasi recessive l’aumento dei tassi contrae l’economia e sia le azioni sia le obbligazioni vanno al ribasso.

E dove ci troviamo oggi?

Ci troviamo nel pieno della tempesta: i tassi si stanno alzando e si alzeranno ancora, finché l’inflazione non sarà domata, e la contrazione economica è sotto gli occhi di tutti. Ma quando questa fase sarà conclusa il ciclo ripartirà con una nuova fase di crescita.

Gli stimoli, come sempre, arriveranno dalle Banche Centrali che inizieranno dapprima a fermare il rialzo dei tassi e poi ad abbassarli. E le obbligazioni andranno a nozze.

Problema: non possiamo sapere tra quanto tempo questo succederà.

Ma succederà (e crediamo che non manchi molto). E i tempi sono indiscutibilmente maturi per prendere o riprendere in mano gli investimenti obbligazionari. Con le competenze giuste e con i modelli di valutazione giusti.

E tutto questo perché con le obbligazioni non ci possono essere margini di dubbio sull’eventuale convenienza o meno di un titolo rispetto ad un altro.

E domani vedremo come questo sia possibile.

A domani.

Massimo
Waltervi

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Dr. Massimo Gotta, giornalista-pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. Laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani, tra i fondatori del Circolo degli Investitori e ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario. Ha lavorato per il gruppo bancario Mediobanca e per Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. È stato docente per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino. Massimo Gotta è un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore, Class CNBC. È coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni” (TradingLibrary 2013) e autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock” (Experta 2006). Disclaimer: L’autore Massimo Gotta non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->

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