Bank of America si presenta all’appuntamento con i conti trimestrali in una posizione tecnica e di contesto che merita attenzione.
Secondo le stime di Zacks Investment Research, il titolo rientra tra quelli con Earnings ESP positivo, una combinazione che storicamente segnala una maggiore probabilità di sorpresa sugli utili rispetto al consensus.
Il dato, preso isolatamente, non consente alcuna anticipazione sull’esito della trimestrale. Acquista però rilevanza quando si inserisce in una struttura di prezzo già orientata al rialzo e in prossimità di livelli storicamente sensibili.
Prezzo e struttura tecnica di lungo periodo
Il precedente massimo storico di Bank of America risale al 2006, un elemento che aiuta a comprendere quanto, in alcuni casi, il market timing giochi un ruolo decisivo nella gestione degli investimenti azionari di lungo periodo.

Il nostro indicatore proprietario Trendycator® aveva infatti segnalato l’uscita dal titolo sui massimi di febbraio 2007, per poi tornare a indicare un possibile rientro solo nell’agosto 2009.
Una lettura che avrebbe consentito di evitare la fase più distruttiva del ciclo ribassista successivo alla crisi finanziaria.
Il titolo ha impiegato circa mille candele settimanali per tornare sui livelli pre-crisi: un arco temporale estremamente lungo, che rende evidente quanto il recupero non sia stato né lineare né rapido.
Il punto attuale: ritorno sui massimi e possibile fase decisionale

Oggi Bank of America si muove nuovamente in prossimità dei massimi storici, in un’area che può essere letta come potenziale breakout di lunghissimo periodo.
Configurazioni di questo tipo, soprattutto quando coincidono con eventi informativi rilevanti come una trimestrale, tendono ad aumentare la volatilità e la direzionalità del prezzo.
Chi avesse avuto il sangue freddo di tenere il titolo in portafoglio così a lungo (1.000 settimane), potenzialmente potrebbe beneficiare di questa previsione favorevole degli utili.
Disclaimer
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Non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazioni personalizzate di investimento.
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