Per anni Hermès è stata la seconda scelta di chi voleva il lusso in portafoglio senza subirne i cicli.

Quando LVMH o Kering scendevano, una parte dei soldi si spostava sulla maison delle borse Birkin, quelle con le liste d’attesa e i prezzi ritoccati ogni anno. Era il titolo che si comprava perché considerato immune alle crisi del settore.

Nel 2026 quel ragionamento si è rotto. Hermès perde il 39% da inizio anno e oggi quota 1.284,5 euro alla Borsa di Parigi, a pochi euro dal minimo dell’anno (1.255). Dal massimo storico di 2.957 euro, toccato all’inizio del 2025, il prezzo si è più che dimezzato.

Due giudizi sell in pochi giorni

Il 5 ottobre UBS ha portato il titolo da neutral a sell. Pochi giorni dopo Goldman Sachs ha avviato la copertura direttamente con un sell, e quel giorno Hermès ha perso circa il 2%.

Il terreno era già scivoloso. A fine luglio, con la semestrale, il titolo aveva lasciato sul campo più del 10% in una sola seduta, perché la ripresa della domanda cinese non arrivava.

La stretta fiscale cinese colpisce i clienti giusti

Pechino ha deciso di tassare i patrimoni parcheggiati nei trust offshore. Il trasferimento di beni in un trust viene trattato come una cessione, con un’imposta del 20% sulla plusvalenza e un effetto retroattivo su beni e redditi dal gennaio 2023.

Chi ha usato questi veicoli ha tempo fino al 22 ottobre per dichiarare e pagare gli arretrati senza sanzioni.

La misura riguarda i grandi patrimoni cinesi, una clientela che pesa per tutto il lusso: i consumatori cinesi valgono circa un quinto degli acquisti del settore nel mondo. Chi deve pagare anni di imposte arretrate potrebbe rimandare di qualche mese le spese più discrezionali. Quanto questo pesi sulle vendite di un singolo marchio oggi è impossibile da stimare.

Negli Stati Uniti, l’altro grande mercato, la spesa con carta di credito sui beni di lusso è scesa ad agosto per il terzo mese consecutivo.

Il 22 ottobre, due scadenze nello stesso giorno

Il 22 ottobre Hermès pubblica i ricavi del terzo trimestre.

È lo stesso giorno in cui scade il termine fiscale cinese.

I conti si fermano a fine settembre (prima che le tasse arretrate vengano pagate), quindi l’effetto pieno della stretta sulle vendite in Cina si vedrà con i numeri dei prossimi trimestri.

Per me è la parte più delicata: un trimestre discreto potrebbe dare un rimbalzo di sollievo che i dati successivi rischiano di smentire.

Il Trendycator® era rosso da luglio 2025

Analisi titolo Hermès su scala weekly con il nostro indicatore proprietario Trendycator®.
Titolo Hermès su scala weekly. Grafica e dati Tradingview.com. Elaborazione Circolo degli Investitori per mezzo dell’indicatore Trendycator®.

Sul grafico settimanale di Hermès ISIN FR0000052292 (RMS) il Trendycator® è passato in regime SHORT a fine luglio 2025, con il titolo intorno ai 2.400 euro. Da allora il prezzo ha perso circa il 46%.

Un bel guadagno in termini di volatilità di portafoglio per i lettori del Circolo.

Quel segnale di luglio è arrivato in tempi non sospetti, quando Hermès era ancora il titolo “immune alle crisi del lusso”.

Quest’anno Hermès è scesa quanto LVMH, circa il 40%, e il prossimo test arriva tra otto giorni.

Disclaimer: Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né raccomandazione personalizzata di investimento.
Ogni decisione deve essere valutata in autonomia alla luce della propria situazione patrimoniale e del proprio profilo di rischio.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è un giornalista - pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Torino. E’ tra i fondatori del Circolo degli Investitori ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha guidato il team di sviluppo che ha creato il Trendycator. Disclaimer: L’autore Walter Demaria non detiene strumenti finanziari oggetto delle proprie analisi al momento della pubblicazione. Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica Clicca qui--> Informazioni metodo Clicca qui-->