Nel giro di pochi giorni Stellantis si è trovata al centro di una sequenza di eventi che evidenzia una difficoltà di lettura del contesto industriale e macroeconomico.
Da un lato il ritorno dichiarato al diesel, dall’altro l’improvviso shock energetico legato al conflitto in Iran che ha riportato il prezzo del carburante su livelli critici. Una combinazione che oggi solleva più di un dubbio sulla sostenibilità di certe scelte strategiche nel breve termine.
Come mostrato nella copertina immaginiamo i dubbi che oggi potenzialmente attanagliano i dirigenti della casa automobilistica.
Non è un caso isolato, la crisi dell’automotive europea è trasversale. Anche Volkswagen ha recentemente annunciato un piano di riduzione del personale, segnale di un settore che sta entrando in una fase di riposizionamento forzato.
Ma è davvero tutto compromesso?
Il livello chiave: area di supporto
Passando al grafico settimanale, la lettura è più lineare rispetto al rumore di fondo delle notizie.

Dopo il periodo di trend positivo, il titolo ha iniziato un persistente trend negativo ottimamente indicato dal nostro Trendycator.
Prima di questi eventi di cui abbiamo trattato, il Metodo Trendycator aveva segnalato un potenziale long ma certamente gli algoritmi non conoscono le date delle trimestrali e neppure possono prevedere le guerre.
Fa parte delle regole.
Adesso il titolo si trova alle prese con uno snodo tecnico rilevante.
Si tratta di un livello che in passato ha già funzionato come base di ripartenza e che ora viene nuovamente testato.
Qui si gioca una distinzione netta:
–Rottura decisa → prosecuzione del movimento ribassista senza elementi di supporto immediati
-Tenuta del livello → possibile fase laterale o tentativo di costruzione base
È possibile infatti che da questa zona Stellantis possa quantomeno entrare in una fase di consolidamento.
Il superamento di questo livello vedrebbe potenzialmente una nuova accelerazione ribassista per il titolo.
Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento. Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.
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