La vera svolta come investitori e traders
Più o meno spesso ci capita di soffermarci a riflettere e fare un bilancio della nostra vita professionale e personale. Fermarsi, per pensare alle decisioni importanti che abbiamo preso.
Ecco, nel nostro caso una delle decisioni migliori che abbiamo preso, come traders e investitori, è stata quella di affrontare lo studio delle obbligazioni e imparare ad investire sul mercato del reddito fisso.
Era il 2008 ed era appena fallita Lehman Brothers: sotto il peso della crisi del credito i mercati, azionari e obbligazionari, si stavano sgretolando.
Ricordiamo ancora la nostra incredulità e preoccupazione quando sui listini vedevamo titoli obbligazionari, sino al giorno prima considerati sicuri, che erano arrivati a rendere a scadenza oltre il 16% annuo. Sembrava che tutti dovessero fallire la mattina seguente.
Non avevamo mai visto una cosa del genere.
Negli anni precedenti, come investitori privati, lavoravamo con soddisfazione prevalentemente con i mercati azionari e con le opzioni. Le obbligazioni erano sì parte del nostro portafoglio, ma esclusivamente come “tesoretto” da portare a scadenza e dal quale incassare cedole.
L’idea di poter investire dinamicamente – e men che meno fare trading – con le obbligazioni non ci aveva mai sfiorato.
Ma nel 2008 ci siamo spaventati. Parecchio.
Solo grazie alla nostra esperienza siamo riusciti a non rimanere incastrati con le azioni, salvando tutto il capitale e una buona parte degli utili conseguiti.
Ed è stato in quel momento che abbiamo capito che le obbligazioni avevano un potenziale dirompente e che avrebbero dovuto sostituire, per un po’ di tempo, le azioni nel nostro portafoglio.
Il problema, però, era che non avevamo mai investito seriamente sul mercato obbligazionario e non sapevamo minimamente come si dovessero valutare le obbligazioni, come si dovessero confrontare per selezionare le migliori o quali strategie operative si potessero utilizzare.
Così abbiamo iniziato il classico percorso di studio che seguono tutti i discenti di materie economiche e finanziarie. Per farla breve, abbiamo affrontato tomi impressionanti di matematica finanziaria pieni di teorie e formule affascinanti ma inutili sotto il profilo pratico e operativo.
Infatti, non riuscivamo a cavarne fuori nulla di davvero rilevante per le competenze che desideravamo acquisire.
Fortunatamente l’impasse è durata poco, perché la buona sorte ci ha permesso di entrare in contatto con un trader istituzionale che aveva lavorato presso una primaria banca d’affari statunitense.
Ci si è aperto un mondo.
È lì che abbiamo scoperto che le grandi banche d’affari USA fanno i maggiori profitti con il trading sulle obbligazioni; è lì che abbiamo capito che la matematica finanziaria accademica è assurdamente complicata.
Lavorando duramente, sotto una guida esperta, abbiamo imparato a costruire i più sofisticati modelli di valutazione per le obbligazioni, ad individuare i titoli sottovalutati da comprare e quelli sopravvalutati da vendere.
Abbiamo letto decine di pubblicazioni e paper degli uffici Strategies & Analysis e, anche se non è stata una passeggiata, siamo riusciti a rendere profittevole (molto profittevole) l’investimento e il trading sulle obbligazioni.
Partendo da zero.
Non abbiamo reticenze nel dire che i soldi, quelli veri, li abbiamo fatti con le obbligazioni.
Ora, condensare in una sola mail anche solo un sunto di tutto quello che abbiamo imparato è poco realistico, per cui da domani inizieremo un percorso che si focalizzerà su alcuni aspetti molto rilevanti dell’investimento con le obbligazioni.
Concetti che ci sono stati di fondamentale aiuto e che hanno accelerato drasticamente la nostra capacità di lavorare sui mercati obbligazionari come gli investitori istituzionali.
A domani.
Massimo
Walter